Oliver Kragl torna a parlare della sua duplice esperienza a Trapani. Il centrocampista tedesco, attualmente in forza alla Nissa, è stato uno dei personaggi più segnanti nei primi due anni nell’era di Valerio Antonini. Intervistato per LaTr3, ha riassunto i suoi mesi in granata: “Io sono stato devastante a Trapani. Adesso siamo anche felici di dire che abbiamo comprato casa qui. Sono stato felicissimo e non volevo andare via, ma sappiamo come sono andate le cose. Non ho deciso io di andare via. Io sono tornato una seconda volta, avevo un altro anno di contratto ma mi è stato detto che non facevo parte del progetto. Io sono un calciatore e volevo continuare a giocare”.
Kragl rivive gli anni a Trapani
Poi Kragl ha parlato della cavalcata trionfale che ha portato il Trapani in Serie C. Un cammino da record che è culminato con la partita contro il Siracusa e con la promozione. Un ricordo bellissimo per il calciatore tedesco, che ha voluto ringraziare il suo pubblico: “È stato fantastico per noi giocatori, questi anni non si dimenticano. Lo stadio era tutto pieno nel giorno della promozione, era da brividi. Per un giocatore è una sensazione bellissima”.
Poi c’è stata la separazione e il secondo step di Kragl a Trapani, stavolta durato appena tre mesi. Il tedesco ha ammesso di essere rimasto deluso per la mancata conferma: “Quando sono ritornato, per me era la cosa più bella. Sono andato via da Andria e sono tornato a casa. Ero felicissimo di firmare per tre mesi più un altro anno. La società ha scelto un’altra strada, mi sono sentito maltrattato e ho deciso di andare via. Ingresso in dirigenza? Erano solo voci perché non si sapeva il regolamento sul tesseramento. Antonini è stato bravo a trovare un modo, non so come. La cosa che mi dispiace di più è essere tornato, aver giocato sempre titolare e credo sempre bene, per poi essere mandato via di nuovo. Mi ha fatto male, ho provato a parlare con la società ma nessuno mi ha più risposto”.
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Il possibile caos nel calcio
A Kragl è stato chiesto se le vicissitudini in casa Trapani Shark possono condizionare anche la squadra di calcio. Il tedesco ha fatto capire che i calciatori non possono non temere ripercussioni e quindi valutare un addio: “Influisce tantissimo per un calciatore, non si sa cosa può succedere. Ognuno pensa a sé e alla sua famiglia. Dal basket sono andati via tanti giocatori, la proprietà è la stessa. Non so cosa succederà o cosa c’è nella testa di Antonini. Mi auguro il meglio per Trapani e per i trapanesi, il resto non lo posso commentare più di tanto”.
Kragl ha anche ammesso di portare Trapani sempre con sé, pur non giocandoci più da circa un anno. Il fantasista si è trovato benissimo in città e con la gente. Al punto da continuare ad avere contatti con i cittadini: “Nel cuore mi rimane la gente che ho conosciuto, ho tanti amici lì e ancora oggi mi sento con alcuni tifosi. La città è carina, si sta bene, non c’è caos. Tutte cose che a me piacciono, per questo siamo stati così bene”.

