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Corini: “A Palermo poste basi per il futuro, ora si può far bene. Promozione? 4 favorite”

Tra i protagonisti intervenuti alla Palermo Football Conference presso la Braciera in Villa c’è anche Eugenio Corini, ex allenatore del Palermo. Il tecnico ha raccontato i suoi momenti rosanero, soprattutto quelli legato all’ultima esperienza in Sicilia tra il 2022 e il 2024. Un’esperienza segnata da tanti picchi emotiva e chiusa anzitempo, senza il lieto fine che tutti si aspettavano dopo gli anni fortunati del capitano.

Corini: “Tornare a Palermo è emozionante. Abbiamo fatto lavoro profondo”

Queste le parole di Corini, raccolte da Sporticily.it: “Sono molto emozionato, perché ritorno dopo un anno e mezzo e dopo aver riflettuto molto sul mio percorso qua. Avevo la possibilità di dire le mie cose con grande serenità ed era una bella occasione per farlo in presenza. Meglio di una fredda intervista su un giornale ed ho colto questo invito quindi molto volentieri. Torno in una città che comunque tutti quanto ci tenga. Torno anche in un momento positivo per il Palermo. Meglio di così non poteva andare”.

Il tecnico parla apertamente dell’ultimo biennio in Sicilia, quando la squadra è dovuta ripartire quasi da zero: “Bisogna sempre contestualizzare momenti e situazioni, capire il punto di partenza. Si è fatto un lavoro in profondità, con una squadra che aveva vinto i playoff in Serie C con grande bravura. Abbiamo affrontato una ristrutturazione societaria a livello di strutture vere e proprie ma anche a livello di giocatori. Quando hai a che fare con le emozioni della gente, che giustamente, vuole vedere la sua squadra vincere, non è stato sempre facile”.

Continua Corini: “Abbiamo creato le basi per un Palermo competitivo, con la consapevolezza di essere in una società che aveva le potenzialità per far tornare i rosanero dove meritano di essere. Ho partecipato a questo lavoro, assumendomi tutte le responsabilità , e lo rifarei con orgoglio. Quello di uno che vuole davvero bene al Palermo. Non era quello un momento per vincere subito, ma una fase di transito per potere arrivare a vincere”.

Corini: “Nessun rammarico per le critiche, fanno parte del gioco

Insomma, l’ex allenatore rosanero ritiene che si sia fatto il possibile per fare il bene del Palermo: “Non ho un rammarico, guardando le rose si può capire perché. L’obiettivo che ci siamo prefissi il primo anno, con la crescita vista nel secondo, era quello di provare a vincere. Ma anche capire come affrontare certi passaggi, capire come certi giocatori come si adattavano alla piazza di Palermo. Penso che dal mercato di gennaio dello scorso anno, i rosa hanno cambiato gli obiettivi, prendendo giocatori di un certo livello”.

Il lavoro importante per strutturare la squadra non ha dato subito i risultati che la piazza si aspettava. Ma a livello di programmazione Corini ritiene di aver lavorato bene: “Per vincere a Palermo servono determinate caratteristiche. Noi abbiamo cercato di farlo, valorizzando la rosa e cercando di capire se i ragazzi potevano esprimere il loro talento. Certuni l’hanno fatto, altri hanno fatto più fatica. Vincere a Palermo è entusiasmante, con tutte le difficoltà che comporta. Abbiamo creato tutti assieme, compresa la società che mi ha dato fiducia, le basi perché il Palermo si strutturasse e capisse dove agire per migliorare”.

Corini torna anche sulle tante critiche piovutegli addosso durante quel periodo. “Quando fai questo mestiere, le critiche fanno parte del gioco. Ci sono quelle costruttive e quelle sterili, c’è chi non vuole capire cosa stai facendo. Ho grande rispetto per i tifosi, loro vivono ogni settimana per vedere la propria squadra. Delle volte non è stato possibile vederla vincere sempre. Ma c’era allo stesso tempo la consapevolezza che era ciò che volevo dare, senza che fosse possibile farlo se non attraverso un percorso di crescita continuo e sviluppato nel tempo”.

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Corini: “Livello della rosa aumentato, ora si può puntare alla Serie A”

La Serie B sta cominciando ad esprimere i suoi valori. Corini dà la propria griglia di favorite, in cui ovviamente c’è anche il Palermo: “Il livello dei giocatori è salito. Quest’estate si è fatta una campagna acquisti importante. Ci sono tutti i presupposti per fare bene. Il livello delle competitor è noto, il Palermo è cresciuto in questi 4 anni e secondo me ha pianificato e sviluppato questa crescita meglio del Parma e della Cremonese degli altri anni. Venezia, Monza, Empoli danno la sensazione di essere competitive, ma il Palermo sta completando il percorso”

Infine, un piccolo focus su alcuni protagonisti rosanero: “Brunori, Segre, Ranocchia e Gomes sono bravi e competitivi. Sanno cosa significa giocare qui. Questo è un mondo competitivo e saperci stare dentro è essenziale. Loro hanno queste attitudini. Gli auguro il meglio e spero vivano quella grande emozione di vincere per andare in Serie A. Desplanches aveva caratteristiche e qualità per giocare a Palermo. Avevo privilegiato un certo percorso con Pigliacelli. Seba ha qualità importanti, sa cosa vuol dire giocare qui. Sta facendo bene a Pescara ed ha bisogno di uno step intermedio per poi tornare a parare qui”.

Chiara Ferrara
Chiara Ferrara
Giornalista pubblicista dal 2019, a Sporticily ricopre il ruolo di capo-redattrice, coordinando i collaboratori nel lavoro quotidiano. È anche corrispondente per il Palermo calcio

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