Andrea Dini è pronto a sfidare il Cosenza: il portiere del Catania, fresco di rinnovo, ha rilasciato una lunga intervista durante Corner, su Telecolor. L’estremo difensore analizza il momento degli etnei e punta forte sullo spirito della sua squadra. Ma preferisce restare con i piedi per terra nonostante l’ottima partenza in campionato. Gli ostacoli e le trappole in Serie C sono dietro l’angolo.
Catania, Dini: “Rapporto eccezionale con la città, sognavo di giocare qui”
Dini torna indietro con la mente, pensando a quando arrivò a Catania da avversario. E il Massimino non lo lasciò indifferente: “Ricordo che nel 2019 venni a giocare una gara di playoff qui e presi gol da centrocampo. C’era lo stadio strapieno, non c’era un posto libero, ricordo questa scena di ventimila flash che mi puntavano addosso. Pensai che un giorno mi sarebbe piaciuto provare qualcosa di simile ogni settimana e alla fine così è stato. Ho passato parte delle vacanze estive qui. Fa capire che rapporto ho con la città etnea”.
Il pubblico di Catania resta quindi un valore aggiunto, che può essere determinante nella corsa promozione: “Il nostro stadio parla da sé, ogni volta che si entra in campo provi dei brividi che tanti impianti di Serie C, B ed anche di A non ti danno. Questa è la cosa più bella che un uomo prima che un calciatore possa provare. Poi devi essere bravo a spegnere tutto. Io non sento nulla in partita, magari poi riguardo le immagini e dico ‘ma c’era tutta quella gente?!’. Il pubblico di Catania ti dà una grande spinta, si percepisce il senso di appartenenza della città ai colori rossazzurri”.
Dini: “Conosco Pastore da anni, uomo di parola. Rinnovo…”
Dini ha ottenuto un rinnovo del contratto col Catania sino al 2027. Un risultato personale che il portiere somma all’ottimo avvio stagionale: “Voglio ringraziare la società per la fiducia concessa, c’è la volontà di costruire qualcosa d’importante. Siamo alle prime giornate ma penso che abbiamo già dato una traccia rispetto a quelli che vorremo essere in Serie C. Servirà equilibrio, soprattutto nei momenti di difficoltà. Essere uniti per uscirne tutti assieme: da qui può passare la vittoria del campionato. Toscano lo ripete sempre: dobbiamo provare a migliorare giorno dopo giorno. E da quando sono qua ho visto tutti i giocatori, vecchi e nuovi, applicati al 1000 per cento. Remiamo assieme per un obiettivo comune”.
Tra gli artefici di questo momento positivo c’è una persona che Dini ha imparato ad ammirare nel tempo: “Conosco il d.s. Pastore da dieci anni, vincemmo un campionato (a Rimini, ndr.) e mi è rimasta la stima nei confronti sia dell’uomo che del professionista. Sul mio rinnovo avevamo eravamo in parola da alcuni mesi, ma è stata rispettata e questo è ciò che conta. Credo che Pastore abbia fatto un bel lavoro, non è facile in una realtà come questa”.
Dini: “Aspetto mentale fondamentale, penso come gli attaccanti”
L’aspetto fondamentale per il portiere è capire chi gli sta davanti e Dini lo ha capito molto presto: “Ho iniziato come attaccante, cosa che mi ha permesso di comprendere cosa possono pensare nei momenti decisivi. Tante volte mi immedesimo in loro. Ho sempre pensato a migliorarmi, provando a tirare fuori il massimo da me stesso e senza lasciarmi condizionare dall’altezza. Poi nel ruolo di portiere conta molto secondo me l’aspetto mentale, delle volte più di quello fisico e tecnico. In settimana si lavora molto sulla parte tecnica, ma in partita, la differenza la fa l’istinto”.
A Trapani, l’estremo difensore ha assaporato la cadetteria, ma non ebbe molto spazio: “L’esperienza in Serie B mi ha fatto capire tante cose. Dopo alcune partite purtroppo non ho più giocato, ma avevo accanto un portiere di tutto rispetto come Carnesecchi. Sono stracontento di tutte le scelte fatte finora in carriera. C’era stata anche la possibilità di trasferirmi al Catania appena promosso dalla Serie D ma non si è trovato l’accordo”.
Dini gioca Cosenza-Catania: “Il passato non conta, avanti partita per partita
Tra i fondamentali che un portiere deve preparare ci sono i rigori. Una lunga battaglia psicologica con il tiratore: “Con Caturano non abbiamo parlato del rigore parato ma fa parte del passato. Possibilmente ci sarà modo di scherzare sulla vicenda. Se sono un portiere bravo lo vedremo a fine anno, visto che quelli bravi ti fanno vincere i campionati. Cicerelli? Ha avuto grande personalità a presentarsi sul dischetto dopo il rigore fallito a Cava. Li, il portiere della Cavese si è tuffato col tempo giusto, ha fatto una bella parata. Probabilmente lo aveva anche studiato ma l’errore fa parte del gioco. Un portiere studia tanto l’attaccante sui rigori, lo faccio anche io, so già in teoria dove il tiratore potrebbe calciare il pallone. Tutti i dettagli, anche i più piccoli sono importanti in partita”.
A chiudere la lunga intervista anche un focus sul prossimo avversario: “Domenica si affronta il Cosenza, ma il recente passato non conta. Anche su questo Toscano ci martella. Bisogna pensare solo alla prossima partita, né a quella prima, né a quella dopo. La situazione societaria dei calabresi può intaccare il loro morale, ma quando vai in campo soprattutto in questi casi fai ancora più gruppo. A Trapani non avevamo una società ma in campo riuscimmo a dare di più, lasciando fuori tutto quello che c’era intorno”.

