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Fumagalli: “Messina, volevo rimanere ma club non era interessato. Resterò tifoso”

Ermanno Fumagalli prende atto del dover dire addio al Messina. Dopo due anni da protagonista, il portiere non si è visto proporre un nuovo contratto. Dalle sue parole emerge però tutto l’amore per questa piazza: “Mi rivedrete, ma non in campo. Avevo una minima speranza un mese fa, ma proprio minima, soprattutto perchè volevo tornare in un posto in cui ho fatto bene e mi sono trovato a meraviglia. Messina è l’unica piazza per la quale mi sarei spostato di nuovo, però la nuova gestione ha deciso di virare su altri profili. So come va il calcio, non ci rimango male e sarò sempre un grande tifoso del Messina”.

Messina, Fumagalli attacca ma non troppo

Come si legge sulla Gazzetta del Sud, Fumagalli non è rimasto contento del trattamento ricevuto dal Messina. In ogni caso non perde occasione per dare consigli sui colleghi. In primis su Pietro Perina e Domingo Dalmasso: “Ognuno si prende le proprie responsabilità e assume decisioni. Siamo grandi e vaccinati e auguro solo alla società di trovare un profilo over che possa dare una mano in campionato. Perina e Dalmasso li conosco, sono due buoni portieri, di categoria. Forse per esperienza più Perina rispetto a Dalmasso”.

Fumagalli “denuncia” la mancanza di contatti concreti per tornare al Messina. Non mancano, pur senza riferimenti diretti, delle frecciate all’indirizzo del presidente Pietro Sciotto e del direttore sportivo Goiuseppe Pavone. “Non ci sono state telefonate e questo vuol dire che non c’era interesse. Preferisco non dire altro. Hanno preso la loro decisione che si può condividere o meno, però evidentemente non c’era neanche la volontà di fare quella mezza telefonata. Ho la mia idea e il mio pensiero ben chiari in testa, ma in questo momento non serve creare casini inutili che tolgono solo concentrazione. È troppo importante che il Messina parta bene in campionato”, sostiene il portiere.

Ora, però, per Ermanno Fumagalli è giunto il momento di voltare pagina. Il figlio Jacopo si sta lanciando nel calcio che conta. E poi c’è la sua Academy, sempre più lanciata: “Nella mia vita adesso ci sono la famiglia e la Academy e penso che bastino. In questo momento non mi manca il calcio, ero “l’ultimo dei mohicani”, ho passato diverse generazioni, ma sono rimasto quello che ero all’inizio della carriera, con valori, principi e senso di appartenenza. E poi non riesco a essere uno “yes man”, se vedo qualcosa che non va bene la dico e la ribadisco, che tu sia presidente, direttore o allenatore. Una figura così, forse dà un po’ di fastidio”.

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L’analisi di Serie C Girone C

Infine Ermanno Fumagalli fa le carte alla Serie C Girone C. Un campionato molto competitivo, per il quale si aspetta alcune squadre favorite per la promozione in B: “A parte i soliti casini, vedi il caso Taranto, penso che ci saranno 3-4 squadre che faranno un campionato a parte. Oltre a qualche mezza sorpresa come il Picerno dello scorso anno. Ci sono società che hanno investito parecchio come l’Avellino, il Trapani che sta andando su giocatori mirati e il Catania che rispetto all’anno scorso ha speso più di testa che di pancia. Alla fine, come sempre, sarà il campo a parlare e dico di stare attenti al Foggia. Nessuno ne parla, ma stanno allestendo una squadra interessante”.

Redazione Sporticily
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