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Gabriele Minì: “Maturità difficile come un Gran Premio, sogno la Formula 1”

Gabriele Minì è stato protagonista di una lunga e interessante intervista rilasciata per Sporticily. Per chi si fosse perso la diretta sulla nostra pagina Facebook, vi proponiamo le risposte del pilota palermitano, protagonista in Formula 3 con il team Hitech.

L’ESAME DI MATURITÁ – “Credo stia andando abbastanza bene. La prova di italiano ci ha spiazzato un po’ tutti, abbiamo studiato alcuni autori ma non ne è capitato neanche uno. La seconda prova di impianti credo sia andata abbastanza bene. Ho scritto 14 pagine, spero che sia andata bene. Per il tema ho scelto B2, credo di aver fatto anche un bel collegamento con un esempio dei giorni d’oggi. Credo che non sia andato male. Scegliere il tema credo sia stato più difficile che gareggiare a Monaco (ride, ndr)”.

Le prime volte di Gabriele Minì

GLI ESORDI – “Mio padre mi regalò un kart, all’inizio lo usavo come un giocattolo. Quando l’ho acceso per la prima volta ero un po’ impaurito, ma nel giro di un annetto ho iniziato a gironzolare. A 4 anni ho iniziato con alcune gare cittadine, a 7 ho fatto le prime gare regionali. Siamo andati sempre ad aumentare il livello, arrivando ai Campionato Italiani, poi Europei e Mondiali”.

TITOLO FORMULA 4 – “Ovviamente è stato un anno triste per via della pandemia, non era il miglior anno per festeggiare. Però siamo riusciti a renderlo un po’ più felice, non per tutti ovviamente ma per me, la mia famiglia, il team e i miei tifosi”.

L’ingresso nel team All Road Management

LA CRESCITA – “Vincere il primo campionato in monoposto aiuta e dà lo slancio. Siamo poi andati in Formula Regional, dove al secondo anno sono arrivato secondo. Ora siamo in Formula 3, stiamo crescendo ma lavoro per migliorare sempre”.

RAPPORTO CON IL TEAM – “Mi hanno supportato per tutta la mia carriera nelle monoposto. La chiamata è arrivata nel 2018, ero ancora in karting. All’inizio non è arrivata direttamente da loro, ma da loro intermediari. Ho pensato in un primo momento a uno scherzo, invece ci hanno chiesto di andare a Ginevra per un colloquio. Poi è arrivato l’accordo, siamo rimasti contenti del contratto e da lì abbiamo iniziato a lavorare con loro”.

La Formula 3 vista da Minì

L’IMPATTO IN FORMULA 3 – “È una macchina molto più potente di quelle guidate prima. Si tratta di un mondo diverso, poi il paddock fa respirare un’aria diversa, ci sono tutti i tifosi della Formula 1 che restano a seguire anche noi. Per me è una bella realtà da vivere. Sono come una spugna, devo imparare dalle situazione e dagli errori, ma al tempo stesso devo fare bene. Bisogna imparare ma anche performare al 100% per avanzare nelle categorie. Non è semplice, ma è un passaggio chiave fare entrambe le cose”.

LA VITTORIA DI MONTECARLO – “Il giro in qualifica sembrava molto buono, quando sono arrivato al traguardo ho dato un’occhiata al tempo. La mia prima reazione è stata ‘ho perso un decimo’, poi ho guardato il monitor ed ero sconvolto. Ho visto che il secondo era a un secondo ed è stata una sensazione stupenda. Fare la pole a Monaco è più soddisfacente che vincere, la gara è un po’ noiosa ed è difficile cambiare le posizioni. Quindi fare la pole con quel distacco dà ancora più soddisfazione. Poi vincere la gara, la mia prima gara, proprio a Monaco è qualcosa di speciale. Gli occhi poi erano puntati su di me, può non sembrare semplice ma noi piloti siamo abituati alle pressioni. Quando si indossa il casco e ci si mette al volante si pensa solo alla guida, spariscono tutti i pensieri esterni”.

Non si molla il Mondiale

OBIETTIVO CAMPIONATO – “Manca ancora metà campionato, c’è tutto il tempo per recuperare ma anche per perdere punti. Noi possiamo anche giocarci la vittoria. Bortoleto ha 30 punti di vantaggio ma si può recuperare. Ad esempio a Monaco, vincendo e con il suo quinto posto, ho recuperato 15 punti. Si possono recuperare e perdere punti molto velocemente. Non penso al campionato, voglio imparare e migliorare giro dopo giro e gara dopo gara. La classifica si vedrà a fine campionato”.

L’ISPIRAZIONE DEI GRANDI – “Spesso entro nel box Alpine, sono a contatto con Esteban Ocon e Pierre Gasly. Scambiamo due chiacchiere quando possiamo, ma sono anche loro molto impegnati e concentrati sul loro lavoro. Si riesce a trovare qualche momento di pausa a pranzo e a cena per dialogare. Questo è molto utile anche a livello personale”.

Il futuro di Gabriele Minì

I SOGNI DI GABRIELE MINÌ – “Il sogno è arrivare in Formula 1. Rimango fedele al team Alpine che mi sta facendo crescere e mi sta dando una grande opportunità, di questo li ringrazio. Guidare la Ferrari da italiano può essere un sogno. Tutti i piloti sognano di guidare la macchina più veloce. Intanto penso alla gara in Austria, poi vedremo cosa avrà in serbo il futuro”.

L’IDOLO – “Non è facile scoprire lo stile di guida dei vari piloti. Ho un idolo che mi è stato tramandato da mio padre, che è Ayrton Senna. Ho tantissimi filmati e ho sentito racconti su di lui. Nel periodo in cui Senna correva era appena maggiorenne e ha vissuto tutte le sue vittorie, fino alla sua morte. Ora lo vedo anch’io come un idolo”.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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