Eugenio Corini ricorda Totò Schillaci dopo la sua morte, avvenuta mercoledì 18 settembre. I due hanno condiviso una breve esperienza alla Juventus. L’ex allenatore del Palermo era ancora un giovane talento, mentre il compianto ex attaccante era all’apice. Queste le parole del tecnico bresciano: “Chi non l’ha vissuto si sta rendendo conto di cosa ha rappresentato il Mondiale del ‘90, l’emblema di Totò e di come si è fatto conoscere nel mondo”.
Eugenio Corini ricorda Totò Schillaci
Corini, in un’intervista rilasciata per il Giornale di Sicilia, ha fatto un ritratto di Totò Schillaci. Una bella persona, come conferma l’ex centrocampista: “Conoscerlo di persona mi ha emozionato, perché ero un ragazzo di 20 anni che aveva acquistato la Juve quell’estate. Noi partimmo per il ritiro, ma i nazionali non erano presenti perché avevano avuto un permesso per avere qualche giorno più di vacanza, visto che avevano giocato i mondiali. Ricordo quando arrivarono che c’erano veramente migliaia di persone a Buchs, eravamo in Svizzera, ad accoglierli e in quel momento compresi quanto fossero importanti. Per l’emozione fu quella di conoscere degli idoli che fondamentalmente avevo visto solo giocare, perché a Brescia avevo giocato solo in Serie B e non avevo neanche avuto la fortuna di giocarci contro”.
L’uomo Schillaci
Durante l’intervista, Corini ha parlato proprio di quella esperienza condivisa con Schillaci alla Juve. La scoperta di un uomo capace di farsi volere bene: “Conobbi un ragazzo straordinario, con una grande disponibilità. Ricordo alla prima partita dopo la classica partita tra la Juve e la Juve Primavera, dove feci una buona partita, ricordo che c’era la prima pagina del giornale dove lui mi abbracciava ricordo. Dal punto di vista personale per me fu bello. Fa capire come mi accolse. Io ero un ragazzino e lui era un idolo assoluto. Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto”.
“È un combattente – prosegue Corini – , è uno che si è guadagnato tutto nella vita e, mi emoziona dirlo, anche in questa malattia veramente ha messo tutto se stesso per cercare di combatterla fino alla fine. Una parte era riuscito a vincerla, purtroppo l’ultima parte non è stato possibile, ma lui sicuramente anche qui ha dato tutto se stesso per cercare di andare avanti. Ed è stato poi il filo conduttore anche della sua carriera, dove si è veramente conquistato tutto sul campo”.
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Corini, Schillaci e quel Palermo-Juventus
Corini e Schillaci militavano nella Juventus che giocò anche un’amichevole a Palermo. L’ex rosa sfoglia un’altra pagina dell’album dei ricordi: “Venne accolto come un eroe nazionale, come era Totò, soprattutto in quel momento, perché era all’apice della sua carriera. Era l’orgoglio dei palermitani per quello che Totò era riuscito a fare. Giustamente fu accolto come un re. Visse una serata straordinariamente bella, entusiasmante, sia da quando arrivammo a Palermo. L’accoglienza in aeroporto, all’albergo, il fiume di gente che accompagnò il pullman fino alla partita, lo stadio pieno, l’esultanza del pubblico al suo gol, nonostante in quel momento giocasse nella squadra avversaria anche se era un’amichevole. Insomma era un eroe”.
“Tutti i palermitani si sono riconosciuti nello sforzo di Totò – prosegue Corini – , nel costruirsi una grande carriera e nell’esserci poi è riuscito. Dunque fu una serata molto emozionante per lui, perché anche per lui tornare a casa e giocare a Palermo fu molto emozionante. È stato il giusto tributo per lui, come sono ci sia stato nella camera ardente e ci sarà al suo funerale perché ha rappresentato l’orgoglio dei palermitani”.

