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Messina, serve l’iscrizione in Serie D: lo spettro della Terza Categoria incombe

Quelli che si stanno vivendo sono giorni tragici per il futuro del calcio a Messina. Sono ormai passati diversi giorni dalla retrocessione sul campo in Serie D della ACR, dopo il playout perso sul campo del Foggia. Tuttavia, quella non è altro che la punta dell’iceberg di una serie di problemi che attanagliano il club della città dello Stretto. Tra l’iscrizione in Serie D che attualmente è tutt’altro che certa, e le regole vigenti in caso di mancata ammissione al massimo campionato dilettantistico nazionale, la situazione è drammatica. Ma andiamo con ordine.

Messina, cosa serve per l’iscrizione in Serie D

Partiamo dall’ipotesi più ottimistica, ma non per questo più concreta. Il Messina, a causa della retrocessione in Serie D, deve completare l’iscrizione al campionato. Tuttavia, prima di poter procedere, dovrà colmare i debiti pregressi, risalenti alla stagione appena conclusa. Ciò vuol dire che, numeri alla mano, l’attuale proprietà del club dovrà sborsare 1,2 milioni di euro per chiudere l’annata 2024-25. E considerando quanto è accaduto nei mesi scorsi, si tratta di una pratica tutt’altro che scontata da effettuare.

Ecco allora che il timore di non vedere una squadra di Messina nel campionato di Serie D è decisamente fondato. Ma come abbiamo già scritto, il peggio deve ancora venire. Anche perché le regole della Figc, in questo senso, parlano chiaro.

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Niente Eccellenza, si riparte dalla Terza Categoria?

Le squadre professionistiche che non riescono a saldare i debiti risalenti alla stagione sportiva appena conclusa, infatti, sono tenute a effettuare una “doppia retrocessione”. Questo è quanto è previsto dall’articolo 52 delle Noif. Una norma già sfruttata in passato dal Messina, che retrocesse dalla B alla D nell’estate del 2009, quando la famiglia Franza decise di non sfruttare il Lodo Petrucci.

Dunque, nel caso specifico del Messina, si poteva sperare in un declassamento in Eccellenza. Tuttavia, sempre nell’articolo 52 si legge che questa “doppia retrocessione” è consentita in categorie in cui non sono presenti altre squadre della stessa città. Per farla breve, l’ACR non potrebbe iscriversi in Eccellenza in quanto vi è già stata ammessa la Messana, in quanto vincitrice del campionato di Promozione Girone B Sicilia.

Ecco allora che, qualora prendesse forma e sostanza l’ipotesi di fallimento, per l’ACR Messina si aprirebbero per porte della Terza Categoria. L’unica opzione per evitare questa soluzione è l’acquisizione di un titolo o una fusione con società già esistenti. Sulla scia di quanto accaduto un anno fa, con Pro Favara e Canicattì che diedero vita al CastrumFavara, i biancoscudati potrebbero contare su piazze limitrofe per mantenere il calcio in città. Le ipotesi non mancano: Milazzo in Serie D, oppure Città di Sant’Agata, Gioiosa, Rosmarino e San Fratello Acquedolcese, tutte in procinto di iscriversi in Eccellenza.

Ferdinando Lo Monaco
Ferdinando Lo Monaco
Classe 2002, è studente di Scienze della Comunicazione a UNIPA e giornalista pubblicista. Dall'inizio del 2025 collabora con la redazione di Sporticily attraverso la realizzazione di articoli sul calcio professionistico e dilettantistico, interviste e video

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