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Avellino Catania, pagelle: si salvano Marsura e Costantino, disastro difesa

Nella trentesima giornata di Serie C il Catania crolla sotto i colpi dell’Avellino: 5-2 il risultato finale. Al “Partenio-Lombardi” i rossazzurri tengono il campo per mezz’ora, prima di cedere il passo ad una squadra ben più organizzata, cattiva e determinata. Nella ripresa escono fuori il carattere e l’orgoglio degli etnei, capaci di riaprire la gara, prima di crollare nuovamente nel finale. La squadra di Lucarelli rimane ancorata al 15º posto, a quota 35 punti, vedendo allontanarsi sempre di più la zona playoff. Avellino che invece sale al terzo posto a quota 53. Di seguito le pagelle di Avellino-Catania.

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Pagelle Avellino-Catania: migliori e peggiori dei rossazzurri

Pochi, anzi pochissime, le sufficienze nelle pagelle del Catania per la partita contro l’Avellino. Merita di essere premiata la voglia di lottare su ogni pallone messa in mostra da Costantino, lasciato per tutto il primo tempo a battagliare da solo contro tutta la retroguardia avversaria. Anche Marsura disputa una buona gara, riaprendo una sfida che sembrava già chiusa, prima siglando il suo primo gol stagionale e poi sfornando l’assist per il tap-in di Castellini. Tra i peggiori senza dubbio la coppia centrale formata da Kontek e Curado, oltre a Celli, tra i principali responsabili della clamorosa debacle di fine primo tempo.

La difesa

Furlan 5,5 – Prima da titolare per il portiere friulano, che non viene supportato adeguatamente dai propri difensori. Può poco o nulla sui primi due gol avellinesi, mentre in occasione del terzo centro compie un vero e proprio miracolo su De Cristofaro, indirizzando la sfera sul palo, prima di incassare la ribattuta dello stesso giocatore biancoverde. Salva il risultato sul colpo di testa di Liotti, prima di capitolare nel finale sullo stesso calciatore irpino.

Castellini 5,5   Parte inizialmente da terzino destro, per poi concludere da esterno sinistro.  Mostra la consueta duttilità tattica ed un’ottima confidenza con la porta avversaria, siglando il suo quarto gol nelle ultime cinque partite.

Kontek 4,5 –  Riconfermato al centro della difesa dopo la prova ambivalente di domenica scorsa, il centrale croato non riesce a leggere con efficacia i movimenti degli avanti avversari, facendosi cogliere impreparato dalla velocità degli attaccanti biancoverdi.

Curado 4 – Come per il compagno di reparto, anche il centrale argentino disputa una gara totalmente da dimenticare. Come tutto il reparto arretrato viene colto in castagna dalle ripartenze biancoverdi, perdendosi peraltro anche la marcatura su Gori, in occasione del raddoppio avellinese, e su Russo nel 4-2 definitivo.

Celli 4 – Prova rivedibile anche per l’ex Ternana. Applicatosi con grande diligenza in fase di ripiegamento, crolla totalmente verso la mezz’ora, con i gol avversari che arrivano tutti dalla corsia di sua competenza. Ha responsabilità evidenti anche sul gol siglato da De Cristofaro, tenendo in gioco il centrocampista avellinese sul lancio di Sgarbi. Un po’ meglio nella ripresa, ma quando l’Avellino attacca lui entra subito in difficoltà.

Il centrocampo

Zammarini 5,5 – Il centrocampista lombardo offre la solita corsa e sostanza, ma quando la squadra non gira lo stesso ex Pordenone si perde in mezzo al campo. Ad inizio secondo tempo offre segnali di ripresa, sfornando l’assist per Marsura.

Sturaro 5 – l’ex Genoa si rende protagonista di una prova tutt’altro che memorabile. Poca leadership in mezzo al campo e ancor meno tecnica, gli aspetti maggiormente negativi evidenziati dal numero 8. (Dal 70’ Welbeck 5 – solita legna e grinta fornita dal nativo di Accra, che però non riesce ad impattare bene la sfida. Esce per infortunio. Dal 85’ Chiarella S.V. – non ha il tempo d’incidere su una gara comunque irrimediabilmente compromessa).

Ndoj 5,5 – Prima chiamata da titolare anche per il mediano albanese, che, insieme a Zammarini e Sturaro, forma un centrocampo molto tecnico e muscolare. Prova a mettere ordine con la sua qualità, non riuscendo però ad imbastire un’efficace fase di costruzione. Da migliorare anche la condizione fisica. (Dal 45′ Bouah S.V. – Entra ad inizio ripresa ma esce immediatamente a causa di un infortunio muscolare. Dal 55’ Cicerelli 5 – Sostituisce proprio l’ex Roma senza però riuscire a incidere in maniera significativa).

L’attacco

Peralta 5,5 – L’ex Foggia prende il posto di Chiricò sull’out di destra, suo ruolo naturale. Il numero 19 si mette al totale servizio della squadra, agendo più da esterno di centrocampo che da ala pura. Tenace e generoso, tenta di dire la sua in fase di costruzione, ma lo si nota più in ripiegamento. Meglio nella ripresa ma non basta a raggiungere la sufficienza. (Dal 70’ Cianci 5,5 – prova a dare più peso e fisicità all’attacco etneo, non sempre però riuscendo nell’intento).

Marsura 6,5 –  Parte un po’ in sordina, prima di dimostrarsi abbastanza in palla. Alla tecnica abbina anche la giusta gamba, sebbene non compia sempre la scelta giusta. Nella ripresa riapre da solo una sfida potenzialmente già chiusa, siglando un gol, il primo stagionale, e un assist.

Costantino 6 – Tornato titolare dopo le panchine delle ultime gare, l’ex Monterosi mette tanto impegno e voglia di fare, perdendosi però spesso tra le maglie avversarie. Corre e lotta contro la retroguardia campana, mettendo in campo tutta la propria grinta ed esperienza. Nel primo tempo è l’unico a sporcare realmente i guantoni di Ghidotti.

Pagelle Avellino-Catania, il voto a Lucarelli

Lucarelli 5 – Applica un massiccio quanto necessario turnover e, fino alla prima mezz’ora, la squadra non sembra risentirne. Poi il clamoroso crollo dei suoi, che subiscono inermi le letali ripartenze avversarie. Più che sul piano fisico, la squadra etnea non sembra esserci dal punto di vista mentale, con l’Avellino apparso più cattivo, determinato e spietato. Nella ripresa riesce a toccare le corde giuste, stimolando la reazione del Catania, non sufficiente però per tornare con un risultato positivo. Urge un repentino cambio di rotta, perché l’aver raggiunto la finale di Coppa Italia di Serie C non basta se non si migliora anche in campionato.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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