Il Messina ha ricevuto una pesante penalizzazione, di ben 14 punti, da scontare nella stagione 2025-26. La sanzione nei confronti del club della Città dello Stretto è stata comminata e stabilita al termine dell’udienza del Tribunale Federale Nazionale. Nella giornata odierna il Tfn sta decidendo le sorti di numerose società di calcio professionistiche, che hanno riportato alcune violazioni delle norme vigenti, a livello di pagamenti di tributi e altre posizioni a livello fiscale. Le prime sentenze che sono arrivate sono quelle che riguardano alcuni club che militano nel campionato di Serie C.
A tal proposito, è attesa per la prima serata di oggi la sentenza che riguarda il Trapani. Le irregolarità per i pagamenti fiscali di febbraio e aprile 2025 potrebbero portare a una penalizzazione di 4 punti. Non se ne saprà nulla prima delle ore 20.
Messina, una penalizzazione che sa di condanna
Oltre alla penalizzazione in termini di punti per il Messina, sono arrivate sanzioni anche nei confronti di Stefano Alaimo e Doudou Cissè. Il presidente dimissionario e l’esponente di AAD Invest Group – quest’ultimo in qualità di possessore del pacchetto di maggioranza del club – sono stati inibiti da qualsiasi carica del calcio professionistico italiano per 10 mesi ciascuno. Una condanna che ha il sapore della sparizione dell’ACR Messina.
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Ricordiamo che il Messina versa attualmente in condizioni economiche e societarie tragiche. Al netto dell’impossibilità di operare data dall’inibizione appena ricevuta, Stefano Alaimo si è defilato da diverse settimane dai suoi oneri di presidente. Al tempo stesso Pietro Sciotto, possessore del 20% delle quote, non vuole saperne più niente. E per effettuare l’iscrizione al campionato di Serie D, sarà necessario colmare i debiti per complessivi 1,2 milioni di euro. Una situazione terribile che difficilmente volgerà al sereno entro i termini stabiliti da Figc e LND.
Il calcio ad alti livelli rischia dunque di sparire ancora una volta da Messina.

