Giovanni Gardini spiega le motivazioni che hanno portato il City Football Group ad acquisire il Palermo. L’amministratore delegato rosanero ne ha parlato durante il Social Football Summit in corso a Roma: “Il City Football Group ha acquistato il Palermo perchè crede che il calcio italiano fosse un’opportunità da sfruttare al massimo. Palermo era la piazza ideale in termini di numeri e di sviluppo commerciale. È stata una scelta intelligente. Il Palermo è stato acquistato in Serie C, la categoria non era un problema. Si tratta di un gruppo lungimirante che vuole creare prospettive di risultati sul lungo periodo. C’era l’opportunità per fare a Palermo il calcio che vuole fare il City Group”.
Gardini analizza il momento del Palermo
Giovanni Gardini ammette che le cose in casa Palermo non stanno andando bene sul piano dei risultati. Il primo spaccato di Serie B non sorride ai rosanero: “Dal punto di vista sportivo siamo al di sotto delle aspettative, i risultati sotto gli occhi di tutti, è inutile negarlo. La Serie B ha dimostrato in questi anni che è importante farsi trovare in determinati posizioni a metà del girone di ritorno. C’è tutto il tempo, dobbiamo darci dentro fin da subito. Dal punto di vista organizzativo, commerciale e marketing siamo una delle squadre che sta ottenendo i risultati migliori”.
Centro sportivo e stadio
Si parla poi degli aggiornamenti sul piano delle infrastrutture. Gardini parte del CFA di Torretta, un centro sportivo nato da una bella opportunità: “Una delle chiavi di volta per cui il Palermo è stato acquistato dal City Group è stata la lungimiranza di Dario Mirri nell’aver acquisito un terreno per far sorgere il centro sportivo. Questo è stato un lasciapassare significativo per il gruppo. Nel giro di 14 mesi lo abbiamo realizzato, presto lo utilizzerà anche la Primavera. C’è una seconda parte di terreno che è al centro di uno studio per capire dove e come verrà utilizzato”.
E poi c’è il tema dello stadio. Il “Renzo Barbera” è un aspetto cruciale per il City Football Group a Palermo: “Lo stadio è un altro asset fondamentale per il progetto del City Group. Stiamo interloquendo con l’amministrazione comunale per trovare un accordo più corretto per noi, per la città e per la squadra. Vogliamo dotare Palermo di uno stadio che sia conforme alle esigenze del calcio italiano. Il Comune sta capendo i nostri bisogni e la nostra volontà di investire. Tutto sta andando avanti secondo un iter in cui non possono mancare le difficoltà. Per noi non è importante avere altre aree per fare qualcosa al di fuori del calcio. A Palermo lo stadio è aperto 365 giorni l’anno con il museo e lo store”.
Lo stadio di Palermo potrebbe essere inserito dalla Figc nella lista per Euro 2032. Gardini spiega che esiste questa opportunità: “È un valore che è alla base delle valutazioni che stiamo facendo. Vogliamo consentire, nel caso in cui ci fossero i presupposti, di rendere Palermo eleggibile. Siamo in un periodo molto lungo per quanto riguarda gli Europei. Faremo in modo di farci trovare pronti. Lo stadio di Palermo non ha più avuto una manutenzione straordinaria adeguata per le necessità del tempo. Quest’anno stiamo cercando di migliorarlo, renderlo più accogliente e utilizzabile. Da questo punto di vista abbiamo dei riconoscimenti, ma dobbiamo fare ulteriori miglioramenti”.
Gardini “in debito” con Palermo
Giovanni Gardini ha svelato qual è il pensiero che si ha del calcio italiano in casa City Football Group. “Si pensa che ha potenzialità di cui non ci si rende conto, ma che spesso ci si perde nel chiacchiericcio da cortile. I risultati sportivi delle squadre italiane in Europa confermano la bontà del lavoro sul piano sportivo. Va seguito un principio di sostenibilità che deve valere per tutte le squadre. Bisogna seguire un progetto, un viaggio che deve essere intrapreso da tutti”, dichiara.
L’amministratore delegato del Palermo ha anche fatto capire di sentirsi in debito con la città. Soprattutto per i risultati che sono ancora al di sotto delle aspettative: “Una città e una squadra come Palermo hanno una potenzialità difficili da quantificare. Qui c’è un brand, un bacino di utenza importante in Italia e nel mondo, ha avuto una storia di grandi calciatori. Noi abbiamo l’obbligo di ringraziare chi ci sostiene e di essere ancor più competitivi per il nostro obiettivo immediato. Palermo non è una succursale del City Group, ogni società ha una sua autonomia. C’è grande interazione e condivisione, un passaggio di informazioni reciproche tra le varie aree. Si fa sistema”.
Chi decide quali e quanti sono gli investimenti del City Football Group a Palermo? Gardini spiega la dinamica: “Noi facciamo la strategia, il City Group dà l’autorizzazione decide il budget economico e il risultato sportivo da raggiungere. All’interno di quello si è autorizzati a fare gli investimenti opportuni. A differenza di molte altre realtà, in tutte le squadre del CFG il management è tutto locale. C’è condivisione, ma non c’è imposizione”.
Il modus operandi del City Football Group
Cosa significa far parte di una holding come il City Football Group? Anche in questo caso Gardini fornisce una interessante chiave di lettura: “Far parte di un gruppo vuol dire condividere tante esperienze delle varie parti del gruppo, anche dal punto di vista sportivo. È un fatto di sentirsi parte di un gruppo di persone e di professionisti di altissimo livello, che possono permettere di crescere e migliorare le proprie abilità nel quotidiano”.
Secondo Gardini, Palermo intesa come città e come brand sportivo ha tratto grande giovamento dall’avvento del City Football Group. L’ad spiega il suo ragionamento: “Palermo oggi ha una grandissima visibilità grazie al lavoro svolto negli ultimi due anni. Purtroppo siamo mancanti dal punto di vista sportivo, ma abbiamo la certezza che ne trarremo giovamento in futuro. Noi siamo per fare, non per dire e gridare slogan. Sicuramente abbiamo commesso errori e continueremo a commetterne, vogliamo ridurre la percentuale di errori. Bisogna essere coerenti e credibili, per noi è basilare. Oggi non stiamo facendo quel che pensavamo di poter fare dal punto di vista sportivo. Siamo un gruppo di lavoro giovane, lavoriamo da 2 anni in questa meravigliosa realtà, ma siamo in debito con la città di Palermo”.

