Alessio Dionisi commenta la partita tra Palermo e Brescia, valida per la 28a giornata di Serie B e terminata con il risultato di 1-0. Una vittoria meritata, anche se arrivata a pochi minuti dalla fine grazie al calcio di rigore trasformato da Joel Pohjanpalo. I rosanero portano a casa il secondo successo di fila e provano ad avvicinarsi al gruppone attualmente qualificato ai playoff.
Dionisi commenta Palermo – Brescia
“La vittoria è meritata, è arrivata con un episodio ma gli episodi te li devi andare a prendere – dichiara Dionisi al termine di Palermo – Brescia . Dobbiamo essere onesti, la squadra ci ha creduto fino alla fine e si è visto. Per 10-11 minuti del secondo tempo è arrivata la stanchezza ma siamo rimasti sempre in partita. L’occasione più importante l’abbiamo sfruttata, sono contento per i ragazzi. Ora tutto dipende da noi e da quello che vogliamo fare. È giusto giudicarci per quello che facciamo e per quello che faremo, la gara di oggi è già finita. Possiamo cambiare tanto il nostro destino se metteremo sempre questa volontà. In altre situazioni ci siamo sciolti nelle difficoltà, oggi siamo stati in partita”.
La grande sorpresa è stata lo schieramento di Federico Di Francesco dal primo minuto. Dionisi ha sottolineato la bella prestazione del numero 17 del Palermo: “Chi è entrato ha dato una grossa mano, la squadra si stava allungando. Va dato onore ai ragazzi, ho detto che potevamo vincere solo tutti insieme. Di Francesco può ricoprire più ruoli. Più lo portiamo indietro e meno lo ritroviamo davanti. Mi ha sorpreso per la durata, era la prima partita nel 2025 e ha avuto un rallentamento nel rientro. Ha tenuto tanto, ha fatto molto bene, può ricoprire quel ruolo ma dipende da compagni e avversari. Lund è entrato al suo posto e ha partecipato all’azione del rigore. Non dobbiamo soffermarci sui minuti giocati, ma su come si giocano”.
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L’abbondanza tra i reparti
Proprio la presenza di Di Francesco ha dato nuove soluzioni a Dionisi. Il tecnico, però, rimarca la necessità di mantenere equilibrio: “Federico è rientrato da due partite, è una soluzione ripetibile ma dipende dalle partite e dalle caratteristiche. Finora sulla trequarti ha giocato Brunori, mentre Verre è un giocatore che raccorda il gioco. È tutto un equilibrio di squadra. Federico per me è un titolare, potrebbe giocare anche nella posizione di Verre con caratteristiche diverse. A centrocampo Blin e Gomes hanno fatto un’ottima partita, Segre non ha giocato di nuovo dall’inizio. Ranocchia non ha giocato per i postumi di un’influenza, e non avessimo vinto ci si sarebbe chiesti perchè non ha giocato. Ho tanti giocatori, devo valorizzarli pensando alla partita”.
La vittoria contro il Brescia potrebbe essere la svolta per aprire un ciclo. Dionisi, però, viaggia con i piedi di piombo: “Non lo so. Sono arrivati giocatori che possono alzare il livello, questo non vuol dire che gli altri non sono all’altezza. Dobbiamo trovare continuità attraverso la volontà, la qualità dei minuti che mettiamo in campo. Oggi la prestazione è stata corale. Nella coralità c’è chi mette qualità, chi mette intensità e chi mette corsa. Andiamo a Genova contro la Sampdoria, non è una partita semplice ma a questo punto non ce ne sono. Ogni partita va giocata senza guardarsi indietro e senza trovare scuse, non siamo stati performanti per tutta la partita ma ci sono anche gli avversari”.
Le sliding doors durante la partita
La partita tra Palermo e Brescia è stata ricca di sliding doors. Dionisi si rende conto dell’importanza dei singoli episodi, favorevoli o meno: “Veniamo giudicati dai risultati, se non abbiamo le spalle larghe ti porti dietro le cose negative. È la prima cosa che ho detto a fine partita: sull’episodio del rigore avremmo potuto buttare fuori il pallone per le cure a Vasic. Se avessero allontanato il pallone sarebbero ripartiti in contropiede con Vasic a terra. È andata così, in altre occasioni non abbiamo vinto ma non dobbiamo pensarci. Abbiamo vinto partite in cui abbiamo fatto meno bene di oggi, ma oggi è servito un episodio. Ne abbiamo già passate tante, non dovrebbe più succedere ma non lo do per scontato. Gli episodi ti tornano quando te li meriti, oggi ci abbiamo creduto fino alla fine”.
Il gol di Pohjanpalo su rigore è il più ‘tardivo’ della stagione del Palermo. Un altro tassello importante per affrontare al meglio il finale di stagione. “Sicuramente è una cosa positiva, la partita si stava spegnendo – dice Dionisi – . Il rischio che la partita finisse senza creare altre occasioni c’era. Gli avversari volevano ottenere quel che avevano in testa, le interruzioni non ci hanno aiutate. Poi dipende tutto da noi. L’esperienza ci devono portare a mettere tutto fino alla fine, lo spero tanto perchè è quello che vorrei. Lo volevamo dall’inizio ma negli ultimi minuti ci è sfuggito qualcosa in alcune partite”.
Il giudizio sulla manovra
Non solo note positive per il Palermo. Dionisi spiega cosa è mancato nella gara contro il Brescia, magari per stapparla prima: “Nel primo tempo ci è mancato il rubare un tempo di gioco negli ultimi metri, mancava sempre la giocata veloce, il penultimo passaggio. Ci avrebbe portato ad avere delle occasioni più nitide. Oggi avevamo due giocatori forti sui cross e non li abbiamo sfruttati. Nel secondo tempo la partita è cambiata, l’occasione più importante l’ha avuto Di Francesco attaccando gli spazi. Il rigore è arrivato dopo un attacco dello spazio”.
Si chiude parlando di Joel Pohjanpalo, il match-winner di Palermo-Brescia. Dionisi svela i benefici che il centravanti finlandese porta alla squadra: “Lui lavora sempre e comunque, già dall’allenamento. Sbaglia un gol e lavora per non sbagliarlo più, aiuta i compagni in maniera costruttiva. È arrivato un uomo che lavora, che ha un’esperienza importante in Italia e all’estero. Ha delle certezze che porta nella squadra, non lo abbiamo ancora sfruttato veramente per le sue caratteristiche. I compagni prima erano abituati ad altre caratteristiche, ora dovremo mettere più velocemente la palla in area per sfruttarlo. Ha alzato il livello, anche oggi si è visto, è stato nella partita fino alla fine. Ha personalità, è un taciturno ma dà l’esempio in allenamento e si ripete in partita. Questa è la sua qualità più importante, l’uomo più del calciatore. Avevamo bisogno di uomini con un certo spessore, ho tutti bravissimi ragazzi ma le alte aspettative rischiano di sgonfiarti”.

