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Messina, Lia: “Potevo andare a Cerignola. Proprietà scomparsa, nessuna novità sugli stipendi”

Damiano Lia è stato protagonista anche nella scorsa stagione al Messina. Il terzino, peloritano doc, ha fatto emergere tutti i dubbi del gruppo squadra sulla proprietà targata AAD Invest Group. Dubbi che sono stati confermati con il passare dei mesi: “Onestamente, all’inizio della trattativa con il nuovo gruppo sapevamo che avevano fatto fallire la società belga (il Deinze, ndr). Eravamo dubbiosi ma si sono presentati bene, anche con premi partita. Abbiamo pensato e sperato che volessero fare davvero le cose pr bene. Poi, invece, sono scomparsi. Abbiamo capito che non avremmo ricevuto gli stipendi, siamo rimasti soli, ma tra noi giocatori abbiamo deciso di portare a termine il campionato”.

Come dichiarato nelle scorse ore anche da Pierluca Luciani, Lia ha sottolineato l’ammontare di stipendi non pagati dal Messina. Ora l’attesa è per il 10 luglio, giorno entro il quale il club dovrà saldare i debiti e completare l’iscrizione in Serie D. I dubbi, però, restano tanti: “Non abbiamo più ricevuto risposte e non sappiamo se prenderemo gli stipendi arretrati. So che la società ha chiesto il nulla osta per lo stadio, ma per iscriversi deve anche pagare entro il 10. Dobbiamo aspettare qualche altro giorno”.

L’appeal di Messina secondo Lia

Damiano Lia, intervistato per la Gazzetta del Sud, ha svelato un retroscena di calciomercato. L’Audace Cerignola aveva messo le mani su di lui. Poi, però, il club lo ha trattenuto: “Ero d’accordo con il Cerignola, ma Alaimo e il direttore Roma non hanno voluto, perché mi consideravano importante per la squadra. Pentito? No, perché a Messina sono cresciuto. Con una società presente avremmo potuto disputare un altro tipo di campionato, perché la squadra era stata rinforzata. Poi tante situazioni, come il campo non disponibile, l’acqua fredda e gli stipendi non pagati, non permettono di restare mentalmente tranquilli e abbiamo chiuso un’annata negativa”.

Una scelta che Lia ha spiegato con l’appeal della piazza di Messina. Una città che non riesce a trovare qualcuno in grado di ricreare un ciclo vincente nel calcio: “Mi sono fatto mille domande. Messina è una piazza storica e qualunque giocatore verrebbe a giocare, come è stato con Buchel e Crimi che hanno fatto la Serie A. A Messina ti senti giocatore, non capisco perché non si possano avere una società e un presidente seri. Non so darmi una risposta”.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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