Eugenio Corini vuole un Palermo che torni a vincere e a convincere. Anche perchè il Benevento rievoca ricordi di rinascita: “La partita è densa di significato. All’andata siamo andati a Benevento in una situazione delicata sul piano dei risultati e non solo, la classifica non era buona, addirittura peggiorò con i risultati del pomeriggio. Abbiamo fatto una partita importante, da squadra. Quello che mi sento di dire è che in questa squadra ci sono ragazzi seri. A volte abbiamo fatto bene, altre volte meno bene. La partita è importantissima per mettere in sicurezza l’obiettivo dichiarato. Abbiamo percepito un’energia tale da aver iniziato a parlare di sogno playoff, ci abbiamo provato sempre”.
“Abbiamo perso tre volte – prosegue Corini parlando del girone di ritorno del Palermo – , tranne Genoa, Frosinone e Sudtirol hanno perso meno volte. Bisogna andare a vedere dentro le prestazioni. Siamo il terzo miglior attacco del girone di ritorno, ma siamo anche la diciassettesima difesa. Abbiamo un’idea di dove vogliamo portare la squadra, in cinque partite si possono fare tantissime cose, ma dobbiamo anche creare un’identità per il futuro. Comprendo l’amarezza dei tifosi per i risultati, ma devo anche avere equilibrio e lucidità. Siamo vicini all’obiettivo”.
Palermo, Corini non si fida del Benevento
Corini dimostra di non fidarsi del Benevento. La squadra campana chiude la classifica, ma ha tanta qualità al proprio interno: “Il Benevento come il Venezia ha un budget importante, più alto del nostro. Nonostante questo per me abbiamo fatto meglio e dobbiamo certificarlo domani. Si tratta di una squadra con tanta qualità in tutti i ruoli, questo conferma che il campionato è difficile. L’equilibrio deve essere un mantra per tutte le squadre, per noi lo è diventato. Sappiamo che con giocatori come Ciano o Farias possono crearci delle difficoltà. Contro la Reggina hanno iniziato con un 3-5-2 divenuto 4-3-3 molto più offensivo. Abbiamo la piena consapevolezza del loro valore e dell’importanza della partita”.
Si torna a giocare al Barbera, dove al di là della vittoria contro il Modena non sono mancate le prove deludenti. Corini però vede un buon Palermo nei match interni: “In casa abbiamo fatto un ottimo campionato. Ricordo qualche difficoltà contro Ternana e Cosenza, ma è stata una partita equilibrata. Se vediamo la lettura complessiva del campionato ci sono stati tanti pareggi che hanno portato equilibrio. Abbiamo affrontato le nostre difficoltà, che insieme ai nostri pregi ci portano al nono posto che può aprirci dei fronti per il finale”.
Idee chiare
Corini ha le idee chiare su come giocare le prossime partite. Al di là dell’avversario, il mister del Palermo sa bene che anche gli infortuni sono un’incognita: “Sappiamo cosa fare quando abbiamo la palla e quando non l’abbiamo. Dobbiamo limare qualche difficoltà, nutriamo tanto rispetto per i nostri avversari. Se valutiamo gli infortuni bisogna fare delle distinzioni importanti e capire l’origine dei vari infortuni. Sappiamo cosa e dove dobbiamo migliorare, ma credo che abbiamo fatto un buon lavoro”.
Tra i giocatori infortunati, c’è chi non rientrerà. Ovvero Francesco Di Mariano, operato ieri a Barcellona: “L’ho sentito sia prima che dopo l’intervento – ha detto Corini – . È andato tutto bene, abbiamo mandato il ragazzo da un luminare di fama mondiale. Kekko è carico, purtroppo lo abbiamo perso per il resto della giornata. Abbiamo provato con una terapia conservativa a capire se poteva continuare a giocare, ma non è stato così. Contiamo di recuperarlo per il ritiro della prossima stagione”.
Palermo, Corini non ha limiti
Relativamente alla formazione che domani affronterà il Benevento, Corini non ha molti dubbi. “Ho un’idea abbastanza precisa – dichiara – , devo ancora decidere su un paio di situazioni ma ho un’idea su come iniziare la partita. Poi vedrò anche come gestire il tutto a gara in corso”.
Obiettivo salvezza da colmare domani per poi giocare a mente serena nelle ultime quattro giornate. Questo è il pensiero che il Palermo e Corini hanno: “Può succedere di tutto, la capacità è quella di capire che l’obiettivo è il quotidiano per la gara successiva. In questo momento lo è ancora di più, se ho parlato di sogno playoff era per valutare il modo di affrontare la cosa da parte dei ragazzi con la pressione di una piazza come Palermo. Abbiamo voglia di vincere e di portare a casa l’obiettivo stagionale per giocare le ultime quattro partite e spingerci ancora più in là”.
Corini parla delle critiche ricevute. Critiche che non sempre condivide, ma che non può non accettare: “Faccio un mestiere che è sempre criticabile, ognuno ha la sua opinione. Amo fare questo lavoro e farlo qui ha un altro significato. Devo sempre accettare le critiche, non devo sempre condividerle. Questa per me è una grande occasione, in una grande piazza con una grande società. Mi fido del lavoro che faccio e del sostegno della società. Abbiamo le idee chiare, bisogna accettare il discorso esterno, poi il campo dà sempre le risposte”.
Ottovolante rosanero
Il Palermo ha dimostrato poca continuità, soprattutto nelle prestazioni. Corini prova a dare una risposta: “Tra l’estate e gennaio abbiamo preso 19 giocatori nuovi di movimento. Non è la PlayStation, un giocatore ha un’anima, un percorso, un adattamento. Abbiamo dovuto mettere tante cose insieme. Se non ci basiamo su parametri oggettivi, ci si concentra sulle visioni e capisco che non sempre c’è una visione positiva del nostro lavoro. La mia indole è quella di cercare di vincere le partite. Speravo di fare il più bel campionato possibile, ma sempre con la lucidità di capire chi siamo e chi vogliamo diventare. Vogliamo finire alla grande questo campionato”.
Corini ha cambiato comunicazione più volte nelle ultime settimane. Il sogno playoff, però, non può trasformarsi ancora in obiettivo dichiarato: “Quando ho parlato di sogno, sapevo che il percorso non era giusto per parlare di obiettivo. Sentivo che qualcosa poteva nascere, le prestazioni sono state adeguate alla comunicazione, i risultati non ci hanno premiato”.

