Il Kamarat, fermatosi a un passo dal sogno Serie D, ha lasciato nei cuori dei giocatori e dei tifosi un ricordo indelebile. Una stagione straordinaria, conclusasi con la sconfitta nel doppio confronto contro l’Avola nella finalissima dei playoff nazionali. Eppure, ciò che resta più impresso nella mente dei protagonisti sembra andare oltre l’amarezza del risultato: il ricordo di un’annata vissuta intensamente, dentro e fuori dal campo.
A sottolinearlo è Gaetano Dolenti, portiere dalla lunga esperienza nel calcio dilettantistico, che ai microfoni di Sporticily ha raccontato come l’avventura tra i pali del Kamarat lo abbia notevolmente segnato.
Dolenti rivive la stagione al Kamarat
Dolenti evidenzia subito l’importanza che l’avventura al Kamarat ha avuto nel suo percorso umano e sportivo: “Dall’esperienza al Kamarat mi rimane una delle stagioni più belle che io abbia vissuto nella mia carriera. Non tanto per quello che abbiamo fatto nel campo, bensì per quello che siamo diventati. Non ricordo di aver mai vissuto uno spogliatoio così sano. Quindi, oltre alle qualità tecniche che abbiamo messo a disposizione del mister, non dimenticherò mai questa stagione per le emozioni che ho vissuto a Cammarata”.
Sul proprio rendimento personale, invece, il portiere preferisce non soffermarsi troppo sui numeri: “Io non sono abituato a giudicare le prestazioni o i momenti della mia carriera. Io, arrivato a 35 anni, quando chiudo la stagione mi chiedo: posso ancora essere competitivo? E anche quest’anno mi sono risposto di si. Non sono uno che ha intenzione di trascinarsi le gambe o che vuole troppo dal calcio. E questo bilancio lo tirerò chiaramente anche al termine della prossima stagione. Il mio fisico reagisce ancora bene, dunque fino a quando avrò questo tipo di risposta dal mio corpo vorrà dire che potrò continuare a giocare per come voglio io. Quando capirò che non potrò più farlo mi fermerò”.
Rispetto al futuro, invece, vi è ancora incertezza: “Sono sincero: ad oggi non ho ricevuto alcuna offerta concreta per la prossima stagione. Chiaramente la priorità l’avrà il Kamarat. Bisognerà capire quali sono le intenzioni della società per la prossima stagione. Prima di qualunque decisone aspetterò la campana cammaratese. Non sono una persona che si attacca alle categorie, preferisco legarmi ai progetti. Voglio continuare a fare qualcosa di bello nel mio futuro”.
L’appuntamento saltato con la Sicilia FA
Quest’anno Dolenti, veterano della Sicilia FA, non ha potuto prendere parte alla spedizione rossogialla, poiché l’impegno contro la Nazionale FIFA delle Mauritius è coinciso con la settimana della finalissima playoff.
Nonostante questo, il portiere è rimasto vicino con il cuore alla selezione allenata da mister Giovanni Marchese: “Io ritengo il progetto della Nazionale Siciliana qualcosa di molto intimo. Mi piace vedere questo spirito anche nelle persone che accettano la convocazione. Il passo che è stato fatto quest’anno credo sia importante dal punto di vista della credibilità sportiva del progetto”.
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“Se prima infatti – continua Dolenti – era visto come qualcosa di strettamente culturale, il fatto di poter competere con una Nazionale FIFA come quella delle Mauritus secondo me permette a questo movimento di fare un passo importante, che spero possa dare il là a qualcosa di molto più grande. Io per la Nazionale Siciliana ci sarò sempre. Purtroppo quest’anno gli impegni non mi hanno permesso di fare parte della spedizione. Però ho visto la partita, ho avuto modo di vederla tutta e allo stesso modo ho avuto modo di dispiacermi molto per la sconfitta”.

