Pochi giorni fa è arrivato l’esordio in WNBA per Costanza Verona, playmaker palermitana che da campionessa a Schio sta cercando la sua fortuna in America. La prima presenza ufficiale con le Dallas Wings è arrivata nella sfida contro le Minnesota Lynx. Gara persa dalla squadra texana per 76-100. La giocatrice della Nazionale italiana di basket è entrata solo sul finale, mettendo a referto 4 punti e 2 assist. Una piccola frazione di gara per una grande soddisfazione personale, con Costanza che si sente sempre più coinvolta dal progetto Dallas Wings.
Dallas Wings, Verona: “Pronta contro le Lynx, ecco il mio esordio”
A confermare le buone sensazione dell’esordio con le Wings è stata proprio Verona, in un’intervista rilasciata al sito della Lega Basket Femminile. Queste le sue parole sull’avvicinamento al match. “La mattina della gara stavamo facendo video prima dello shootaround. In particolare stavamo lavorando sulle rimesse delle Minnesota Lynx, quando l’assistant coach si è avvicinato e mi ha detto che il piano dello staff sarebbe stato quello di “attivarmi” (ovvero andare in panchina) per la partita. Durante la sessione di tiro si è avvicinato anche il coach, Jose Fernandez: mi ha detto che mi stavo allenando bene, che secondo loro sono migliorata tanto e che mi avrebbero dato un’opportunità quella sera. Sul momento li ho ringraziati, poi sono arrivata alla partita con l’idea che l’esordio sarebbe dipeso dall’andamento di quest’ultima”.
Il suo ingresso è avvenuto a risultato compromesso. Ma Costanza non si è certo lasciata abbattere: “Eravamo sotto di 20 e lo staff ha deciso di fare uscire il quintetto, dando spazio alle giocatrici che hanno giocato meno. Prima di entrare, il coach mi ha fatto sedere vicina a una delle sue assistenti, volevano verificare se mi fossi ricordata gli schemi. Ero abbastanza preparata, in tutte le partite sono sempre stata lì in panchina a osservare, per capire tutto quello che succedeva in campo ed ero pronta. Sono entrata molto serena, cercando di gestire la squadra e andare dove c’era un vantaggio da sfruttare. Non mi sono fatta prendere dall’emozione, ero concentrata. Forse mi ha aiutata aver fatto la partita in preseason, le sensazioni sono state le stesse. A fine partita tutte le ragazze e i coach mi hanno fatto i complimenti, tutte le compagne di squadra sono state molto carine con me”.
Verona: “Le mie compagne vogliono imparare l’italiano, tante europee in WNBA”
Verona si sente già pienamente inserita nella squadra, almeno sotto il punto di vista umano: “Col gruppo mi trovo benissimo, sono tutte super gentili. E poi vogliono imparare l’italiano: quando entro in spogliatoio è tutto un ‘Buongiorno!’ e ‘Ciao Bella!’. Col gruppo di giocatrici con cui facciamo di solito tiro, ho insegnato a due ragazze americane e a Li Yueru, la lunga cinese, a contare in italiano. Hanno imparato bene sino a dodici! (ride, ndr). Il gruppo è molto giovane, mi trovo bene e sono estremamente contenta da questo punto di vista”.
Le sensazioni migliorano di allenamento in allenamento. Di partita in partita. Scoprendo così cose nuove del modo di lavorare americano: “In tutte le partite in cui ho giocato ho cercato di esser concentrata, ma in preseason non avevo idea degli schemi, di fatto ero arrivata il giorno prima. Adesso ho più confidenza con le compagne, prima non conoscevo quasi nessuna. Anche quello che mi hanno detto prima di entrare, la sensazione che ho percepito, è stato tutto molto diverso. Mi alleno sempre con la squadra, mi sono sentita più consapevole. Poi quest’anno in WNBA sto vedendo che tante europee hanno la possibilità di giocare: Pauline Astier e adesso Marine Fauthoux a New York, ma anche Antonia Delaere, che ho visto con Minnesota. Mi ha anche abbracciato quando ci siamo viste in mezzo al campo. Vedere delle facce conosciute ti dà più tranquillità”.
Verona: “Lavoro tanto sul fisico, tanto supporto da Palermo e Schio”
Verona ci tiene comunque a sottolineare che, nonostante la peculiarità dei suoi allenamenti, non ci sono di status per chi, come lei, ha un development contract: “Sostanzialmente è tutto uguale rispetto al resto del roster. Gli allenamenti sono normali, l’unica differenza sta nei carichi di lavoro, che è diverso per quelle che giocano di più. Io faccio tanti pesi e lavoro individuale. Stiamo lavorando tanto sulla fisicità, preponderante in tante giocatrici. Da un punto di vista tecnico sto lavorando soprattutto sulla mano sinistra e sul tiro da tre. Li preparo con tanti allenamenti specifici, poi si lavora in attacco su penetrazione e pick and roll. Diciamo che però il lavoro è molto simile a quello che sono abituata a fare”.
C’è poi la parte più divertente di una nuova esperienza estera. Quella legata alla scoperta di nuovi luoghi: “Noi viviamo ad Arlington (circa 20 minuti da Dallas), dove c’è il campo e poco altro. Ogni volta però abbiamo possibilità di vedere altre città quando andiamo in trasferta. Mi è piaciuta tanto Los Angeles, siamo state a Chicago. Tra le prossime che attendo di più sicuramente Washington e San Francisco, che è in programma per la prossima settimana. Abbiamo poco tempo ma viaggiando con la squadra riesci davvero a vedere tante città”.
L’adattamento per Verona sembra stia andando per il verso giusto. Facilitato dal supporto e dalla vicinanza dei suoi connazionali: “Sono super felice per i messaggi e l’affetto dalle persone che mi seguono da Palermo, da Schio, da tutta Italia. È super importante per me. Non è un ruolo facile quello che ho in squadra, lo sto vivendo nel miglior modo possibile, cercando di migliorarmi sempre più. Non è sempre facile, eppure avere un sostegno da parte di tutti per me è fondamentale. Quindi ringrazio tutti di cuore per il supporto”.

