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Palermo, Corini: “Ci salveremo, City Group vicino a squadra. Critiche? Me le prendo ma…”

Il Palermo è chiamato a invertire la rotta dopo tre sconfitte consecutive. Al “Renzo Barbera” domani pomeriggio arriverà il Pisa per uno scontro salvezza. Eugenio Corini, che ha ricevuto la fiducia della società, dovrà spingere i suoi verso un risultato utile per provare a cambiare le sorti di questa stagione. Il tecnico ha parlato in conferenza stampa del momento che la squadra sta vivendo e dell’impegno valido per l’ottava giornata del campionato di Serie B.

“Abbiamo sempre sentito la vicinanza del City Group, è quotidiana con la parte della dirigenza che è qui a Palermo. L’abbiamo vista e sentita a Manchester. Sono stato a cena con Gigliani l’altra sera. La proprietà è sempre vicina alla squadra, stiamo lavorando per venire fuori dalla situazione che si è creata nelle ultime partite. C’è la consapevolezza di un percorso complicato, ci aspettavamo qualche difficoltà in meno ma cercheremo di superarle al più presto”, ha esordito.

Il pre campionato dei rosanero d’altronde non è stato semplice. “Il punto di partenza lo sappiamo tutti. Quello che ha reso difficile la situazione sono le ultime due partite. C’era consapevolezza di qualche alto e basso. La sconfitta contro il Sudtirol ha portato strascichi, anche a livello mentale, è aumentata la pressione sulla squadra. A Terni finchè eravamo in parità si sono viste delle buone cose, poi abbiamo subìto gol e la squadra non ha saputo reggere la pressione. Ci siamo sfilacciati e abbiamo agevolato la Ternana”.

Le idee di Corini per invertire la rotta

Eugenio Corini ha comunque le idee chiare su ciò che serve per ottenere risultati diversi da quelli finora raccolti. “Mi aspetto una crescita nella consapevolezza, la componente mentale ha un peso importante. Quando si cerca un’identità bisogna spostare l’inerzia di una gara dalla propria parte. Nelle ultime gare non è successo e non siamo riusciti a recuperare. Stiamo lavorando anche per dare maggiore solidità alla squadra e maggiore efficacia nell’attaccare la porta. Parliamo tanto con i ragazzi, anche singolarmente per individuare le aree di miglioramento. Per noi è un lavoro intenso. La squadra è stata messa sotto pressione ma abbiamo ricevuto delle risposte molto importanti. Vogliamo fare risultato per aumentare l’autostima. Negli ultimi 20 minuti di Terni la squadra ha subìto tanto a livello psicologico”.

E sulla possibilità di effettuare del cambiamenti sul modulo, a partire dalla difesa: “C’è stata in allenamento un’idea tattica ma era un modo per lavorare sulla costruzione a tre del Pisa. Stavamo facendo la nostra fase di non possesso per lavorare sulla pressione nei confronti della loro costruzione. Il nostro sistema è chiaro, poi ogni sistema di gioco va sviluppato anche in base alle caratteristiche dei giocatori. C’è una ricerca continua per rendere un sistema più efficace. Spesso gli avversari riescono a rallentare la nostra azione pur portando tanti giocatori sopra alla linea della palla”.

E precisa: “Tutti i miei giocatori possono giocare in maniera aggressiva. C’è chi ha questa attitudine e chi ha altre caratteristiche. Leggo di bocciature, ma le mie sono sempre scelte. Noi abbiamo 29 giocatori in rosa, quando facciamo 10 contro 10 rimangono fuori 5 giocatori di movimento. Faccio delle prove, spesso le vedete. La mia è una ricerca continua che un allenatore fa per trovare una soluzione a problemi che oggettivamente abbiamo. Ci sono partite in cui si fanno alcune scelte rispetto ad altre”.

Le scelte di formazione per Palermo-Pisa

In merito all’undici che scenderà in campo domani, mister Eugenio Corini non si è sbilanciato su quelli che potrebbero essere i cambiamenti, soprattutto in difesa dove ci sono diverse assenze. “Abbiamo tre terzini di piede mancino. Sala a Terni stava facendo una buona gara ma ha avuto un problema muscolare. Devetak al suo arrivo ha avuto un infortunio che lo ha tenuto fuori 2 mesi e non è in condizione di essere inserito. Su Crivello ho fatto una scelta tecnica, poi ha avuto un problema al costato che lo ha limitato negli ultimi giorni. La soluzione in questo momento è Mateju, è quella che mi dà più sicurezza. Ha fatto questo ruolo a Brescia e al momento ha le caratteristiche per essere impiegato in questa posizione”.

La formazione però non è già definita. “Nessuno sa ancora chi giocherà, ma per me sono tutti titolari. Ci sono momenti della stagione in cui gioca qualcuno piuttosto che qualcun altro, ma sono tutti forti e tutti importanti. Dobbiamo trovare l’equilibrio giusto, questa è una ricerca importante. Non parlate di bocciature, parlate di scelte. I miei giocatori sanno che io ci sono, posso stargli sulle palle perchè una partita non la giocano, ma ci sono. So che chi è in panchina deve rispondere e deve pedalare forte”. E sulle mancate convocazioni: “Pierozzi nelle prime due partite l’ho messo a gara in corsa. La mia non convocazione è una scelta che deriva da quello che vedo. Ha gamba, ha margine di miglioramento, ma ho preso una scelta”.

