Arturo Di Napoli è stato uno dei grandi protagonisti della serata in cui sono stati celebrati i primi 125 anni del Messina. L’ex attaccante è l’uomo dei record, in quanto primatista di gol segnati con questa maglia. Non poteva dunque mancare il milanese nella festa di ieri sera. Queste le sue parole: “Il cuore ha riaperto i ricordi e qui ce ne sono tanti. Abbiamo scritto pagine indelebili, il nostro percorso è stato fantastico, una vera magia. Quando sono tornato, a me un po’ il respiro è mancato. Abbiamo costruito tante cose belle, mi auguro che la nuova proprietà possa far risorgere il Messina. I tifosi e la città hanno già pagato abbastanza”.
Messina, i consigli di Di Napoli
Re Artù sogna che questo possa tornare a essere un regno del calcio. Per questo motivo Di Napoli svela i suoi suggerimenti per la rinascita del Messina: “Il consiglio che posso dare è di mettere passione e di non guardare il passato. Ognuno di voi ha in mente un giocatore o una stagione, sono cose che non si possono ripercorrere. Bisogna programmare e stabilizzare, non si deve neanche avere fretta. Da tempo non si vede a Messina una società sana e seria, che faccia le cose in un certo modo. Tutto ciò non vuol dire per forza vincere, ma far sì che si riaccenda la passione e la città torni a esplodere. Il primo segnale lo devono dare la società e il calciatore, il passato resti nelle bacheche e nei ricordi. Non si può pensare che tornino quei giocatori che hanno scritto la storia”.
Di Napoli ha anche svelato la partita del Messina che porterà per sempre nel cuore. Nessuna sfida contro le big, ma il match della promozione in Serie A: “Scelgo Messina-Como. Quell’atmosfera dal mattino in cui ci siamo svegliati, finchè non siamo arrivati al Celeste pieno. Due ore prima della partita c’era un sacco di persone, il viale pieno e anche i tetti dei palazzi. Faccio ancora vedere quel video e la gente non ci crede. Poi la festa, la gente che piangeva. Belle le partite contro Juventus, Milan e Inter, ma Messina-Como fu fantastica”.
Il mito Schillaci e i progetti futuri
Il 1° dicembre è nato sia il Messina, che Totò Schillaci. Anche per la leggenda palermitana, che in riva allo Stretto ha scritto pagine indelebili, Di Napoli ha un ricordo: “Il mito di Totò Schillaci è quello dei suoi occhi ai Mondiali. È una persona che ci manca tanto, era speciale e aveva un cuore grande. Quella è stata una perdita che ci ha reso molto tristi”.
Arturo Di Napoli fa sapere che tornerà a Messina sempre e solo da tifoso. Nelle sue mire non c’è quella di fare nuovamente l’allenatore o avere altri ruoli: “Tra me e il Messina si è creato un legame che mi porterò dentro per sempre. Io però preferisco fare il tifoso che segue sempre dal Nord. Il mio percorso qui è stato fatto, non ho interessi particolari, se non l’amore per questa città che mi ha regalato emozioni uniche. Messina rimarrà sempre una città e una squadra nel mio cuore, mi auguro che possa tornare a essere un grande club”.
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Infine Arturo Di Napoli ha spiegato quali sono le motivazioni che devono portare un calciatore a scegliere Messina. Tutte intenzioni legate alla proiezione futura, senza timori di rivivere il recente passato: “Messina si deve scegliere per il progetto, perché c’è una programmazione e una linea per il futuro. Non si sceglie a prescindere. Quando venni qui c’era una grande opportunità di andare in A con l’Ancona, ma scelsi Messina pur non conoscendola. Il giocatore non deve scegliere Messina perché in passato si è fatta la Serie A”.

