Giovanni Martello annuncia a mezzo stampa le sue dimissioni dal ruolo di direttore sportivo del Messina. Il dirigente ha rotto l’entusiasmo dell’ambiente dopo la vittoria della Vigor Lamezia. Così a fine gara ha preso la parola per fare questo annuncio a sorpresa: “Faccio un passo indietro perché è giusto che la società faccia le proprie scelte. Martedì definiranno l’acquisizione dal notaio. Non voglio andare in Paradiso a dispetto dei Santi, non percepisco più fiducia sulla mia persona. Senza polemica, senza astio, senza alcun problema devo obbligatoriamente fare un passo indietro”.
Martello, come si legge su Messina Sportiva, ha gonfiato il petto ripensando alle modalità e alle condizioni con cui ha costruito la squadra. Da qui emerge la sua voglia di restare solo in condizioni di fiducia nei suoi confronti: “Quando sono arrivato qui il 30 agosto mi hanno preso tutti a pernacchie. Io da 18 anni faccio il direttore sportivo, da 14 sono ininterrottamente in serie D, non faccio parte di alcun giro particolare che mi prende e mi piazza da qualche parte, non porto sponsor, non mi faccio raccomandare da politici. Qualcosa nel bene o nel male l’ho fatta, non sono un dopolavorista. Quello che ho fatto me lo sono guadagnato con il sacrificio e l’onestà”.
Messina, va via il ds Martello
Messina ha lasciato il segno nel cuore di Giovanni Martello. Il direttore sportivo dimimssionario si è lasciato andare a ringraziamenti. Tra l’altro è emerso che nemmeno mister Pippo Romano era a conoscenza del suo volere: “Mi sento un privilegiato per essere stato qui a Messina. Ringrazio veramente tutti però devo potere lasciare la società libera di decidere come intende proseguire questo percorso. La mia professionalità mi impone di non stare qui a entrare nei dettagli, me ne guarderei bene. Non faccio alcuna polemica e se la società lo vorrà e lo riterrà opportuno chiarirò con i presidenti. Ho troppo rispetto per società, città e tifoseria, quindi se avranno il piacere poi chiarirò con loro”.
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Infine Martello fa capire che il suo addio non è frutto di un’idea fulminea. Già da tempo, forse a causa di un amore mai sbocciato con i vertici del Racing City Group, ha deciso di andare via: “Ho lasciato il mister assolutamente libero di concentrarsi e di pensare esclusivamente alla partita perché era giusto così. L’unico obiettivo erano i tre punti, lo avrei distolto dalla preparazione della gara considerato il legame che abbiamo. Conosco le dinamiche di questo mondo, le capisco e quindi è giusto che in questo momento faccia così. Ripeto, non sono venuto qui a cercare il chiacchiericcio e la polemica”.

