Pressing asfissiante, una forma atletica speculare a quella (non) ammirata la passata stagione e la sensazione, diffusa, di essere un calciatore finalmente utile al progetto. Non è utopia, ma un concreto e oggettivo dato di fatto: il Catania di Mimmo Toscano riscopre Stefano Sturaro e la proprietà rossazzurra vede raccogliere i primi significativi frutti di un investimento che aveva scosso l’intera terza serie e la piazza.
Catania, Sturaro l’uomo in più
Un inversione di rotta, inequivocabile dati alla mano. Includendo il preliminare di Coppa Italia contro la Carrarese, gara salita ai doveri di cronaca più per il caos tesseramenti che per il risultato sportivo, il rendimento di Sturaro è parso immediatamente (e decisamente) speculare all’insufficiente e poco giudicabile apporto della stagione 2024-25, dove le appena dieci presenze e un assist hanno dato un’immagine distorta del suo potenziale e del suo investimento.
Motivazioni? Pochi dubbi su quest’aspetto, ma è lo spirito di rivalsa a far da padrone al cambiamento del 31enne ex centrocampista della nazionale. Perno di un centrocampo che gira ad alta intensità secondo il diktat del suo “comandante“.
Un rendimento che varia dal recupero della sfera alla rapida verticalizzazione: Sturaro c’è e si sente, spronando i compagni e trasferendo personalità ed esperienza ai compagni, quasi a certificare quel click palese nella mentalità e trasferito alla grande al suo corpo, appurato dello stato di forma fisico-atletico sin dal ritiro di Assisi.
Sturaro post Picerno: “Mi sento un leader”
“La mia evoluzione? Il bene dei giocatori lo fanno i compagni e l’allenatore. Non voglio fare paragoni con le passate stagioni, ma il calcio è fatto così, l’unica cosa che posso dire è che ho sempre dato il massimo in primis per i miei compagni” sono state le dichiarazioni rilasciate dal centrocampista, rivelate al termine del pari a reti bianche tra Catania e Picerno e spuntate fuori ad hoc per confermare quanto supposto e poi visto sul rettangolo di gioco.
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Se a questo si aggiunge un face to face con il mister, si giunge facilmente all’elemento che ha dato certezze e benefici a tutti. “Quello che ha detto mister Toscano è vero. In ritiro dopo 3/4 giorni mi ha chiamato ed abbiamo fatto una chiacchierata importante. Mi ha raccontato un episodio che gli è successo con un altro giocatore in passato dove era stato chiaro, come lo è stato con me. Mi ha chiesto cosa volessi fare ed io ho risposto in modo sincero, dicendo che ho scelto questo progetto perché ancor prima di venire, nei miei sogni, immaginavo determinate cose, a cui credevo prima e credo tutt’ora“.
Poche scuse e tanta sostanza che incitano e accendono la piazza, che dopo avergli tributato una standing-ovation, ora intravede la possibilità di osservare uno Sturaro trascinatore. Forte, determinato, leader. E con un Di Tacchio KO e un DE Rose ancora acciaccato, le possibilità che possa prendere le redini del reparto, si fanno sempre più alte.

