Stefano Alaimo, presidente del Messina, è tornato a parlare del momento dei giallorossi, in una lunga intervista rilasciata ad Antenna Giallorossa su RTP. Il massimo dirigente ha fatto una panoramica sul presente e il futuro della società, che punta tutto sulla salvezza dei peloritani a fine anno. Un passaggio cruciale per sviluppare anche gli altri progetti che ha in mente il ceo di AAD Invest Group, Doudou Cissè. Alaimo parla anche di campo, facendo un plauso sia a Domenico Roma che a Simone Banchieri
Messina, Alaimo: “Ottimo lavoro di Roma, è tornato l’entusiasmo”
Alaimo racconta delle sue prime settimane da presidente del Messina, in cui si è sentito circondato di entusiasmo: “Mi trovo bene qui, sono stato al meglio e tanta gente mi ferma per strada. Li vedo contento e lo sono anche io di riflesso. Presenzio ogni giorno gli allenamenti, dalle 10 sino alla fine e parlo con i giocatori e lo staff. Ho preso a cuore questa situazione, non dormo pensando a come migliorare le cose. Due-tre volte a settimana seguo anche i ragazzi delle giovanili, sono il nostro futuro”.
Merito anche della campagna acquisti fatta nell’ultima sessione di calciomercato: “Con Domenico Roma ci sentivamo anche alle 2, le 3 di notte per definire le trattative. È stato condotto un lavoro meraviglioso, abbiamo individuato gli obiettivi prima di cominciare e li abbiamo centrati tutti. Abbiamo vissuto un mese stancante ma sono contento del gruppo costruito, quelli che sono arrivati hanno portato un entusiasmo che ha coinvolto anche chi c’era prima. È un altro mondo, vederli felici esultare anche per un semplice gol in partitella è bellissimo”.
Alaimo: “Modica era pieno di dubbi, speravo in una chiamata prima delle dimissioni”
La felicità non ha certo caratterizzato l’ultimo periodo di gestione di Giacomo Modica. Il tecnico ha lasciato i giallorossi in una situazione difficile, ma Alaimo aveva intuito che qualcosa nell’allenatore si era rotto: “Poco prima delle sue dimissioni, ero stato a casa sua. Lo vedevo tentennante, pensava troppo al passato, ma pensavo di averlo convinto. Tanto che ha seguito la squadra a Francavilla per la partita con Taranto, eppure ha deciso di lasciare la partita dopo. Ci sono rimasto male un po’: ho stima di lui ma mi sarei aspettato una chiamata di confronto, ha fatto di testa sua. A tratti sembrava ripensarci e poi tornava ad avere dubbi, aveva perso entusiasmo”.
Prosegue Alaimo: “Non lo avrei mai mandato ma è andata come con i giocatori ceduti, chi non voleva restare è partito. C’era un clima inaccettabile, gente che non aveva più la testa e il cuore qui. Roma è stato bravo, perché abbiamo anche guadagnato dalle cessioni. Chi è arrivato ha scelto Messina, e sono contento della permanenza di Garofalo, Krapikas e Anzelmo. Ci hanno detto che credono nella salvezza. Manca ancora un po’ di alchimia in campo ma alla lunga ci toglieremo delle soddisfazioni”.
Dopo un momento di sbandamento, la società ha cercato di rimediare all’addio di Modica. Il presidente del Messina crede comunque che ora si è intrapresa la strada giusta: “Per il sostituto avevamo sul piatto diversi nomi sul tavolo, alla fine abbiamo scelto una persona squisita come Simone Banchieri. È un grande mister, che in poco tempo ha creato un ambiente super, dove tutti lo seguono. Ha messo al centro i ragazzi, convincendoli delle sue idee tattiche”.
