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Catania, si cambia strategia: Grella sempre al vertice, ma basta ai grandi nomi

Il nuovo corso del Catania è pronto a partire con idee molto chiare. La delusione per l’epilogo della stagione appena conclusa è ancora molto forte, ma la negatività deve al più presto lasciare spazio alla lucidità per la ricostruzione di un progetto sportivo che ancora non decolla. Per questo motivo il presidente Ross Pelligra ha deciso di ricostruire dalle fondamenta, come se fosse una nuova attività della sua azienda di costruzioni. Ecco allora che i nomi dell’ennesimo tentativo di rinascita dei rossazzurri hanno qualcosa di diverso dal solito.

La candidatura sempre più forte di Fortunato Varrà come nuovo direttore sportivo del Catania offre, in questo senso, una chiave di lettura. Chi guarda il calcio con un occhio un po’ più superficiale non ha una conoscenza troppo approfondita di questo profilo. Ed è proprio questo il mantra con cui il club di proprietà australiana procederà nell’estate 2026. Niente nomi di grido, bensì “normalizzatori” chiamati a far parlare solo il campo.

Catania, Varrà e De Giorgio i “normalizzatori”

Fin dal suo ritorno tra i professionisti nel 2023, infatti, il Catania ha puntato su profili di altissima levatura. Basti pensare che in panchina si sono alternati – tra gli altri – tecnici del calibro di Cristiano Lucarelli, Domenico Toscano e William Viali. Tuttavia, l’unico trofeo messo in bacheca, ovvero la Coppa Italia Serie C del 2024, porta la firma di Michele Zeoli. Un onesto lavoratore che senza lustrini e lavorando a testa bassa ha trascinato gli etnei alla gloria.

La stessa cosa si può dire per il ruolo direttore sportivo del Catania. La confusione più totale del primo anno, con Antonello Laneri defenestrato dopo aver ricevuto poca fiducia nell’estate del 2023, è la dimostrazione che se non sai fare calcio, in Serie C non vai lontano. E poi c’è la scelta di Daniele Faggiano. Al di là delle difficoltà sul piano clinico, il dirigente salentino è stato spesso sintonizzato su frequenze diverse da quelle del board. E anche il suo “delfino” Ivano Pastore, a un certo punto, ci ha capito poco.

Ecco allora che il Catania vuole ripartire da un nuovo allenatore e da un direttore sportivo che portino competenza e “normalità” all’ambiente. Non è un caso che si stia puntando su un tandem abbastanza collaudato. Del resto, Pietro De Giorgio ha potuto debuttare da tecnico del Potenza su intuizione di Fortunato Varrà. I due, a distanza di quasi tre anni, dovrebbero tornare a lavorare insieme. E lo faranno in una piazza bisognosa di risposte sul campo.

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Grella ancora in sella

In attesa di un quadro chiaro sui protagonisti della nuova rivoluzione del Catania, sappiamo già chi verrà risparmiato da questo “repulisti”. Vincenzo Grella, infatti, resterà ben saldo al suo posto. Il vice-presidente rimane l’uomo di fiducia di Ross Pelligra, per le questioni sportive ma anche per la gestione di altre faccende extra-campo. In una fase in cui entrerà nel vivo la riqualificazione di Torre del Grifo e servirà continuità sul piano manageriale, l’ex centrocampista resta centrale nel progetto societario etneo.

Vincenzo Grella, dunque, resta al suo posto con buona pace di chi ne aveva chiesto la testa dopo l’ennesimo fallimento sportivo. Ross Pelligra si fida di lui, anche per le scelte sul Catania che verrà.

Redazione Sporticily
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