Parla Giovanni Di Mauro: il presidente dell’Acireale prova a spegnere le polemiche nate dopo gli addii del direttore sportivo Ettore Meli e del socio del massimo dirigente Ettore Strano. Di Mauro interviene con un comunicato, dettato da uno stato di salute non brillante, a seguito di un intervento chirurgico. Ma il presidente preferisce intervenire, con chiarezza, sulle vicende delle ultime settimane. Anche non alimentare la paura di un terremoto che metterebbe a rischio la stabilità dei granata.
Acireale, Di Mauro: “Comunicato di Meli di cattivo gusto, ecco cosa è successo”
Il presidente dell’Acireale, Giovanni Di Mauro, prova a spiegare la sua versione dei fatti: “Sono due, di fatto, le cose successe: le dimissioni del ds Ettore Meli e l’allontanamento di Enrico Strano, il quale ha reso nota la volontà di mettere a disposizione le sue quote. Non c’è stato altro, nessun terremoto quant’altro. Mister Michele Facciolo non era stato ufficializzato, perciò non si è dimesso, né è stato cacciato. Sono personalmente dispiaciuto che tutte queste voci si siano diffuse mentre ero impossibilitato a dare risposte”.
“Ho accettato serenamente le dimissioni del ds” – prosegue Di Mauro – “sebbene abbia trovato di cattivo gusto il suo comunicato alla stampa. Di fatto, nel testo usa i nomi di chi ringrazia per mettere in evidenza che non ringrazia me. Per di più lascia intendere che qualcuno lo abbia fuorviato su Giuseppe Savanarola. Ma, per quanto mi riguarda, posso dire che sin dal nostro primo incontro fu Meli a mettere in chiaro la sua posizione sul giocatore, dicendo che non voleva facesse parte del progetto, senza mai averne parlato prima. Non so, quindi, chi gli mise in testa queste idee, non certo io”.
Di Mauro: “Mai fatte pressioni sullo spogliatoio, differenza di vedute con Strano”
Il presidente mette la propria verità in chiaro, negando ogni addebito riguardo a presunte pressioni sullo spogliatoio degli acesi: “Ho delle testimonianze a mio favore di chi ha vissuto lì dentro. Prendemmo una sola decisione, lo scorso anno, sullo spogliatoio: quella legata a Fabio De Sanzo. Ma colgo l’occasione per chiarire che non fu generata da una mia pressione. Con Salvatore Marra, invece, il contratto era finito ed abbiamo chiuso in ottimi rapporti. Voleva avvicinarsi alla famiglia. Ottimo rapporto, per quanto mi riguarda, anche con Agatino Chiavaro“.
Di Mauro cerca di spiegare anche l’addio di Enrico Strano: “C’era una divergenza di vedute ma non sulla questione dell’atto d’amore: so che Strano onorerà gli impegni che lo riguardano, perché è innanzitutto una persona estremamente corretta. Ama l’Acireale e gli sarà vicino, ma la certezza che ho è che un atto d’amore è fatto di vicinanza tangibile. Se io rimango è perché questo atto d’amore voglio che abbia la concretezza della presenza”.
Infine, un’apertura a chi tiene ai colori granata: “Non ci sono porte chiuse: il progetto continua, e lo fa con le porte aperte. Abbiamo avviato un percorso con persone giuste e capaci, e vogliamo. Acireale Calcio significa squadra, presidenza e dirigenza, staff, ma significa anche, anzi soprattutto, tifosi. A loro dico che si sta facendo tutto sotto la luce del sole. Gestire la società comporta sicuramente di tanti oneri e di pochissimi onori. Non ci può essere alcun tornaconto, come non c’era due anni fa, quando con Strano abbiamo salvato la categoria, e neanche lo scorso anno. Economicamente era una scommessa che comportava delle perdite, ma non è cambiato nulla. Chi vuole condividere questo amore può farlo. Non ci sono porte chiuse”.

