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Marco Turati fa il salto di qualità: da Siracusa a Catanzaro all’insegna del bel calcio

Mentre il Siracusa lotta per avere un futuro nel mondo del calcio giocato, uno dei rappresentanti più importanti dell’ultima stagione si appresta a vivere il salto di qualità. L’ex allenatore azzurro Marco Turati è virtualmente prossimo a sedersi sulla panchina del Catanzaro. Non certo una squadra qualunque in Serie B, visti i risultati degli ultimi anni e la capacità di far emergere dei tecnici di prospettiva. Un passo in avanti importante per un tecnico che vuole far parlare di sé per i risultati in campo: cosa che a Turati non è riuscita a Siracusa (ma non per colpe principalmente sue).

Marco Turati, da vice di Italiano all’esperienza agrodolce di Siracusa

Per Marco Turati la piazza di Siracusa non è certamente come altre. Sia da giocatore che da allenatore ha lasciato un segno tangibile nella storia della squadra, che al contempo gli ha permesso di crescere e mettersi in mostra. Dopo il ritiro nel 2020, proprio con la maglia azzurra con cui giocò 86 partite (molte da capitano) e segnò 6 gol, Turati ha iniziato la sua carriera di tecnico. Sotto la guida di uno degli allenatori certamente più innovativi del calcio nostrano: Vincenzo Italiano. Con lui ha condiviso le esperienze allo Spezia e alla Fiorentina, centrando una promozione in Serie A coi bianconeri e arrivando coi viola alla finale di Conference League e Coppa Italia.

Ma il lascito principale di Italiano (che l’anno prossimo allenerà in Turchia, al Beşiktaş) a Turati è, come spesso si è detto, il suo modo di giocare. Quella capacità di aggredire molto alto l’avversario, di attaccare con più giocatori possibili e fare un calcio armonico. Che dia anche un po’ gioia e divertimento ai tifosi che assistono al match. Cosa che si è vista chiaramente nelle due stagioni di Siracusa.

Marco Turati, tornato dagli aretusei con questo bagaglio di conoscenze, è stato messo alla guida di una macchina di qualità in Serie D. Ma lui l’ha saputa spingere al massimo, sino alla vittoria del campionato nel 2024-25. I risultati, invece, dell’ultimo anno sono più figli delle mancanze societarie che del livello del gioco espresso dagli azzurri. La stagione del Siracusa in Serie C avrebbe meritato miglior sorte rispetto alla retrocessione, arrivata principalmente a causa degli 11 punti di penalizzazione negli ultimi mesi. Che però non ha oscurato il grande legame che si è creato tra Turati e la piazza di Siracusa.

Crisi di risultati e bel gioco: le due facce della medaglia aretusea

Va anche detto che il Siracusa della stagione 2025-26 ci ha messo un po’ a rodare i concetti di Turati. Cambiata profondamente (e in ritardo) la rosa per giocare la Serie C, gli azzurri hanno incassato tante sconfitte nelle prime settimane di campionato. Vanno ricordate le 9 sconfitte arrivate nelle prime 10 partite dai siciliani. Che però se la sono dovuta vedere con squadre quali Salernitana, Monopoli, Audace Cerignola, Benevento, Catania, Cosenza, Crotone. Praticamente tutte le big del Girone C.

Eppure, una volta sistemata la condizione fisica e ricalibrata la difesa, i risultati sono cominciati ad arrivare. Basti pensare alle vittorie nel derby col Trapani e poi con la Salernitana (nel girone di ritorno). Oppure gli i match, tra gennaio e febbraio 2026, con Benevento e Catania che avrebbero meritato un bottino più ampio del punto conquistato in due partite. Con 37 punti sul campo si sarebbero giocati quantomeno i playout col Giugliano. Ma nessuno sa cosa avrebbe potuto fare quel gruppo se, dall’inizio del 2026, la società avesse continuato a sostenere le ambizioni della squadra.

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Da Siracusa a Catanzaro: Turati saprà giocarsi le sue chance?

Il salto da Siracusa a Catanzaro è importante, ma mister Turati non è sembrato uno che patisce le pressioni. Se pienamente sostenuto da una società forte, sembra già in grado di poter incidere. E d’altronde i giallorossi, negli ultimi anni, ne hanno lanciati di tecnici giovani. Da Antonio Calabro a Fabio Caserta, che bene hanno fatto in diverse squadre di Serie B, sino ad Alberto Aquilani, che dopo la vittoria dei playoff sfiorata coi calabresi si è visto aprire le porte della Serie A (grazie al Sassuolo).

La piazza di Catanzaro si presta a regalare entusiasmo, ma è anche molto calorosa (come da sempre capita nelle grandi città del Sud). Difficile che si possa permettere un ruolino di marcia come quello dell’inizio stagione con il Siracusa nel 2025-26. Ma è chiaro che Turati avrà a disposizione ben altro organico. Con qualche sua vecchia conoscenza, come Gabriel Arditi.

La punta classe 2006 ha ben lavorato con Turati proprio a Siracusa, facendo tanto lavoro per la squadra e segnando dei gol pesanti. Anche questo ottimo rapporto con i giovani talenti (si ricordi il lavoro fatto su Sebastiano Di Paolo) potrebbe essere un’altra chiave per far vedere buone cose a Catanzaro. Ed è quello che Turati si augura.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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