Alessio Dionisi presenta la sfida tra Sassuolo e Palermo, valida per la diciottesima giornata di Serie B. Una partita speciale per il tecnico rosanero, grande ex atteso al Mapei Stadium. Queste le sue prime dichiarazioni in conferenza stampa: “Per me è doveroso metterci la faccia, non vedo altre strade. Noi lavoriamo duro, speravamo di non andare incontro a questo ma i responsabili siamo noi. Devo anche dire che le prestazioni sono diverse dai risultati che non stanno tornando. Il Sassuolo fa il nostro stesso campionato, ma loro hanno perso una sola gara e noi 6”.
Dionisi presenta Sassuolo – Palermo
Si passa a una prima valutazione del Sassuolo, prossimo avversario del Palermo. In questo senso Dionisi sciorina due dati indicativi: “Il Sassuolo ha valori importanti, sono giocatori che per tanti anni hanno giocato in Serie A. Faccio il confronto con loro perchè sabato giochiamo contro di loro. Hanno perso una partita e noi 6, hanno fatto 38 gol e noi solo 17. Per una squadra che vuole una classifica diversa sono numeri pesanti”.
Dionisi ha svelato a cosa si aggrappa per cercare di invertire la tendenza. “Mi aggrappo a quel di positivo che vedo, ovvero la reazione a un ambiente che sostiene e al fatto che dopo 3 minuti siamo andati sotto. Il rischio di affondare c’era. Il risultato è negativo, ma c’è stata una prestazione importante dopo lo 0-1. Sappiamo che non può bastare quel che stiamo facendo. Siamo una squadra di buonissimo livello, stiamo facendo buone prestazioni, ma qualcosa non torna perchè i risultati sono negativi. Il malcontento è normale, ci si inizia a credere meno ma io ci credo come il primo giorno. Dobbiamo crederci in campo, col Catanzaro l’abbiamo ripresa ma abbiamo perso la partita nel nostro momento migliore”.
La settimana è andata avanti con qualche strascico della sconfitta con il Catanzaro. Dionisi ha comunque visto una squadra intenzionata a reagire: “Abbiamo proseguito il ritiro, la squadra è consapevole del fatto che sta ottenendo meno di quel che è nelle nostre corde e nelle aspettative della società e della piazza. La settimana è quella di una squadra che ha perso in casa, è uscita tra il malcontento dello stadio. Non lo avremmo mai voluto ma sta succedendo. Abbiamo lavorato bene, ma sulla scia della sconfitta. Abbiamo ancora due giorni per preparare una partita da preparare soprattutto mentalmente. Durante una partita può succedere di tutto, dovremo essere squadra contro i più forti del campionato”.
Palermo, Dionisi ritrova il Sassuolo
Si torna a parlare del Sassuolo, l’ultima squadra di Dionisi prima di venire al Palermo. Una formazione da affrontare al top per evitare un’altra brutta giornata: “Ho fatto tre stagioni lì, anche se l’ultima non l’ho finita. C’è chi ho allenato l’anno scorso e chi per tre anni. Ne conosco tanti ma non è più la mia squadra. Dovremo essere organizzati e preparati mentalmente. Se concederemo le ripartenze che abbiamo concesso al Catanzaro, rischiamo di prendere gol. Avremo le nostre occasioni, dobbiamo mettere in campo tutta la qualità che abbiamo. Dovremo essere prestativi e avere lucidità mentale”.
Dal punto di vista dell’infermeria, arrivano discrete notizie da Salim Diakitè. Per il resto, non ci sono recuperi: “Diakitè ha iniziato ad allenarsi, lo valuteremo in questi giorni. Brunori nei primi due giorni non si è allenato con la squadra per un problemino, ma è rientrato. Gli assenti sono sempre i soliti, Pierozzi non rientrerà neanche per questa partita. Anche Saric ha ripreso ad allenarsi con la squadra”.
Il Palermo visto con il Catanzaro ha cambiato veste tattica. Dionisi fa capire che ci sono tante cose da valutare in tal senso: “L’idea era portare più peso in avanti e più cross, anche se non ci hanno portato al gol. È una possibilità, dobbiamo pensare allo svolgimento della partita. Abbiamo perso l’ultima partita mentre cercavamo di vincerla. Questo non dovrà succedere con il Sassuolo, che ha fatto due terzi dei gol nel secondo tempo, ovvero quando noi ci disuniamo un po’. Il pensiero della formazione è in funzione del prosieguo della gara”.
