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Daniele Faggiano torna in Sicilia: A sfiorata col Trapani e caso Palermo, ora Catania

Come noto da qualche giorno, sarà Daniele Faggiano il prossimo direttore sportivo del Catania. L’esperto dirigente salentino, dopo alcuni anni di stop, si rilancia in un’avventura in una piazza prestigiosa e calorosa come quella etnea. Anche perché proprio in Sicilia sono avvenuti dei passaggi chiave della sua carriera. Daniele Faggiano si è infatti imposto dapprima a Trapani, passando poi per un’esperienza al Palermo. Anche se con i rosanero non è stata una relazione facile, da quel momento ha poi avuto modo di lavorare con squadre come Parma, Genoa e Sampdoria.

L’affermazione nei campionati professionistici e la scoperta di alcuni talenti, da buon osservatore quale egli è, l’hanno reso uno dei migliori d.s. in circolazione. Per scoprire meglio chi è Daniele Faggiano, ripercorriamo proprio le tappe della sua carriera a Trapani e Palermo. Un modo per vedere meglio il modo di lavorare del dirigente salentino.

Daniele Faggiano e Trapani: una lunga storia d’amore, Petkovic e Coronado fiori all’occhiello

Dopo essere stato uomo di fiducia di un direttore sportivo illuminato come Giorgio Perinetti, Daniele Faggiano ha avviato la sua carriera da direttore sportivo in provincia. Dapprima a Siena e poi a Trapani, coi granata che puntarono forte sulle sue doti di talent scout. A posteriori, il d.s. ha parlato degli anni a Trapani come tra i più belli della sua carriera, tanto da promettersi un futuro in granata, qualora ci fossero le giuste condizioni.

Il primo anno, in cui i granata ottennero la promozione in Serie B, non incise più di tanto sulla costruzione della squadra. Ben diverso fu il ruolo di Daniele Faggiano nei tre anni successivi, avendo scovato diversi giocatori emergenti e provenienti da settori giovanili e categorie inferiori. A loro, i granata diedero una chance per mettersi in luce e trascinare la piazza. Giusto per citarne alcuni: Mattia Caldara, Mattia Aramu, Ernesto Torregrossa, Bruno Petkovic, Igor Coronado, Filippo Falco. Tutta gente che ha poi fatto molto bene in Serie B, ma anche in A e nelle coppe internazionali. Basti pensare alla parabola di Petkovic (con un passato proprio a Catania tra il 2012 e il 2014), passato dalla cadetteria alla Champions League con la Dinamo Zagabria. Oppure Coronado, che oggi veste la prestigiosa maglia del Corinthians.

Con questi talenti e un gruppo di solidi uomini di categoria (Luca Pagliarulo, Gennaro Scognamiglio, Maurizio Ciaramitaro, Daniele Martinelli, Matteo Mancosu) si poté costruire un Trapani attrezzatissimo. Una squadra capace di mettere paura in Coppa Italia persino all’Inter (nel 2013-14) e che, anche grazie alla sapienza di allenatore come Roberto Boscaglia e soprattutto Serse Cosmi, ha sfiorato la promozione. Nello specifico questo accadde nella stagione 2015-16, con i granata sconfitti solamente in finale dal Pescara. Mai la compagine siciliana aveva vissuto momenti simili e il merito di quanto fatto è, certamente, anche di Daniele Faggiano.

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Daniele Faggiano e Palermo: grande chance al momento sbagliato. De Zerbi…

Delle annate così importanti non poterono che accendere i riflettori sulle doti di Daniele Faggiano. Così, nell’estate del 2016, arrivò la chiamata di un Palermo bisognoso di nuova linfa al calciomercato estivo dopo l’addio di Rino Foschi. Il dirigente salentino dovette entrare in corsa praticamente già a ritiro avviato e con un mercato già praticamente impostato. Non la miglior situazione possibile, per di più considerando che la situazione economica dei rosanero cominciava ad essere problematica. A conti fatti, quella di Palermo per Daniele Faggiano risultò essere la migliore occasione possibile nel momento peggiore possibile.

L’annata fu l’ennesimo compendio di esoneri e mille rivolgimenti interni, tipico della gestione di Maurizio Zamparini (soprattutto dopo il 2011). Uno di questi coinvolse proprio Daniele Faggiano, che rassegnò le dimissioni da d.s. del Palermo nel dicembre del 2016. Alla base della decisione ci fu l’allontanamento di Roberto De Zerbi in qualità di allenatore. Un tecnico portato in Sicilia proprio dal dirigente salentino e di cui, già allora, si parlava un gran bene. Poco però si poteva fare con quel Palermo (che a fine stagione sarebbe poi retrocesso). E nulla si salvava dall’ira del patron Zamparini quando si innescava una spirale negativa. Peccato che Daniele Faggiano non condivise per nulla la scelta del suo presidente di cacciare Roberto De Zerbi, decidendo quindi di dimettersi. Una scelta coraggiosa ma che diede i suoi frutti.

Da lì cominciò un altro percorso, decisamente fruttuoso e ricco di gioie. Basti pensare alla scalata dalla Serie C alla Serie A concretizzatasi a Parma. Questo stesso percorso che oggi riporta il direttore sportivo nell’isola che l’ha lanciato. Che Catania sia la tappa di un nuovo rilancio? I tifosi rossazzurri se lo augurano con tutto il cuore.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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