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Messina, prima udienza in Tribunale: la Procura vuole il fallimento, Alaimo chiede tempo

Il Messina sta cercando una sua strada verso il futuro: questo passa anche dal Tribunale cittadino, che potrebbe decretare il fallimento o meno dell’attuale società. Ieri si è svolta la prima udienza, davanti il giudice Daniele Madia, per discutere dell’istanza fallimentare presentata dalla Procura. In aula erano presenti gli avvocati Giuseppe Cicciari e Gianpiero Picciolo, legali di Stefano Alaimo (attuale rappresentante della società giallorossa), ma anche il sostituto Fabrizio Monaco, per conto della stessa Procura. Le parti hanno portato in Tribunale le rispettive ragioni, con due scenari divergenti che si andrebbero a creare. Da un lato c’è la strada della ristrutturazione del debito, dall’altra la cessazione dell’attività.

Messina, ristrutturazione dei debiti per evitare il fallimento: la richiesta degli avvocati di Alaimo

In Tribunale, gli avvocati Cicciari e Picciolo hanno chiesto l’attivazione di uno “strumento per la risoluzione della crisi e dell’insolvenza. Una procedura inserita nel Codice delle imprese nel 2019 e che consentirebbe (in parole povere) un concordato o una ristrutturazione dei debiti, con riserva del deposito di documentazione. Raggiunti dai microfoni della Gazzetta del Sud, i due legali hanno motivato così la richiesta: “La società intende uscire dallo stato di crisi, dando continuità all’attività aziendale, in particolare a quella calcistica. Il concordato o la ristrutturazione permetterebbe al club di tornare ad assumere un ruolo da protagonista nel proprio settore”.

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In aula sono stati prodotti dai legali varie documentazioni, come i bilanci del Messina nel periodo 2021-2023 e l’elenco dei creditori. Ma gli avvocati di Alaimo hanno anche evidenziato come il club abbia ottenuto dall’Agenzia delle Entrate una rateizzazione per i tributi non pagati (quantificabili in circa 730.000 euro). Questo per dare un segnale che la società si starebbe già muovendo per risanare la situazione.

Di tutt’altro avviso è però il rappresentante della procura, il sostituto Monaco. Questi ritiene manifestatamente inammissibile la richiesta del Messina di sfruttare questi strumenti di risanamento. La forte esposizione con l’Erario e la possibile bancarotta (filone d’inchiesta aperto proprio dalla Procura) non potrebbe quindi che portare al fallimento del club peloritano. Il giudice Madia, ascoltate le parti, prenderà una decisione a breve (circa una decina di giorni). Ma è chiaro che i tifosi del Messina sperano che si faccia un po’ di chiarezza su questa vicenda. L’iscrizione al campionato di Serie D è ancora possibile. Di contro, se ci sarà un fallimento, si dovrà ripartire dal basso quanto prima con un progetto solido. Ma in entrambi i casi il tempo stringe.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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