spot_img

Garufi: “Messina, eravamo una macchina perfetta. Penalizzati dai troppi cambi in corsa”

Portare una fascia al braccio non è mai semplice, portarla in un’annata particolare come quella vissuta quest’anno dal Messina può risultare per molti un macigno. Sergio Garufi non ha però esitato un’istante all’arrivo della chiamata da parte della società biancoscudata, raccogliendo un compito estremamente carico di responsabilità.

L’esodo del Messina lo conosciamo tutti, ma abbiamo avuto il piacere di intervistare ai microfoni di Sporticily proprio Sergio Garufi, che oltre ad aver vissuto sulla propria pelle tutta la stagione dei biancoscudati può vantare anche la convocazione da parte di mister Giovanni Marchese per il match tra Sicilia FA e la Nazionale FIFA delle Maurtius.

Garufi: “Con la Sicilia FA esperienza positiva a prescindere del risultato”

Andando in ordine cronologico, l’ultima esperienza stagionale vissuta da Garufi è stata la convocazione da parte della Sicilia FA: “Sicuramente è stata un’esperienza molto positiva. La settimana di ritiro è stata molto tranquilla e siamo stati abbastanza spensierati, creando subito del feeling e un gruppo molto affiatato. Per me è stato motivo d’orgoglio farne parte per il secondo anno. Credo che a prescindere dal risultato finale si tratta di un’esperienza positiva che mi ha lasciato qualcosa”.

“Abbiamo affrontato per la prima volta una Nazionale FIFA – continua Garufi -, e questo credo significhi che il movimento del calcio siciliano sta crescendo. Secondo me dal punto di vista tecnico abbiamo fatto una grande partita, perché abbiamo sviluppato quello che il mister ci ha chiesto nella settimana. Penso nel complesso sia stata una settimana positiva e che spero di poter ripetere nelle prossime stagioni”.

La difficile annata a Messina

Tornando invece all’inizio della stagione, la chiamata del Messina, seppur carica di responsabilità, non ha fatto esitare un istante Garufi: “Quando è arrivata la chiamata del Messina sapevo quello che questa piazza stava attraversando. Nonostante questo non ho esitato ad accettare perché sappiamo tutti che tipo di piazza rappresenta nel panorama calcistico, nonostante il pesante -14 iniziale”.

“Ovviamente – continua Garufi – portare la fascia da capitano è stato motivo d’orgoglio e soprattutto di responsabilità nei confronti di questi colori. Ho vissuto la cosa con un pizzico di tensione, che però mi ha aiutato a essere sempre concentrato il doppio rispetto alla normalità. Siamo partiti benissimo perché avevamo creato quell’alchimia che solo i grandi gruppi riescono a creare nei momenti di difficoltà. Eravamo riusciti a creare una macchina quasi perfetta che riusciva a portare risultati”.

Ma poi qualcosa si è inceppato tra gli ingranaggi del Messina: “Non starebbe a me dire cosa è andato storto, ma credo che i cambi di allenatore e direttore, in una situazione delicata come la nostra, abbiano certamente influito nell’ultima parte della stagione. Chi è arrivato ha cercato di portare le proprie idee, ma avendo a disposizione poco tempo non si è riusciti a trovare la giusta quadra. Siamo riusciti poi nelle ultime partite a ritrovarci, aggiudicandoci un posto nei playout”.

LEGGI ANCHE -> Gemini, Gambino e Zammito primi colpi: i biancorossi la campagna di rafforzamento

L’esodo ed il futuro

Il tutto si chiude, come è noto, con la retrocessione del Messina nel match contro il Ragusa: “In queste situazioni ti trovi davanti a partite secche, giocate fuori casa e in un clima di grande tensione. Ci siamo scontrati contro un Ragusa che faceva della compattezza e del cinismo il proprio punto di forza. Siamo stati abbastanza sfortunati per il gol annullato e di quello sfiorato al 118′ dei supplementari. Una serie di cose che non ci hanno permesso di portare a casa la partita”.

Rispetto al futuro di Garufi, invece, vige ancora l’incertezza: “In questo momento storico per me è presto parlare del futuro. Le società stanno iniziando ad organizzarsi e prendere forma, e quindi credo non sia ancora il momento. Vedremo quello che arriverà, specialmente a Messina dove la questione ripescaggio è ancora aperta ed è ancora tutto da decidere”.

Ferdinando Lo Monaco
Ferdinando Lo Monaco
Classe 2002, è studente di Scienze della Comunicazione a UNIPA e giornalista pubblicista. Dall'inizio del 2025 collabora con la redazione di Sporticily attraverso la realizzazione di articoli sul calcio professionistico e dilettantistico, interviste e video

Related Articles

Rimani Aggiornato

18,500FansLike
4,000FollowersFollow
150FollowersFollow
10,800SubscribersSubscribe

Ultimi articoli