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Cosmi: “A Trapani uno dei momenti migliori della mia vita. Palermo, Inzaghi scelta giusta”

Serse Cosmi torna in Sicilia, terra di ricordi. L’allenatore è stato tra gli ospiti dell’European Soccer Camp della La Cavera Academy a Palermo. Un’occasione per vivere a stretto contatto con un gran numero di giovanissimi, che sognano di diventare calciatori professionisti. È in questa cornice che ha parlato ai microfoni di Sporticily di passato e futuro.

Cosmi a Palermo con la La Cavera Academy

Palermo, al di là degli aspetti calcistici, è una città meravigliosa. È sempre una bella emozione essere qui. In passato avevo avuto l’opportunità di tornare. Qui trovo un clima in linea con quello che ho frequentato io, quindi è bello. Il contesto di questo tipo di calcio poi rende ancora più interessante il ritorno”, ha affermato Serse Cosmi.

L’allenatore ha poi elogiato l’iniziativa portata avanti da anni dalla La Cavera Academy. “Stare a contatto coi giovani è determinante, questo nel calcio ma nella vita in generale. A dirlo sembra una contraddizione, ma io sono convinto che dai giovani si abbia la possibilità di imparare tantissimo. Anche incontrare ragazzi e ragazze stranieri, che vengono da lontano, è una sensazione davvero speciale”.

Al suo fianco diversi altri nomi importanti nel mondo del calcio. “L’atmosfera è molto conviviale. Ho avuto l’opportunità di incontrare degli amici: Marco Amelia, con cui ci eravamo incontrati in qualche altra occasione; Giovanni Tedesco, che non vedevo da tanto tempo; e molti altri. È un piccolo ritorno al passato”.

Il passato in rosanero

In passato Serse Cosmi aveva vissuto Palermo da vicino, ma solo per pochi giorni. Fu chiamato infatti da Maurizio Zamparini nella stagione 2010-11 di Serie A ed esonerato dopo quattro partite. “Io non sono una persona rancorosa, chi mi conosce lo sa. Da ogni esperienza esperienza, prendo gli aspetti positivi e, viceversa, so cogliere gli aspetti negativi nelle esperienze positive. Quando sono arrivato a Palermo era un momento in cui il calcio veniva fatto a certi livelli e i giocatori erano straordinari sotto l’aspetto tecnico. Credo di avere potuto allenare, anche se per poco tempo, uno dei migliori Palermo della storia. Non è andata come pensavo potesse andare per mille motivi, adesso non ha senso riparlarne. Rimane il fatto di aver fatto parte della storia di una società così gloriosa”.

C’è poi un ex Palermo a cui è particolarmente legato. “Fabrizio Miccoli è stato diciamo il mio figlioccio. Eravamo in contatto già prima che venissi a Palermo e abbiamo continuato a sentirci anche dopo. Sono stato l’allenatore che l’ha lanciato in Serie A, ma al di là dell’aspetto sportivo c’è sempre stato un rapporto speciale, esteso anche alla sua famiglia. Abbiamo condiviso tanti momenti, anche quelli negativi che lo hanno coinvolto in prima persona. Non l’ho mai voluto lasciare da solo”.

Cosmi sul Palermo di oggi

Serse Cosmi si è espresso poi sul Palermo di oggi. “Dire da fuori cosa finora non è andato bene sarebbe la cosa più semplice del mondo, ma bisogna capire quali sono davvero le cause. Io non sono d’accordo con chi considerava il Palermo la squadra che doveva per forza a vincere il campionato. Era ovvio che le aspettative fossero quelle di un campionato e di un playoff migliore di quello che è stato, ma il calcio è questo. Non cambia nulla tra chi perde la finale dei playoff e chi vince i playout, entrambe le squadre rimangono in Serie B. Spezia e Sampdoria il prossimo anno ripartiranno da zero, con nuovi propositi e nuove possibilità. Il Palermo farà lo stesso, con l’obiettivo di tornare in Serie A, non perché sia obbligato a farlo ma perché è all’altezza”. 

E sul nuovo allenatore dei rosanero: “Io e Inzaghi siamo amici, ci siamo incontrati anche in vacanza. Nel calcio esistono garanzie, ma in base a quello che è uscito a fare nella sua carriera da allenatore ritengo che sia la persona giusta per puntare alla promozione in Serie A. Il suo passato è in linea con queste premesse e promesse. Poi, però, c’è il campo, che è spietato, per cui saranno i risultati a dire se questa è stata la scelta giusta oppure no. Io credo di sì, ma siamo a luglio e in questo momento nessuno direbbe che non è convinto di far bene il prossimo anno. Palermo è una piazza talmente importante che deve venire fuori prima o poi, insomma, da questa situazione. Non voglio dire di appiattimento, ma di normalità”. 

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I ricordi di Cosmi a Trapani

Se l’esperienza di Serse Cosmi a Palermo non fu idilliaca, è una questione ben diversa quella relativa alla parentesi a Trapani, dal 2015 al 2016, per tre stagioni di Serie B. “Lì ho i ricordi più belli, indelebili, è per me un altro mondo. Dopo un periodo particolare della mia carriera, lì ho provato realmente il gusto di allenare. Non che da altre parti non ce l’avessi, ma ai granata avevo davvero trovato tutto a livello umano, di società, di squadra e di pubblico. È stato uno dei momenti migliori della mia vita, non solo professionale ma in generale. Se parlo di Trapani, mi si apre il cuore. Sulla società attuale – ha precisato – preferisco però non pronunciarmi”. 

Al suo fianco durante gli anni in granata c’era Daniele Faggiano, che di recente ha salutato il Catania. “Intanto sono contento che abbia superato i problemi di salute, questa è la cosa più importante. Dopo Catania, riparte dalla Salernitana, che è una piazza un po’ come Palermo, che desidera una categoria diversa. La Serie C però è ancora peggio della Serie B sotto certi punti di vista. La promozione non è semplice come può sembrare, anzi. Io però credo che la società abbia le possibilità economiche e tecniche per poterla centrare”, ha concluso.

Chiara Ferrara
Chiara Ferrara
Giornalista pubblicista dal 2019, a Sporticily ricopre il ruolo di capo-redattrice, coordinando i collaboratori nel lavoro quotidiano. È anche corrispondente per il Palermo calcio

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