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Ciotti: “Faccio il tifo per il Trapani, sono andato via perché non c’era serenità”

Il Trapani continua il suo percorso in campionato dopo lo stravolgimento della rosa nella sessione invernale di calciomercato. A gennaio numerosi giocatori simbolo hanno salutato. Tra questi c’è Pietro Ciotti. L’esterno, adesso di proprietà del Cosenza, vanta nel suo palmarès ben 54 presenze con la maglia granata, che lo fanno rientrare tra i protagonisti della scorsa annata e della prima parte di questa stagione. Ai microfoni di La Tr3, il giocatore ha ricordato alcuni momenti vissuti in Sicilia e spiegato le ragioni dell’addio al club di Valerio Antonini.

Ciotti e la cessione dal Trapani al Cosenza

“A Trapani ho vissuto un anno e mezzo bellissimo, quando siamo andati via la mia famiglia c’è rimasta molto male. Avevamo stretto degli ottimi rapporti extracampo. Anche all’interno dello spogliatoio c’era un gruppo magnifico, che piano piano si è smantellato”, ha affermato Ciotti. Nonostante il clima splendido che si era creato, le gigantesche problematiche extracampo che si sono abbattute sulla squadra in questa stagione sono state pressoché impossibili da ignorare: “Io ho chiesto la cessione perché volevo essere tutelato, ho una famiglia. Gli aspetti societari non mi erano chiari. Quando è stata esclusa la Trapani Shark, abbiamo pensato che sarebbe potuto accadere anche al Trapani Calcio. La serenità era venuta a mancare totalmente all’interno dello spogliatoio”.

“Non entro nel merito delle problematiche avute dal presidente – ha continuato Ciotti a proposito della fine del basket a Trapani – ma è stato un enorme dispiacere. Anche perché noi spesso andavamo al Palazzetto e ci eravamo appassionati. Alla fine sono contento che il calcio a Trapani stia andando avanti. Io credo e spero che la squadra arriverà alla fine del campionato e si salverà, faccio il tifo per loro”.

L’esperienza di Ciotti

Nonostante tutto, Ciotti mostra grande gratitudine alla sua ex squadra e, in particolare, alla piazza. “Trapani mi ha permesso di tornare nei professionisti. In carriera ho sempre giocato in questa categoria, ma avevo avuto un momento di difficoltà ed ero sceso in Serie D. È stato un treno importante su cui dovevo salire. È una piazza importante. Per il passaggio al Cosenza devo ringraziare la società. Quando uno non è sereno mentalmente, vuole andare via. È normale. Il mio rammarico è che con la squadra che eravamo, da inizio anno e senza penalizzazione, non so dove saremmo potuti arrivare”.

Ciò che secondo il giocatore è stato realmente determinante nello spogliatoio è stato l’aspetto umano: “Si dice sempre che il calciatore può piacere o meno, ma l’uomo viene prima di tutto. Io, come uomo, ho lasciato un buon ricordo in ogni piazza in cui sono stato. Il calciatore è un lavoro e va giudicato. Nello spogliatoio, però, quando metti tanti uomini veri si forma un gruppo spettacolare. È quello che è accaduto a Trapani: tutti davano il massimo e anche chi non giocava non si lamentava”.

Un fattore che si è rispecchiato sul campo. “C’era grande professionalità, ma eravamo anche ragazzi con due c*glioni enormi. È per questo che abbiamo azzerato subito il -8, poi è arrivata un’altra penalizzazione, ma siamo comunque riusciti a reagire e ad annullarla. La vera forza del Trapani è stata questa. Con mister Aronica avevamo un bellissimo rapporto, parlavamo tanto. Io ero uno dei pochi rimasti dall’annata precedente e ha puntato molto su di me. Ancora oggi capita che ci sentiamo. Gli auguro il meglio sia nel presente, sperando che salvi il Trapani, che nel futuro”.

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Il presente a Cosenza

Infine, Ciotti ha lasciato una porta aperta per un possibile futuro in maglia granata: “Io a Trapani tornerei volentieri, ma adesso l’attenzione è focalizzata sul Cosenza e spero di rimanerci il più possibile. È una piazza importante e ancora devo dimostrare tanto. A me non piace spostarmi ogni anno, anche perché ho una bimba che ha bisogno di stabilità. Mister Buscè poi mi ha voluto tantissimo, sono felice di averlo ritrovato e con lui mi trovo bene. È umanamente una bella persona e sul campo è competente”, ha concluso.

Chiara Ferrara
Chiara Ferrara
Giornalista pubblicista dal 2019, a Sporticily ricopre il ruolo di capo-redattrice, coordinando i collaboratori nel lavoro quotidiano. È anche corrispondente per il Palermo calcio

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