Il Messina, dopo tanti dubbi, rompe gli indugi e presenta la domanda di ripescaggio per l’ammissione al campionato di Serie D 2026-2027. Lo ha comunicato la stessa società peloritana sui propri canali social, dove i tifosi sono stati ringraziati per il “costante sostegno e la vicinanza dimostrata in questo percorso”. Gli stessi tifosi che però oggi si chiedono quante speranze abbiano i giallorossi di ottenere questo ripescaggio.
Messina, si punta sul blasone per il ripescaggio in Serie D: ma le chance sono poche
“Messina è una piazza dalla storia prestigiosa e da una tradizione calcistica che merita di essere valorizzata. Con questo spirito, l’ACR Messina continua a portare avanti un progetto sportivo, organizzativo ed economico solido, costruito con visione, programmazione e l’obiettivo di restituire alla città il ruolo che le compete nel panorama calcistico”. Con queste parole, Justin Davis e Morris Pagniello hanno provato a dare un segno tangibile della loro volontà di riportare il Messina in Serie D quanto prima.
Il comunicato sottolinea l’impegno, la serietà e la professionalità “con cui la Società sta seguendo ogni fase dell’iter amministrativo”. Ma il dato di fatto è che il ripescaggio (o riammissione) del Messina non è così certo. Davis e Pagniello puntano forte certamente sul blasone della squadra e il bacino d’utenza della piazza. Ma la pesante penalizzazione ricevuta lo scorso anno, i pochi punti relativi all’attività giovanile e quelli riguardanti la Coppa Disciplina potrebbero essere un pesante ostacolo alle aspirazioni. Lo stesso Davis, qualche settimana fa, descrisse la strada del ripescaggio del Messina come “ardua”.
Il ritiro di Cascia, tra il 20 e il 31 luglio prossimo (una novità dopo anni di raduni più o meno improvvisati) obbliga il Messina a bruciare le tappe. Serve l’allenatore (Alfio Torrisi in pole) e una squadra competitiva, sia essa per la Serie D che per l’Eccellenza. Ma tanto del futuro di questo club si deciderà nei prossimi giorni.

