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Akragas, Morimoto salta. Strano: “Una farsa, ecco cosa è mancato”

Takayuki Morimoto non indosserà la maglia dell’Akragas in questa stagione. Arriva la parola ‘fine’ su una telenovela che è durata per tutta la seconda parte del 2023, ma si è conclusa nel peggiore dei modi all’inizio di questo nuovo anno. L’attaccante giapponese era considerato il colpo da mille e una notte per la formazione biancazzurra, neopromossa nel campionato di Serie D Girone I. Un grande lavoro di fino e di diplomazia, condotto in prima persona dal direttore generale del Gigante Graziano Strano. Tante attese, tante parole, tanti intoppi e pochi spiragli. Fino alla conclusione negativa, arrivata nel corso della serata.

Lo stesso Graziano Strano, intervistato dai canali ufficiali dell’Akragas, ha spiegato l’ultima evoluzione dell’affaire Morimoto. “Ci tengo – esordisce – a dire che il caso Morimoto è stata una farsa. Noi siamo sempre stati pronti, sia io che Giuseppe Deni, a portare dentro il giocatore. Abbiamo fatto di tutto, abbiamo pagato biglietti, avvocati, di tutto e di più. Abbiamo rimandato Morimoto in Giappone convinti che la soluzione adatta”.

Akragas, caso Morimoto: parla Strano

Strano ha sottolineato il suo grande impegno profuso per portare l’ex giocatore del Catania all’Akragas. Un impegno che non gli fa perdere la lucidità al momento di beccarsi le eventuali colpe per il mancato buon esito dela vicenda: “Mi assumo le mie responsabilità da direttore generale di questa squadra, Quando si sbaglia, sono io a farlo. Quando si indovina, lo facciamo tutti insieme. Quindi intendo assumermi le mie responsabilità nel non essere riuscito, anche se ci ho provato in tutti i modi, a portare Morimoto all’Akragas”.

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In conclusione Strano fa capire che nulla è stato lasciato al caso. Un solo documento ha di fatto bloccato tutto: “Noi abbiamo fatto di tutto. Abbiamo fatto un contratto di lavoro, l’iscrizione, la residenza. Lo abbiamo rispedito in Giappone, però al ritorno il ragazzo ha detto che era impossibile avere un documento, che era importante per la legge italiana. Abbiamo deposto le armi, Morimoto è un ragazzo perbene, un professionista, ha visto che abbiamo fatto di tutto per farlo venire. Lo avevamo “restaurato”, era tornato il vecchio Morimoto in due mesi con noi. Chiedo scusa a tutti, abbiamo fatto di tutto”.

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