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Catania, le pagelle della stagione 2024-25: Inglese rivelazione, Luperini grande flop

Grandi premesse a cui hanno fatto eco una marea di illusioni. La stagione 2024/25 del Catania, come confermato anche dalle pagelle conclusive, è stata tribolata e dall’andamento ondivago, tanto che non può certamente avere soddisfatto i tifosi rossazzurri, protagonisti anche quest’anno della media spettatori più alta del girone C di Serie C. La storia si è chiusa all’Adriatico-Cornacchia di Pescara nel modo più beffardo possibile, regalando una cartolina coerente con quella che è stata un’annata intrisa di difficoltà, criticità di campo e dirigenziali, intervallate da qualche sprazzo di gioco e leadership che sembrava potesse tramutarsi in un sogno di grande portata, spento prima di quanto si potesse pronosticare, in un’amara serata abruzzese.

Catania, dalla partenza a ranghi ridotti allo spettro di una nuova rivoluzione

È stato un campionato dai tanti volti, quello affrontato dal Catania di Mimmo Toscano nella stagione 2024-25. Nelle pagelle di fine campionato, vanno certamente analizzate le situazioni che hanno condizionato e non poco l’andamento di un gruppo nato probabilmente per combattere per la promozione diretta e uscito negli ottavi di finale dei playoff.

La partenza, figlia di gravi inadempienze formali da parte della proprietà che hanno portato a una penalizzazione a ottobre di un punto in classifica, non ha inficiato molto. Quello che ha gravato sulle spalle di Toscano è stato un mercato sbloccato solo nelle ultime 48 ore e che ha visto tra gli altri, l’arrivo in extremis di uomini come Inglese e Stoppa.

I risultati non sono stati sin da subito, quelli auspicati. Complice un’infermeria spesso affollata e una mancanza di alternative specialmente in attacco, l’impressione è che il Catania abbia giocato con un palese freno a mano che ne ha condizionato i risultati e, talvolta, il rapporto tra club e tifoseria.

Il mercato di riparazione, a tal proposito, ha creato una spaccatura, con l’uscita di due uomini chiave come Castellini e Carpani e l’assenza di innesti di valore equipollente ai titolari, i rossazzurri hanno fatto quel che potevano pur vantando una coesione importante, che ha consentito una rimonta al quinto posto ma non un’impresa nella post-season.

Catania, le pagelle del 2024-25 dei portieri

Top

Dini 7 – L’ultimo biennio non aveva portato grandi soddisfazioni in casa Catania per quanto concerne il ruolo dell’estremo difensore. Complice l’infortunio di un incolpevole Bethers (ad ogni modo acerbo per la Serie C) e gli orrori di Adamonis, il primo innesto di gennaio ha risposto alle manifeste mancanze del reparto tra i pali. Andrea Dini si è dimostrato infatti all’altezza del compito, garantendo sicurezza tra i pali e grande spirito nel tenere alta l’attenzione della difesa. Esperienza e grande coraggio, che in chiave playoff hanno portato anche a interventi eccezionali. Sicuramente un punto fermo dal quale ripartire.

Flop

Adamonis 4,5 – Su di lui in estate molti avevano individuato il profilo ottimale per avere garanzie, ma la stagione del lituano (primo innesto dell’estate) ha da subito fatto storcere il naso a tutti. Nove partite (appena otto da titolare) e undici reti incassate recita il suo score in rossazzurro, con papere e giornate da dimenticare come quella a Crotone che hanno portato il Catania e lo stesso ragazzo alla separazione. Paradossale il suo rendimento in confronto a quanto prodotto in Serie B, con la maglia del Sudtirol.