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Alaimo: “Vi racconto il mio rapporto con Cissè, Sciotto si è fidato delle persone sbagliate”
Alaimo fa poi un passo indietro, ripercorrendo i momenti antecedenti alla trattativa che ha portato al cambio al vertice dei peloritani: “Doudou Cissè mi ha contattato quando gli hanno proposto il Messina. Io ero entusiasta, gli ho detto che era una piazza fantastica. Ci siamo conosciuti tramite mia figlia e il suo compagno, Doudou è amico di entrambi. Ci siamo incontrati la prima volta in Francia e abbiamo parlato di calcio e di vita, mi ha parlato del suo progetto e siamo arrivati al Messina. Tutto quello che ha detto in conferenza stampa si farà, anche se per scaramanzia non facciamo previsioni a lungo termine. Serve la salvezza”.
Come più volte ricordato, Alaimo ha ribadito che il subentro era dettato dalla necessità di Pietro Sciotto di lasciare. Un passaggio che ha permesso all’attuale presidente di rendersi conto dei problemi che affliggevano la società: “Il primo approccio c’è stato a giugno, dovevamo subentrare a fine gennaio. Pietro Sciotto ci ha chiesto di anticipare, ci ha contattati il 30 dicembre ammettendo che non ce la faceva più. Voleva mollare, soffriva la contestazione dei tifosi. Dopo pochi giorni me ne sono pentito, ho trovato cose che non mi piacevano. Sciotto è una brava persona, molto gentile, che ama il Messina. Si è sentito ferito dalle contestazioni, sente questa squadra come una sua creatura, ma ha sbagliato a delegare. La società era finita in mano che facevano quello che volevano, gli affari propri”.
Qualora ci fossero dubbi sulla reale capacità economica del nuovo socio di maggioranza, ci sono due passaggi in questo mese che potrebbero essere fondamentali: “Onoreremo assolutamente la scadenza del 17 febbraio, sennò vanificheremmo quanto fatto sinora. Per quanto riguarda il corrispettivo da versare per subentrare nella maggioranza del club, va detto che il Messina lo abbiamo pagato troppo. Cissè, il nostro ceo, ha voluto fare un’offerta irrinunciabile perché desiderava comprare i giallorossi. Comunque onoreremo anche questo impegno, stiamo procedendo e saremo puntuali. Allo stesso tempo stiamo lavorando per sostituire la fideiussione”.
Messina, Alaimo: “Lavoriamo per un campo tutto nostro, prossimamente incontro col Comune”
In chiusura d’intervista si è parlato anche dell’allontanamento delle giovanili dallo stadio Scirea di Santa Lucia del Mela (oggi utilizzabile solo per le partite): “Ho provato a sentire il sindaco Matteo Sciotto, ma non ha risposto. All’assessore Merulla ho detto che avrei risolto eventuali problemi. Mi era stato promesso un incontro circa dieci giorni fa ma sono scomparsi tutti. Il campionato va portato a termine, a due mesi dalla fine sarebbe un peccato. Poi, se non vorranno più ospitarci cercheremo delle alternative”.
La squadra si è dovuta spostare altrove per allenarsi, ma non è una situazione ideale: “Per ora siamo ad Olivarella, dove c’è una struttura nuova ma il campo non è il massimo. I responsabili del settore giovanile stanno facendo un’ottima opera di rilancio, come dimostrano i recenti risultati. Ma proprio quando i ragazzi stavano cominciando a divertirsi ci è stato tolto il campo d’allenamento e ci dispiace”.
“Cerchiamo aree per costruire un campo nostro. Ero andato a vedere un terreno ma ci hanno detto che c’era un contenzioso in corso. Ci serve una casa nostra per la prima squadra e le giovanili. Potremmo inserirci al Marullo in pianta stabile, ma aspettiamo lo stadio Celeste, potrebbero darcelo in concessione. Il sindaco Basile e l’assessore Finocchiaro sono persone squisite, affronteremo questa e le altre questioni (ad esempio lo stadio Franco Scoglio) prossimamente”, conclude Alaimo.

