La penalizzazione del Messina era nell’aria da giorni, ma adesso c’è anche l’ufficialità. La Procura Federale ha chiesto e ottenuto che ai giallorossi venisse inflitto un -4 per il mancato versamento dell’Irpef e dei contributi Inps nei tempi prestabiliti dal regolamento. Inoltre, la giustizia sportiva ha disposto tre mesi di inibizione per il presidente Stefano Alaimo e l’amministratore Doudou Sarr Cissè. Una decisione dura, che mette i peloritani nei guai per quanto riguarda la lotta salvezza. Ma certo non inaspettata, ricostruendo i passaggi della vicenda da inizio 2025 ad oggi.
Penalizzazione per il Messina: il nodo AAD Invest e l’incertezza sul futuro
La Lega Pro ha dovuto prendere atto delle difficoltà economiche del Messina sotto la gestione di AAD Invest Group. La società, nel mese di gennaio, si è impegnata a rilevare da Pietro Sciotto la maggioranza del club e a risollevare le sorti dei peloritani. Ma il credito ricevuto dalla piazza dopo il calciomercato realizzato da Domenico Roma e che ha rinforzato l’organico è evaporato.
Il gruppo capeggiato da Doudou Cissè si è vista bloccare i conti dalle autorità del Belgio per il caso Deinze. Ciò avrebbe impedito di pagare imposte e contributi nei tempi prestabiliti. La piazza ha risposto presente, provando a fare delle donazioni nei conti del Messina per pagare le spettanze ed evitare una forte penalizzazione. Ma questo non è bastato e la penalizzazione era inevitabile.
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Nonostante le parole di Stefano Alaimo (presidente dei peloritani), non è stata versata l’Irpef e nemmeno i contributi Inps. E il futuro resta incerto, con anche la possibilità di una cessione societaria. La strada per la salvezza è sempre più impervia, ma le questioni extracampo preoccupano ancora di più.