Catania, le pagelle 2024-25 della difesa

Top

Di Gennaro 7,5 – La colonna portante della retroguardia etnea. Uomo imprescindibile per carattere e piazzamento, ma soprattutto ultimo ad arrendersi. Decisivo anche nell’ultima gara playoff con uno stacco di testa perentorio, il bilancio del centrale è assolutamente positivo e le sue ultime parole a stagione conclusa, hanno tutta l’impressione di un “torneremo più forti di prima” che piace ai tifosi;

Ierardi 7 – L’inizio con mille occhi addosso per la nomina di burbero difensore poco incline alla condivisione dello spogliatoio, hanno erroneamente definito il personaggio prima che l’atleta. Ad ogni modo, se l’inizio non è stato sfavillante e qualche infortunio di troppo ha frenato la sua ascesa, è nel girone di ritorno che il suo carisma esce fuori, con prestazione da top della categoria e reti sensazionali che lo hanno proiettato a idolo della piazza;

Celli 6,5 – Una menzione speciale e intrisa di lode professionale, la merita l’ex Ternana, unico caso di reintegro tra i fuori rosa a stagione in corso. Grazie a un comportamento professionale e una duttilità fuori dalla norma, Celli ha saputo chiudere da titolare fisso la sua stagione, contribuendo anche bene alla rocciosa difesa dell’ultimo quarto di campionato.

Flop

Allegretto 5,5 – Arrivato a sorpresa prima del gong di gennaio, per sostituire Castellini, le performances del classe 2001 non hanno entusiasmato. Semmai, generato rabbia verso la società, rea di non aver considerato la poca esperienza del ragazzo dopo un’uscita così importante come quella dell’ex capitano.

Castellini 5,5 – Difficile giudicare gli ultimi 5 mesi di Alessio Castellini ai piedi dell’Etna. La fascia da capitano persa a stagione in corso e la condivisione del reparto con due esperti centrali, ne hanno minato consapevolezza e prestazioni. Non ci sono stati svarioni o grosse incertezze, ma la dirigenza ha presto lasciato intendere di sacrificarlo sull’altare del bilancio.

Gega 5 – Il difensore mancino classe 2000 arrivato dalla Sampdoria era un elemento a cui Toscano ha dato grande fiducia ma non gli è stata ricambiata. Apparso spesso e volentieri goffo e inesperto, il suo apporto è stato nullo e ha spesso creato spiacevoli situazioni tattiche da modificare in corsa.

Catania, le pagelle 2024-25 del centrocampo

Top

Quaini 6,5 – Di nuovo scommessa dell’organico, proposto prima da centrale e poi da mediano dotato di grande tackle e sangue freddo, Toscano ne ha esaltato le caratteristiche dandogli tanta fiducia e minutaggio. Il ragazzo si è perfettamente integrato e, seppur qualche volta peccato di focosità, si è conquistato definitivamente il favore del pubblico.

Di Tacchio 6,5 – Sulle spalle c’erano premesse grandi e robuste quasi quanto il suo fisico. Il serio infortunio che lo ha messo KO per tre lunghi mesi non ha comunque spento la sua ferocia agonistica, tornata prepotentemente nel girone di ritorno, dove con la fascia da capitano ha acquisito carisma e geometrie.

Raimo 6,5 – Chiude il trittico dei “più che discreti” il soldato rossazzurro, ingiustamente sottostimato a inizio anno ma col senno di poi, fondamentale rinforzo quando c’era da chiedere sacrificio e cuore. Raimo ha incarnato nell’ultimo mese specialmente, un Catania combattente e pronto a tutto. Stagione chiusa in crescendo con porta aperta alla sua permanenza che sarebbe a molti soluzione gradita.

Flop

Sturaro 5 – Meriterebbe un 10 a mani basse per le qualità da uomo-spogliatoio, riconosciute da tutti come innate e fondamentali. In campo, però, Sturaro ha ancora una volta inciso poco, per via dei tanti (oggettivamente troppi) infortuni. Un peccato considerato le prime presenze stagionali che avevano convinto per temperamento e condizione. Gli stop sia di natura traumatica, sia muscolari, hanno spento la sua stella e sebbene recuperato nella parte finale di campionato, il suo minutaggio è stato ridotto.

Verna 4,5 – Grandi aspettative frutto di due stagioni da protagonista della Lega Pro nulla hanno potuto nelle 17 insufficienti presenze del centrale di centrocampo in maglia rossazzurra nella prima metà di stagione. Il ruolo da play non ha mai esaltato nessuna delle sue qualità, apparse puntualmente nascoste anche a Trapani, dove gli infortuni hanno centellinato il suo rendimento.

