La sessione di calciomercato che si è appena conclusa è stata clamorosa per il Palermo. Il club di Viale del Fante, sulla scorte della delusione per la mancata promozione in Serie B nella passata stagione, ha deciso di riporre il fioretto nel fodero per tirare fuori la spada. E così, con una serie di operazioni di grande spessore, ha allestito una squadra che ora entra in missione. I rosanero, infatti, non possono non lottare per vincere il campionato e di conseguenza tornare in Serie A. L’antipasto fin qui è stato interessante, con tre vittorie in altrettante partite tra campionato e Coppa Italia. Ora, però, la parola resterà almeno fino a gennaio solamente al campo.
Calciomercato Palermo, stop alle scommesse
Chi ha almeno 30 anni avrà probabilmente visto delle somiglianze tra l’ultima sessione di calciomercato del Palermo e le prime due svolte dal club sotto la guida di Maurizio Zamparini. In quel tempo, nelle estati del 2002 e ancor di più in quella del 2003, l’allora ds Rino Foschi si affido unicamente a giocatori che avevano già masticato la Serie A e la B. Nel primo caso, al netto della diaspora da Venezia, arrivarono giocatori del calibro di Zauli, Alessandro Lucarelli e lo sfortunato Asta. Un anno dopo, invece, i rosa diedero spettacolo in sede di trattative. Basti pensare a nomi del calibro di Corini, Toni, Vannucchi (non valorizzato abbastanza) e l’allora promettente Gasbarroni.
Allo stesso modo, sulla scia di quanto fatto nelle sessioni precedenti, Carlo Osti ha cucinato alla grande. Sono arrivati a Palermo solamente giocatori di formazione italiana. Gli unici calciatori reduci da esperienze all’estero sono i vari Gabriel Strefezza e Federico Barba. Per il resto – ammesso che i tre sopra citati non lo siano – sono state ingaggiate solo delle certezze.
La ciliegina sulla torta risponde al nome di Mattia Perin. Una trattativa nata per una serie di sfortunati eventi, imbastita in maniera fulminea e chiusa nel giro di 4 giorni. Così arriva a Palermo un portiere che sarebbe titolare in più di metà delle squadre di Serie A. E a giudicare dalle sue parole in conferenza stampa, al di là dell’aspetto economico, non ci è voluto molto a convincerlo. Il tutto mentre la Juventus, nello stesso ruolo, doveva gestire in maniera delicata la questione Di Gregorio. Un vero e proprio capolavoro, che porta la firma autentica di Carlo Osti.
Non tutto è stato fatto
Eppure, come spesso accade nelle sessioni di calciomercato di qualsiasi squadra, anche a Palermo manca qualcosa. Le regole stringenti della Serie B, in particolare quella relativa alla lista Over, ha costretto Osti a fare gli straordinari. In particolare è stato il mercato in uscita a creare dei grattacapi. In primis perché si partiva con alcuni esuberi, che sono stati quasi tutti piazzati. L’unica eccezione è rappresentata da Alessio Buttaro, per il quale non è stata trovata una sistemazione.
E poi c’è Emanuel Gyasi. Valutato come giocatore importante per le rotazioni durante il ritiro, poi qualcosa è cambiato. Le prestazioni di certo non hanno aiutato il “ghanese di Palermo” a ingraziarsi Inzaghi e la piazza. Resta il fatto che la sua mancata cessione ha negato ai rosa il possibile arrivo di due calciatori. In primis un ulteriore centrocampista, con Luca Mazzitelli che poteva finalmente sbarcare in Sicilia. E poi l’esterno offensivo Iker Almena, che non avrebbe pesato sulla lista in quanto Under.
Si tratta, però, solo della ciliegina mancante. La torta, in realtà, è decisamente succulenta e va assaporata con gusto. Anche perché di solito, dopo averla mangiata, viene scartato un regalo…