L’attacco probabilmente verrà confermato, seppure non sia stato produttivo nelle ultime gare. “Stiamo lavorando per essere più efficaci in zona gol. Dobbiamo trovare quel gol che ci consentirebbe di affrontare diversamente le partite. Ma dobbiamo essere noi ad andarcelo a prendere. Oggettivamente c’è qualche problema nell’andare a calciare”. Un commento, poi, sulla questione Di Mariano: “È stato molto chiaro. La squadra è andata dalla Curva per salutare, quando lui è stato chiamato si è messo davanti a sentire quel che avevano da dire ai tifosi. Il ragazzo sui social ha certificato l’unità di intenti di cui abbiamo bisogno. Lui è un ragazzo che ha del talento, ma deve restare sereno e lavorare. Il talento verrà fuori dopo. È un giocatore che ci darà una grande mano”.

Corini risponde alle critiche

Eugenio Corini inoltre ha risposto alle pesanti critiche ricevute dopo la sconfitta con la Ternana. “La mia settimana è stata di grande concentrazione e dedizione. Già domenica mi sono confrontato con Rinaudo e Zavagno per discutere di ciò che era successo e delle soluzioni da adottare rispetto alla partita. Ho ritrovato la squadra, ho detto quel che pensavo e abbiamo lavorato molto intensamente in campo, sia sul piano tecnico-tattico che atletico e motivazionale. Quel che dico a voi è quello che dico ai giocatori, ho fatto vedere un video importante di Kobe Bryant, un grande giocatore che ha raggiunto un livello straordinario grazie alla mentalità. In questo video (The Redeem Team, ndr) si vede la differenza tra il basket americano e quello europeo e il sapersi “sporcare” per la squadra. La mentalità si raggiunge quotidianamente, superando il limite. Ogni giocatore nella mia squadra è leader di se stesso. Il leader non è quello che parla, è quello che fa”.

E incalza: “Se non capite che siamo partiti due mesi fa, in una situazione particolare e non accompagnate in qualche modo questo processo, non è un aiuto. Mi girano le scatole perchè vorrei far vedere qualcosa di diverso. Non chiedo niente a nessuno, i primi a dover dimostrare qualcosa siamo noi. Sicuramente ci salveremo ed è questo l’obiettivo. Non ci sono partite spartiacque, c’è il Palermo che conta più di tutto. Voglio far vedere una reazione, far salire il livello, far vedere che siamo squadra. Dobbiamo capire il campionato che dobbiamo fare, è giusto prendermi le critiche, ma dobbiamo renderci conto di chi siamo oggi. Questo è il posto giusto per portare la società dove desideriamo, ma oggi siamo una squadra che deve salvarci”.

“Quando hai una visione e percepisci dove vuoi arrivare – ha proseguito – devi appoggiarti alla realtà. Noi abbiamo bisogno di fare qualche risultato, per trovare autostima e fiducia. Se in questi giorni provoco una reazione è per capire chi le regge, per me è fondamentale. Questo si fa ogni giorno. Non discuto mai l’errore tecnico, con i miei giocatori lavoro e spingiamo sul piano mentale in qualsiasi modo. C’è una ricerca continua in questo, e voglio vederlo da domani. Quel concetto di intensità mentale ti porta a giocare bene a calcio e ti rende solido. Io ero un giocatore che fino a 27 anni pensava a fare il buon passaggio e mettere l’attaccante in porta. La mia spinta è quella, quando racconto di me è perchè ho fatto tanti errori nella mia vita. Dagli errori ho cercato di migliorare e voglio che i miei giocatori facciano lo stesso. Il responsabile del secondo tempo di Terni sono io e voglio far capire a questi giocatori cosa significa rappresentare questa maglia e questa città. Quando affronti le difficoltà insieme sei forte e sei solido. Vorrei dire ai miei tifosi che vinceremo, ma non lo posso dire, però posso dire che faremo una certa partita”.

Testa al Pisa

Mettendo da parte il recente passato, adesso il Palermo è concentrato sul Pisa. Una squadra che ha affrontato in amichevole questa estate prima dell’addio di Silvio Baldini e Renzo Castagnini. “Il 5-0 ha determinato tante cose e non è facile sistemarle tutte insieme. Io ci metto la faccia ogni giorno, riesco a essere più o meno tranquillo. Combatto con voi per far portare a casa la pagnotta alla squadra, essendo umili e ammettendo che dobbiamo giocare per non retrocedere. Non voglio vendere qualcosa che non c’è. Devo affrontare la realtà, ogni giorno e preparando le partite al meglio”, ha sottolineato Eugenio Corini.

“Quando sono arrivato io la squadra ha fatto una buona partita contro il Perugia, c’è stata una reazione emotiva. A Bari abbiamo fatto un primo tempo bellissimo e siamo andati in sofferenza nel secondo tempo. Un campionato non è fatto di una partita fatta bene, ma di una partita alla volta. Per un giocatore all’inizio sembra tutto facile, devi reggere la pressione quando perdi e devi crescere in maniera costante. Alcuni nostri ragazzi devono capire cosa vuol dire. Se non c’è un’identità costruita nel tempo non puoi pensare di sistemare tutto. Non posso pretenderlo da chi è arrivato dopo, sono giocatori importanti ma si stavano allenando per andare via. È stato fatto un lavoro profondo anche dal punto di vista mentale. Se non avremo il giusto atteggiamento non meriteremo che la gente venga a vederci”.

E sull’avversario: “D’Angelo ha fatto molto bene a Pisa, è un nuovo allenatore solo tra virgolette. Ha fatto un lavoro importante l’anno scorso, ora è tornato e hanno fatto punti importanti con Perugia e Parma. C’è un grado di conoscenza importante, nella formazione che ha schierato ce ne sono 8 che vengono dal vecchio percorso. La rosa è di qualità, non è andata in Serie A dopo aver fatto la finale playoff. È come se avessero ricominciato”.

Redazione Sporticily
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