Mattia Perin approda a Palermo: il portiere ex Juventus arriva a titolo definitivo per ritrovare una titolarità che da anni sembrava persa. Classe 1992, è uno degli estremi difensori più affidabili e talentuosi della sua generazione, ma è sempre rimasto nell’ombra di altri campioni in questo ruolo. Oltre 270 presenze in Serie A, accumulate tra Pescara, Genoa e Juventus, con l’esperienza bianconera conclusa senza mai affermarsi come titolare. Cosa che invece, almeno sulla carta, non avverrà a Palermo: Perin approda sapendo che dovrà garantire parate importanti per ritrovare la Serie A. Per lui pronto un contratto triennale; alla Juve una cifra che si aggirerebbe intorno ai 500.000 euro. Proviamo a focalizzarci sulla carriera e sulle caratteristiche di Mattia Perin, nuovo acquisto del Palermo.
Chi è Mattia Perin, nuovo acquisto del Palermo: la carriera
Mattia Perin nasce a Latina il 10 novembre 1992, da una famiglia di origine veneta (in parte dalla provincia di Treviso e in parte da Vicenza). Da bambino muove i primi passi nella Scuola Calcio Nuovo Latina Isonzo, prima di passare dapprima alla Pistoiese e poi al Genoa. I colori rossoblù saranno molto importanti nella carriera di Perin, dato che sarà questa la squadra con cui scenderà in campo più volte. Sin dal suo esordio in Serie A, datato 22 maggio 2011: a 18 anni, gioca da titolare in Genoa-Cesena, ultima gara del campionato 2010-11 chiusasi sul risultato di 3-2.
Va in Serie B a farsi le ossa, giocando dapprima in Serie B con il Padova e poi nel massimo campionato col Pescara. Il 2012-13 si chiude con la retrocessione degli abruzzesi, ma permette ugualmente a Perin di mettersi in mostra. Dall’anno successivo diventa il portiere titolare del Grifone, difendendo questa porta fino al 2018. In questo periodo la stagione migliore è quella del 2014-15, dove incassa 38 gol in 32 partite. Una straordinaria continuità che regala il 6° posto finale al Genoa, che non si tramuta nella partecipazione in Europa League solo a causa del mancato ottenimento della licenza UEFA.
Nonostante due infortuni ai legamenti crociati limitino le sue presenze in campo tra il 2015 e il 2018, Perin ottiene la nomea di essere un portiere affidabile ed esplosivo, capace di interventi importanti anche se non sempre costante. C’è comunque da dire che le prestazioni col Genoa gli consentono di ottenere le uniche convocazioni con l’Italia: gioca in amichevole contro l’Albania nel 2014 e poi, quattro anni dopo, contro l’Olanda. Inoltre partecipa, da terzo portiere, all’ultima spedizione italiana a un Mondiale, quello del Brasile nel 2014 (zero presenze). Le sue prestazioni attirano diversi club e, a 27 anni, arriva la chiamata della vita: quella della Juventus.
Gli anni alla Juventus e quella titolarità mai ottenuta
C’è una lunga tradizione di portieri italiani alla Juventus. Da sempre i bianconeri hanno puntato su campioni e talenti nostrani, divenuti poi icone (anche in azzurro). Così, quando nel 2018 Gigi Buffon passa al PSG, si cerca un profilo che possa provare a sostituirlo. Perin sembra una scelta azzeccata, anche se ancora non ha un curriculum internazionale per poter pensare di fare il titolare. Così parte alle spalle di Wojciech Szczęsny, sperando un giorno o l’altro di scalzarlo. Ma un infortunio alla spalla, al termine della stagione 2018-19 cambia i piani.
Resta fermo praticamente oltre 6 mesi e per permettergli di recuperare al meglio, nel gennaio del 2020 torna in prestito al Genoa. Ci resta per un anno e mezzo, regalando altre due salvezze al Grifone, prima di tornare in pianta stabile in bianconero. Ma l’idea di scalzare Szczęsny diventa improbabile, dato che il polacco si conquista di anno in anno i gradi di titolare. Alla fine del 2024 però l’ex Roma e Arsenal va via e sembra aprirsi uno spiraglio per Perin. Va comunque detto che tutte le volte in cui viene chiamato in causa, l’estremo difensore non sfigura per nulla.
La Juventus punta però su un italiano più giovane di lui, Michele Di Gregorio, in rampa di lancio dopo gli anni a Monza. Il portiere, nei due anni successivi, non convince. Eppure Perin non riesce a scalzarlo dal ruolo di titolare. E con l’arrivo nell’estate 2026 anche di Guglielmo Vicario, l’ex Genoa capisce che il sogno di divenire il numero 1 della Juventus non si realizzarà. Da qui la decisione di lasciare i bianconeri dopo 7 stagioni, 71 presenze complessive e tre trofei vinti: uno scudetto nel 2018-19, una Supercoppa Italiana e una Coppa Italia. Ora la possibilità di rilanciarsi a Palermo, dove può tornare a far vedere con costanza di che pasta è fatto.
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Chi è Mattia Perin: le caratteristiche tecniche
Portiere agile e rapido nei movimenti, Perin riesce a coprire la porta egregiamente, dimostrando ottimi riflessi nelle conclusioni ravvicinate. Ma è altrettanto valido con i tiri dalla distanza, come anche in uscita. Un portiere completo, che forse ha avuto qualche infortunio di troppo e poca continuità per dimostrare il proprio talento (almeno alla Juventus).
Il Palermo conta sulla sua esperienza per comandare il reparto e calare la saracinesca. C’è da confermare gli ottimi numeri avuti con Joronen lo scorso anno, quando i rosanero furono una delle squadre meno battute del torneo. Ma soprattutto c’è da dimostrare come sia ancora capace di fare la differenza in una squadra di vertice, anche se di Serie B. Cosa che tutti a Palermo si augurano.

