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Catanzaro, polemica del presidente Noto: “Monte ingaggi milionari distorcono sistema”

In Serie B ci sono troppe società con le “mani bucate”. A dirlo è il presidente del Catanzaro, Floriano Noto, il quale è intervenuto con decisione sul tema della sostenibilità economica in cadetteria. Ai microfoni di LaC TV, il numero uno giallorosso ha espresso forte preoccupazione per le crescenti disparità tra club, soprattutto in relazione al monte ingaggi e alla capacità di spesa. L’attuale modello, ai suoi occhi, rischia di esasperare le differenze competitive.

Il patron dei calabresi non ha fatto nomi e cognomi, ma la sensazione è che l’accusa sia diretta a quei club che hanno un’ampia disponibilità di fondi, come nel caso del Palermo, che fa capo al City Football Group e che negli ultimi anni ha speso tanto, seppure senza ottenere i risultati sperati. In questa stagione, i rosanero sono dietro solo al Monza. A completare il podio è il Venezia.

Al di là dei destinatari delle accusa, l’imprenditore ha lanciato una proposta che punta a ridisegnare gli equilibri finanziari del campionato e che potrebbe sconvolgere la categoria.

Cos’è il salary cup voluto da Noto in Serie B

Un campionato in cui alcune società possono permettersi investimenti molto superiori alla media, mentre altre sono costrette a operare entro margini più rigidi, non è una realtà sostenibile secondo Floriano Noto, numero uno del Catanzaro. Questa situazione, infatti, genererebbe effetti distorsivi tanto sulla competizione quanto sul mercato dei calciatori. Da qui la proposta. “Occorre fare una rivoluzione e imporre un salary cup di squadra, con conseguenze per chi lo sfora”. La proposta è netta: introdurre un tetto salariale di squadra e prevedere misure correttive per chi dovesse superarlo in fase di calciomercato.

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La proposta

Il presidente del calabresi ha annunciato che porterà questa linea nelle sedi istituzionali al fine di aprire un confronto concreto sul futuro economico della Serie B. “Spero che la proposta possa passare, perché guardando il monte ingaggi di molte squadre, si supera di gran lunga la media. Non vedo perché una società che può spendere venti o trenta milioni di euro per ingaggi debba ricevere anche la mutualità. Ciò distorce il sistema, poiché alcuni giocatori prendono come parametro determinati stipendi, avanzando talvolta proposte esagerate”, ha concluso.

Redazione Sporticily
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