Il mondo degli arbitri ha subito una mini-rivoluzione, che ha coinvolto anche il direttore di gara Rosario Abisso, della sezione di Palermo. L’AIA (Associazione Italiana Arbitri) ha deciso per la dismissione di cinque fischietti dalla CAN (ovvero dalla Commissione Arbitri Nazionale). Al loro posto sono stati promossi altrettanti colleghi, tra cui un altro arbitro nostrano come Dario Madonia.
Arbitri, niente deroghe: dismesso Abisso e Madonia promosso, le decisione dell’Aia
Negli ultimi giorni si era parlato della possibilità da parte dell’Aia di sospendere gli atti di dismissione dalla CAN, per problemi interpretativi della norma legata ai raggiunti limiti di permanenza nel ruolo. Proprio il motivo per cui Rosario Abisso, insieme a Ivano Pezzuto e Marco Piccinini, è stato dismesso. Per motivate valutazioni tecniche, invece, lasciano Federico Dionisi e Luca Massimi.
Abisso, classe 1985, ha chiuso la sua carriera di arbitro ad alti livelli avendo diretto 124 gare in Serie A, 88 in Serie B e 12 in Coppa Italia. Al posto suo e dei suoi colleghi, ci sono cinque promozioni: Marco Di Loreto della sezione di Terni, Mattia Drigo di Portogruaro, Edoardo Mazzoni di Prato, Alberto Poli di Verona e anche un altro arbitro della sezione di Palermo, ovvero Dario Madonia. Il direttore di gara ha già arbitrato circa 80 partite nel calcio professionistico, grazie l’appartenenza alla CAN C. Madonia, insieme a Giuseppe Mucera, saranno i rappresentati della sezione del capoluogo siciliano. E potranno anche incrociare sulla loro strada il Palermo, come capitato allo stesso Mucera nel corso di Mantova-Palermo dello scorso 11 gennaio.
Ma saranno anche gli unici rappresentanti della classe arbitrale siciliana nel massimo organo dei direttori di gara. Una stranezza per una regione che vive di sport e che ha prodotto arbitri per decenni, a cominciare dall’arbitro più famoso del Novecento: Concetto Lo Bello di Siracusa. Chissà se i due direttori di gara sapranno tener alto il vessillo della loro terra e spingere nuovi talenti ad intraprendere questa carriera.

