Ritorno al passato ma sempre con un occhio buttato al futuro. Il Messina ritrova il “Giovanni Celeste”, ovvero la sua casa prima della costruzione e della inaugurazione di quello che sarebbe poi stato ribattezzato “Franco Scoglio”. Prima del passaggio alla struttura del San Filippo, la formazione giallorossa aveva costruito la propria storia sul campo del rione Gazzi. Qui sono state scritte delle bellissime pagine del club peloritano. Su questo terreno di gioco è esplosa la stella di Totò Schillaci, che in maglia giallorossa arrivò a farsi notare dalla Juventus prima di diventare il simbolo dei Mondiali di Italia ’90.
E sempre sul campo del “Celeste” il Messina ha costruito i presupposti per un importantissimo doppio salto, effettuato nel giro di quattro anni. Nell’estate del 2000 i giallorossi approdarono in Serie B dopo un duello serrato con il Palermo, deciso solo all’ultima giornata di una C1 incredibile. Quattro anni dopo arrivò la storica promozione in Serie A, costruita proprio sull’erba del “Celeste” e con alcuni personaggi divenuti poi mitici per la tifoseria messinese. Gente del calibro di Roberto El Pampa Sosa, Alessandro Parisi, Marco Storari, Marc Zoro e così via. Poi arrivò il trasloco al “San Filippo”, ma la storia non si cancella.
Messina al “Celeste” per prepararsi al Gelbison
Messa alle spalle la nota amarcord, si pensa ovviamente al futuro. Quello da vivere a stretto giro di posta, con tre gare fondamentali da giocare nello spazio di otto giorni. Si comincia sabato prossimo con la sfida al Gelbison, neopromossa che dopo aver superato il periodo di ambientamento in Serie C ha ingranato le marce alte. Soprattutto dopo l’esonero di Gianluca Esposito e l’arrivo al suo posto di Fabio De Sanzo, tecnico che nella scorsa stagione, alla guida dell’Acireale, ha provato a contendere la vittoria del Girone I di Serie D proprio alla formazione lucana. Dopo il suo arrivo in panchina, il Gelbison ha vinto tre gare su tre, segnando sei reti senza subirne.
LEGGI ANCHE -> Messina, i nodi vengono al pettine: ancora troppi errori, serve una scossa
Una netta inversione di rotta alla quale il Messina di Gaetano Auteri vuole opporsi con forza e con coraggio. La brutta scoppola patita sul campo dell’Audace Cerignola ha lasciato il segno e farà sicuramente da monito per ripartire. Il gruppo è rimasto compatto e il tecnico di Floridia, pur alzando la voce, ha lavorato sul morale dei giocatori. Anche perchè, al di là di un passo falso come quello in terra foggiana, il gioco è raramente mancato in casa messinese. Serve la svolta sul piano dei risultati e le prossime tre gare – con Fidelis Andria e Latina dopo il confronto con i lucani – possono dire molto, se non tutto, sulla stagione dei peloritani.

