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Foggia, ritorno vincente in Sicilia per Delio Rossi: nel 2019 la delusione a Palermo

Un cerchio che si chiude e uno che (si spera) possa riaprirsi con la vittoria di domenica. Delio Rossi torna a sedersi su una panchina di una squadra a 4 anni dall’ultima volta e lo fa riportando alla vittoria il Foggia sul campo del Messina. Un successo importante per i satanelli per rimanere affianco del Picerno nella lotta al quarto posto, che può servire tanto in ottica playoff Serie C. Ma lo è anche per il tecnico, che ritrova il campo dopo un periodo in cui il calcio lo ha un po’ messo da parte. Ma da cui lo stesso Delio Rossi si stava discostando.

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Delio Rossi torna in panchina: gli anni d’oro di Palermo e la delusione del 2019

Rossi e Foggia hanno un legame molto importante: 6 anni da calciatore e ben 3 stagioni da tecnico (sia della primavera che della prima squadra) non si scordano mica. È di fatto la prima piazza importante a dargli fiducia in campo e fuori, dando il via alla sua carriera da allenatore. Una carriera fatta di momenti di lustro abbagliante, ma anche di silenzio assordante. Ma sempre vissuti a testa alta, quasi come un eroe antico. Un grande spirito di sacrificio, associato alla capacità di far giocare bene le sue squadre, che ha regalato a Delio Rossi grandi soddisfazioni. Dalle promozioni con Salernitana, Lecce e Bologna alla panchina della Lazio. Un esperienza in biancoceleste che lo portò in Champions e alla vittoria della Coppa Italia del 2009.

Eppure, quando si chiedeva al mister in quali piazze sarebbe tornato senza batter ciglio, le risposte erano sempre due: Foggia e Palermo. In Sicilia, Rossi ha modellato forse la sua creatura più bella e allo stesso tempo fragile della vita professionale. Un gruppo di campioni senza mezze misure, capaci di imprese storiche e allo stesso tempo sempre fermati ad un passo dalla leggenda. Il Palermo di Rossi è quello di Sirigu, Bovo, Cassani, Balzaretti, Migliaccio, Nocerino, Pastore, Ilicic, Miccoli, Cavani. E l’elenco potrebbe ancora continuare a lungo. Ma è anche ricordato per essere il gruppo che ha solo sfiorato l’accesso in Coppa Campioni o la vittoria in Coppa Italia.

Un filo che sembrava essersi interrotto col doppio esonero del 2011, quando il rapporto ormai logoro con Maurizio Zamparini finì con le lacrime del tecnico e del suo pubblico. In realtà le parole d’amore, rimaste scolpite nei cuori dei supporters rosanero, erano il segno che quell’allontanamento potesse essere solo momentaneo. Ci vollero 8 anni prima che Rossi tornasse al capezzale di un Palermo alla fine del suo percorso.

Da Palermo-Cittadella a Messina-Foggia: ora Rossi può avere la sa rivincita

Il tecnico prese una squadra allo sbando (prossima alla scomparsa) ma a cui regalò comunque la possibilità di fare i playoff per la Serie A. Possibilità rimasta solo sulla carta, vista la penalizzazione prima e la radiazione del 2019 poi. Un’amarezza mai passata a sentire le parole dell’allenatore. Che col tempo sembrava si stesse allontanando sempre di più le possibilità di un ritorno in panchina. Il mondo del calcio non perdona chi sbaglia (come accadde dopo il caso Ljajić) e Rossi da allora si è sentito quasi sempre più distante.

Così, per 4 anni sembrava che l’ultima panchina in carriera per Rossi potesse essere quel Palermo-Cittadella, terminato 2-2. Invece, per uno strano caso del destino, il tecnico romagnolo torna in panchina e alla vittoria in Sicilia. Seppur a danno di una siciliana, ovvero il Messina, contro cui Rossi ha vinto 6 volte in carriera su 10 incontri.

E se per i peloritani questa sconfitta può voler dire playout, significato opposto ha questo match per Rossi. Che rivede in questa chance la possibilità di riprendersi quello che gli è stato tolto nel 2019. Allora si poteva giocare la Serie A col Palermo, oggi invece la Serie B col Foggia. Magari sperando di emulare proprio il percorso fatto dai rosanero lo scorso anno. E allora buona fortuna, mister Rossi.

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