Luperini 4 – Poco da dire, se non che dall’investimento più oneroso del mercato estivo ci si aspettava di più. Disastroso in alcune circostanze, fantasma totale per tutte e 15 i suoi gettoni di presenza. Un incredibile e inspiegabile flop.

Catania, le pagelle 2024-25 della trequarti e dell’attacco

Top

Inglese 8,5 – Superbo. Probabilmente l’attributo che più gli calza a pennello. Professionale sempre e umile sia in campo, sia davanti al microfono, è stata la stagione che lo ha riportato con merito tra gli attaccanti “vecchia scuola” più apprezzati, e lo ha allontanato dai fantasmi degli ultimi seri infortuni fisici. Con 16 reti tra campionato e playoff, “Bobby” ha scacciato ogni dubbio e dato prova di essere ancora, un fantastico attaccante d’area di rigore. Il migliore della stagione rossazzurra.

Lunetta 7+ – Arrivato in sordina da Lecco con la chiara indicazione di giocarsi la fascia sinistra con Anastasio, pian piano il suo ruolo è andato trasformandosi, fino a diventare il perfetto jolly di Toscano. Ammirato da esterno basso, ala sinistra, trequartista e addirittura falso centravanti, il suo rendimento è stato lodevole e costante. Solo qualche infortunio hanno rallentato la sua ascesa, ma anche avvalorato lo spessore delle sue giocate.

Jimènez 7 – Talento puro per tocco di palla e dotato di una tecnica sopraffina, se il campionato si fosse arrestato alla giornata numero 35 avremmo probabilmente dato un 8 pieno. Purtroppo, il Catania non ha visto il vero numero 10 nella restante e ultima sezione di stagione, con un linguaggio del corpo svogliato che hanno rappresentato un freno a mano visibile a tutti. Un vero peccato, considerato il grande talento che ha mostrato per quasi l’intero arco del campionato.

Flop

Montalto 5 – L’ultima rete che ha tenuto appese a un filo le residue speranze dei rossazzurri a Pescara non deve e può ingannare. La stagione dell’ariete originario di Erice è stata insufficiente. Troppe chances mal sfruttate e gol divorati a tu per tu con il portiere, a tratti Montalto è sembrato entrare in un tunnel negativo senza via d’uscita. Il suo futuro è un rebus, in quanto il Catania non pare intenzionato a confermarlo e lui, al contrario, non accetta il dilettantismo convinto di poter fare ancora bene tra i professionisti.

De Paoli 5,5 – Avvio da ricordare, con un gol-lampo che lasciava pensare un ruolo di prim’ordine in rosa. In realtà, la sua presenza ha inciso meno di quanto dovuto, in modo particolare da attaccante quando vi era la necessità di sostituire Inglese. Pronosticare la sua permanenza è difficile;

D’Andrea 4,5 – Indovinate chi è stato il secondo acquisto più oneroso del Catania dopo Luperini? Avete indovinato. La prima metà di stagione di Filippo D’Andrea, che a Cerignola si era fatto vedere quale uno “spacca partite” e dove poi è tornato a poche ore dalla fine del mercato di riparazione, è da film thriller. Mai al centro del gioco, mai incisivo come probabilmente anche lui sperava. E Toscano di occasioni gliene aveva anche date a iosa;

Catania, la pagella 2024-25 dell’allenatore

Toscano 6,5 – Ha iniziato con entusiasmo sebbene fino alla Coppa Italia quello a sua disposizione fosse uno pseuedo organico di fuori rosa e fuori progetto. Ha ricompattato con maestri ambiente, spogliatoio e squadra, imponendosi con forza, anche sottostando (forse troppo) alle discutibili scelte della dirigenza. Il suo polso, specialmente sul finale, si è visto. Ha recuperato alcuni giocatori ed è sempre stato trasparente. Se il Catania dalla decima piazza ha rimontato nonostante le criticità alla quinta e se ha sognato, lo deve a lui, in primis.

Giovanni D'Antoni
Giovanni D'Antoni
Giornalista pubblicista dal 2019, ha collaborato con Sporticily nella stagione 2024-25 come corrispondente da Catania

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