La stagione 2026 di Formula 2 ha già offerto buoni spunti e soprattutto ha espresso un pilota in stato di grazia: Gabriele Minì. Il classe 2005 nativo di Marineo guida con uno stretto margine sugli avversari la classifica del campionato per quanto riguarda i driver. Eppure, se si guarda alla stagione 2025 e al confronto con quello che fu il campione di F2, Leonardo Fornaroli, il passo di Gabriele Minì sin qui è davvero eccezionale.
F2, le prime gare di Minì fanno sognare il titolo piloti
Sin qui la stagione 2026 di Gabriele Minì in F2 merita un voto molto alto. Il pilota di Marineo è stato bravo e fortunato, come ogni buon contendente al titolo che si rispetti. Ha saputo massimizzare i risultati in pista praticamente sempre, al netto di un’opaca Feature Race a Monaco. Forse l’unico neo di questi primi cinque gran premi, legato alla peculiarità della pista e un errore strategico della Mp Motorsport che l’ha relegato all’11° posto.
Ma nel resto degli appuntamenti, il siciliano ha massimizzato i risultati in Australia dopo delle qualifiche a dir poco disastrose, portando a casa due piazzamenti a punti. A Miami lotta per la top 10 e sfrutta al meglio delle condizioni di pista imprevedibili per centrare la sua prima vittoria in F2. E da allora ha aperto una serie di 5 podi tra Canada e Monte Carlo, interrotta solo da quella macchia nel Principato.
Un rendimento che gli ha permesso di accumulare ben 86 punti, sei in più del primo inseguitore Nikola Tsolov. Il bulgaro ha vinto di più (ben 3 gare) ma è stato anche più incostante, con ben 4 gare fuori dai punti e un ritiro all’attivo. Però Minì ha anche staccato altri piloti quotati come Rafael Câmara e Alex Dunne, anche loro talentuosi ma ancora incapaci di limitare i danni. Forse è proprio l’esperienza dello scorso anno ad aver permesso a Minì di maturare l’esperienza che, a distanza di 12 mesi, gli garantisce la vetta della classifica.
Minì meglio di Browning e Fornaroli: il confronto col 2025
Minì ha faticato come un matto nel suo primo anno completo in F2: il 2025 ha messo insieme tanti elementi negativi. Principalmente una carenza del mezzo fin troppo evidente (con le difficoltà di Prema confermate anche quest’anno). Ma anche un adattamento alla categoria altrettanto lampante.
Basti pensare che, dopo 5 gare nel 2025, il pilota siciliano aveva appena 20 punti. Ed era distante sia dal leader di classifica momentaneo, ovvero Luke Browning, sia da quello che avrebbe poi vinto il campionato piloti di F2, ovvero Leonardo Fornaroli. L’inglese aveva 70 punti in classifica, l’italiano appena 64. Oggi Minì, con i suoi 86 punti, guiderebbe con agio anche la graduatoria dello scorso anno.
Oggi il pilota di Marineo ha un mezzo ben più performante, ma anche una certezza maggiore nei propri mezzi. Che gli ha permesso di performare al meglio sia su circuiti che ben conosceva (Australia, Monaco, Spagna), sia su circuiti come Miami e Canada in cui non solo lui, ma nessuno di questa categoria aveva gareggiato. Per quanto non sia ufficialmente un mondiale, Minì ha reso al massimo nei tre continenti in cui la F2 ha corso. E se non è un passo da titolo questo, difficilmente si può dire che lo abbiano gli altri. Sarà fondamentale continuare a far bene nella campagna europea, per provare a portare a casa il tanto agognato campionato.