Il rapporto con la squadra
Alessio Dionisi è soddisfatto del lavoro che sta facendo a Palermo? La domanda nasconde due risposte diverse tra loro: “La squadra per certi versi fa quel che proviamo in settimana. Siamo cresciuti a livello difensivo, poi bisogna portare i risultati. A livello di metodo potrei essere soddisfatto, poi guardo ai risultati e non lo sono per niente. La media non è sufficiente, nonostante i principi e le idee di gioco vedano una squadra prestativa. I numeri danno risposte diverse rispetto alla classifica, noi rispondiamo di questa e non è positiva”.
Il tecnico del Palermo fa capire di non sentirsi tradito dalla sua squadra. Finora c’è solo una partita per la quale si sente tradito: “Quel che non mi è andato giù è la partita di Carrara. Io devo scorporare la prestazione dal risultato, anche se la prestazione deve portare il risultato. Non sempre è stato così finora. A Carrara non c’è stato l’atteggiamento che dovremmo avere. Non mi sento tradito, non si parla di sentimenti ma di passione tramutata in lavoro. La squadra fa il possibile, nelle difficoltà della gara precedente mi è piaciuta fermo restando la sconfitta”.
Conta solo il presente
Dionisi ha fatto capire che c’è condivisione di idee con la società. Il suo obiettivo è raddrizzare la rotta, senza parlare di futuro: “La veduta è uguale, ma con punti di vista diversi. La scelta del ritiro è giusta, quando le cose non vanno c’è chi deve farti capire di non essere contento. Io non voglio parlare di futuro, voglio essere concentrato sul futuro. I risultati non sono all’altezza, ma non parlo del domani. In questo momento devo essere concentrati sul presente insieme alla squadra. La società è composta da dirigenti molto preparati, c’è condivisione. Alla società interessano i risultati, delle prestazioni interessa fino a un certo punto. Io ho sempre professato che i risultati si raggiungono con la prestazione. Mi assumerò le mie responsabilità così come lo faranno i dirigenti”.
Si torna a parlare di campo. In primis la convivenza tra Filippo Ranocchia e Valerio Verre, non vista contro il Catanzaro. “A Carrara non ha giocato Segre che non si era allenato bene, lo ha sostituito Gomes che aveva sempre giocato. Ho fatto delle valutazioni. Ormai vedete come giochiamo con palla e senza palla”.
L’altra scelta forzata riguarda la linea difensiva e la scelta di Ionut Nedelcearu sul lato destro. Questa è la spiegazione di Dionisi: “Ha giocato Lund e abbiamo girato in maniera diversa. Volevo avere giocatori offensivi davanti, con un altro attaccante accanto alla punta centrale, per essere più verticali. Non ho tolto niente a nessuno, ho scelto in favore di chi fa bene. La prestazione mi ha dato delle risposte”.
Sassuolo – Palermo, Dionisi e la contestazione
Si parla anche della contestazione subita da Alessio Dionisi durante Palermo – Catanzaro. Un attacco diretto che il tecnico commenta così: “Fa parte anche questo del mio mestiere. Io costruisco la mia vita sulla credibilità, chi non ti conosce ti giudica per altro. È giusto che si manifesti il malcontento. Questa è la piazza più grande in cui ho allenato, le spalle me le sono formate con il tempo, allenando in Serie A. È la prima contestazione così forte in uno stadio, ho il mio equilibrio e vado avanti per quel che sono. Mi dispiace, umanamente mi sposta ma non professionalmente, altrimenti non sarei arrivato dalla D al Palermo in 6 anni facendo la Serie A. Ho scelto questa piazza anche per questo motivo, speravo in una spinta continua ma così non è, è giusto essere giudicato. Mi dispiace perchè ci metto tutto quello che posso”.
Dove si trova la forza per reagire alla contestazione? Dionisi fa capire da dove si deve ripartire: “Mi dispiace per i ragazzi, tutti loro hanno dei percorsi ma sono più giovani e meno strutturati di un allenatore. In allenamento rispondono bene ma la partita è un’altra cosa. Quando una cosa non riesce in partita e l’allentore non fa giocare qualcuno, si rischia di perdere un giocatore. Devono esserci altri giocatori in grado di dare dei segnali. Vado avanti per la mia strada, ho le spalle larghe e spero che le abbiano anche i ragazzi. Poi c’è la partita che è un’altra cosa rispetto all’allenamento, c’è l’avversario, ci sono i tifosi tuoi e loro. È normale che ci siano rimasti male, è un peccato e lo sanno loro per primi, si sentono responsabili”.
