spot_img

Palermo, Brunori non è più un caso: solo la cessione può chiudere il cerchio

La storia d’amore tra Matteo Brunori, Palermo e il Palermo sembra ormai prossima a finire. E sicuramente non ci sarà quel lieto fine che le favole pretendono. Anche perchè, soprattutto per quel che è accaduto negli ultimi 2-3 mesi, di fiabesco c’è davvero ben poco. In queste settimane abbiamo letto di tutto. Naturalmente non sono mancati gli attacchi – più o meno diretti, ça va sans dire – nei confronti della stampa. Ma non è questo il tema da affrontare, visto che stiamo pur sempre parlando di un addio ormai sempre più probabile di un calciatore che, al netto di tutto, ha scritto pagine indelebili della storia del club e del calcio in città.

Matteo Brunori ha probabilmente scelto il modo peggiore per congedarsi da Palermo. Tre stagioni di “dare e avere”, nel senso che la società rosanero ha dato modo alla punta italo-brasiliana di essere la prima guida dopo tanti anni di anonimato, di panchine e di scampoli di partite raccolti un po’ qua e un po’ là. Dal canto suo, Met ha saputo ripagare questa scelta nell’unico modo possibile: facendo gol. E ne ha fatti tantissimi, ben 66 in 126 presenze. Meglio di lui, nella ultracentenaria storia rosanero, solo un calciatore, il più forte di tutti: Fabrizio Miccoli.

Palermo, Brunori e un’estate in silenzio

Siamo reduci da un paio di settimane di ritiro in quel di Livigno. Una location ideale non solo per allenarsi e per espellere le tossine della consueta estate palermitana rovente, ma anche per raffreddare i bollenti spiriti. E nel caso di Matteo Brunori e del Palermo, anche per provare a ricucire lo strappo. Tuttavia, nemmeno la migliore equipe di sarti e le migliori stoffe al mondo hanno potuto far nulla. La spaccatura tra il calciatore e la società era troppo aperta e tale è rimasta. Tanto che persino i più ottimisti – persino il sottoscritto – hanno rivolto le proprie speranze al secondo buen ritiro, quello di Manchester. Nel silenzio e nella protezione di un clima “chiuso”, però, si è registrato un gran bel “nulla di fatto”.

E qui si torna a quel che è stato il trend topic proprio di queste due settimane. Matteo Brunori non sorride, ma soprattutto Matteo Brunori non parla. Nessuna dichiarazione dopo quella rilasciata in quel di Venezia, in parte infelice e in parte male interpretata. Solo silenzio, di quelli che fanno rumore, specie quando una piazza intera spera di sentire spiegazioni. Un silenzio che suona come la conferma di qualcosa che si è spezzato e che non potrà più essere risanato. Così come quei sorrisi sui quali si è spesso ironizzato, ma sui quali c’è ben poco da scherzare.

In fondo Matteo Brunori è quel che si vede. È trasparente, è sincero anche con un semplice gesto. Forse sarebbe stato più semplice – ma sarebbe stato anche peggio – fingere che tutto andasse bene e dare una chiave di lettura sbagliata, ai presenti a Livigno e a chi ha sfruttato i social come “buco della serratura” per sbirciare ogni singolo movimento, sguardo o labiale.

Il forfait di Chesterfield e le varie versioni

E si arriva all’episodio che rappresenta, di fatto, la classica goccia che fa traboccare il vaso. Matteo Brunori non è convocato per l’amichevole tra Leicester e Palermo. Ufficialmente si parla di risentimento muscolare, ma tra i tifosi e sui social il tam tam è stato immediato. Non possiamo parlare di ammutinamento o di esclusione per scelta tecnica o per ragioni di mercato, perchè non ne abbiamo gli elementi. Ci tiriamo fuori da ogni genere di congetture, ma un’assenza del genere non poteva passare sotto traccia, non adesso.

Tuttavia, un altro elemento ha fatto molto rumore. Stiamo parlando dell’assenza di Brunori anche sugli spalti dello stadio di Chesterfield. C’erano tutti. C’erano i lungodegenti Ceccaroni, Desplanches e Segre. Era presente anche Niccolò Pierozzi, che a differenza degli altri ultimi arrivi Blin e Di Bartolo non è stato convocato per l’amichevole contro il Leicester. Mancava solo uno, il giocatore più chiacchierato. Anche in questo caso, le ore successive hanno portato alla creazione di congetture. E in seguito ci ha pensato il Palermo, con uno scatto che vedeva l’attaccante al lavoro in palestra, a cercare di riportare il sereno.

Un sereno destinato a durare poco. A dire la verità, considerando le varie congiunzioni astrali, solo un elemento potrebbe riportarlo del tutto: la cessione di Matteo Brunori. Naturalmente alle condizioni del Palermo, la cui condotta nella gestione del “caso” fin qui è perfetta nei toni e nei fatti. Del resto, uno dei migliori allenatori mai passati dalle parti di Monte Pellegrino lo diceva, proprio nel giorno del suo addio: “I calciatori, gli allenatori e i presidenti passano ma il Palermo resta“.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

Related Articles

Rimani Aggiornato

18,500FansLike
4,000FollowersFollow
150FollowersFollow
10,800SubscribersSubscribe

Ultimi articoli