Le scelte in attacco
Una delle scelte chiave durante il secondo tempo di Palermo – Catanzaro è il doppio cambio di Thomas Henry e Jeremy Le Douaron. Dionisi spiega le sue idee in merito: “In un primo momento volevo togliere solo Henry che iniziava a sentire stanchezza. Le Douaron poteva ancora giocare, ma abbiamo provato a giocare più sulla profondità. Brunori e Insigne erano i giocatori ideali per fare questo genere di giocate perchè si stavano aprendo degli spazi importanti. Avevamo avuto anche un’occasione con Matteo, ma l’arbitro l’ha vista diversamente”.
Chi invece non sta trovando spazio è Stredair Appuah. Dionisi spiega perchè l’ex Nantes non sta facendo minutaggio: “A Stredair penso sempre per le scelte, anche a gara in corso. Ci vuole sicuramente un po’ di adattamento, ne ha avuto bisogno Le Douaron che giocava titolare in Ligue 1. Il ragazzo ha bisogno di minutaggio per poter giocare e sbagliare. Sicuramente sta pagando anche il momento della squadra, non è facile lanciare un giocatore giovane che ha bisogno di sbagliare in un momento in cui non c’è margine per sbagliare. È un giocatore di grande qualità, forse non è il momento giusto per mandarlo in campo”.
Sassuolo – Palermo e la risalita secondo Dionisi
La partita contro il Sassuolo deve essere vista come singolo appuntamento. Il tecnico non vuole pensare a una scalata a lungo raggio, ma di lavorare un passo alla volta: “Dobbiamo pensare partita dopo partita, bisogna essere onesti e coerenti, a inizio stagione non dicevo questo. Se pensiamo partita dopo partita miglioreremo la classifica e ci toglieremo soddisfazioni. Il campionato è lungo e te la puoi giocare. Devi recuperare terreno, in primis su quelle che ti stanno vicino”.
Thomas Henry è uno dei giocatori considerati maggiormente colpevoli in casa Palermo. Il centravanti francese segna pochissimo, ma Dionisi spezza una lancia in suo favore: “Non ho visto nervosismo in partita. Il ragazzo è grande e grosso, ma è anche introverso e sensibile. Sotto la maglia si nascondono ragazzi più o meno vulnerabili. Thomas ci è rimasto male ma è consapevole che può dare di più nei numeri. Si sbatte tantissimo, dà tanto in fase difensiva. Non posso fare più che dargli fiducia, è il momento di lasciare serenità per riconcentrarsi su quel che c’è da fare”.
Giocarsela con presunzione
Dionisi parla di un Palermo che deve essere ‘presuntuoso’ per affrontare il Sassuolo. Un modo di giocare una partita che sulla carta vede i rosanero nettamente sfavoriti: “Il rischio è di perdere sicurezza e di sentirsi meno bravi di quel che siamo. Abbiamo qualità, dobbiamo essere consapevoli di questa cosa. I risultati non ci danno ragione ma dobbiamo entrare in campo con la stessa consapevolezza, anche se non è facile. Si affrontano una squadra che sta performando e una che non sta performando. Dobbiamo avere la presunzione di potercela giocare. Sulla carta, in valori assoluti possiamo pagare qualcosa, ma possiamo giocarcela. Dobbiamo mettere in campo le sicurezze che abbiamo costruito in allenamento e con le prestazioni”.
Si chiude parlando della classifica di Serie B. Ci sono 19 punti di distacco tra Sassuolo e Palermo, ma Dionisi la vede in maniera diversa: “La classifica non rispecchia i valori in campo. Ci metto la faccia e mi prendo le responsabilità in quanto allenatore. Loro non mi sorprendono, sono ben organizzati e hanno un buon allenatore. È una partita che dobbiamo giocare con tutte le nostre forze, senza disperdere energie perchè la gara è lunga e può cambiare in vari modi. Ce la dobbiamo giocare con le gambe e con la testa, in un certo senso ben venga affrontare il Sassuolo piuttosto che un’altra squadra”.

