È un momento delicato per il Palermo, partito con grandi ambizioni di vertice e per l’ennesima stagione rigettato nella mischia della zona playoff. Nonostante la distanza con la Serie A diretta non sia incolmabile (il Modena è avanti di 6 punti), serve un cambio di passo netto e deciso per poter aprire un ciclo vincente e risalire la china. Una rottura col passato in tal senso sembra inevitabile.
È così che Filippo Inzaghi, ormai sulla panchina rosanero da diversi mesi, sta trovando dei nuovi punti fermi per invertire il trend e trascinare la squadra in alto. La necessità di cambiamento è diventata concreta in un’immagine: quella della fascia di capitano indossata da Mattia Bani in Virtus Entella-Palermo. Non solo un’esigenza di campo, ma un vero e proprio messaggio. Perché l’ex Genoa ha scalato rapidamente le gerarchie in termini di leadership all’interno della squadra, mettendo di lato le “vecchie glorie”.
Palermo, con Bani al top difesa praticamente ermetica: il dato
Dal suo arrivo ad oggi, Mattia Bani ha dimostrato quanto può pesare la sua presenza (o la sua assenza) in questo Palermo. Sin dalle prime amichevoli, il giocatore si è subito messo al servizio dei ragazzi più giovani, prendendosi allo stesso tempo le chiavi del reparto arretrato. Con lui in campo i rosanero sono stati più corti e compatti, permettendosi una linea difensiva alta senza troppi patemi. Inoltre anche grazie ad alcuni suoi lanci lunghi i siciliani trovavano vie alternative per l’attacco.
Ma in realtà il ruolo più importante di Bani è stato quello all’interno dello spogliatoio, come equilibratore umorale della squadra. Quello che riporta la calma nei momenti di affanno, che si fa sentire quando è necessario. Un capitano, in tutti i sensi. Anche senza la fascia. Ed è mancato proprio questo nelle partite in cui è rimasto ai box per infortunio. Quando è tornato quel Palermo fragile e sulle gambe, incapace quasi sempre di rispondere ai colpi subiti.
Forse un numero che meglio sintetizza questa sua leadership è quello dei gol subiti dai rosanero con Bani in campo per 90 minuti: appena 3 sui 10 totali. Non che un solo uomo possa fermare una squadra intera, ma è chiaro che la sua presenza al top della forma pare davvero fondamentale per gli equilibri del Palermo. Non solo fisici, ma mentali.
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La fascia all’ex Genoa, ora si deve spingere fino a gennaio
Se da un lato Pippo Inzaghi ha sempre manifestato l’idea secondo cui nel Palermo ci sono tanti capitani, dall’altro nella storia recente dei rosanero di veri leader ce ne sono stati pochi. Quello di cui il tecnico nei fatti ha bisogno è un trascinatore, che possa esprimere in mezzo al campo la sua stessa grinta. In tal senso, giocatori come Mattia Bani hanno dimostrato nella loro carriera di potere assumere questo ruolo, in piazze importanti come Genoa. Il mister lo sa bene e la scelta di affidargli la fascia non è stata casuale.
È evidente però che la decisione rappresenti anche un messaggio a chiare lettere. Non soltanto al pubblico, ma anche alla squadra stessa. Nessuno ha un posto assicurato nelle gerarchie. Filippo Inzaghi non vuole più aspettare risposte che non arrivano, perché da qui a gennaio c’è la possibilità di rientrare in corsa per la Serie A e il calciomercato può rappresentare un assist per rialzarsi.
E non appare certo un caso che la sfida con i liguri abbia fatto vedere delle novità importanti nella formazione. La fascia di capitano a Bani, che Inzaghi stima senza riserve, si somma ad esempio all’inserimento nell’undici titolare di Aljosa Vasic. Un giovane che il mister ha esaltato quantomeno per il grande impegno in allenamento. In sostanza, durante la sosta si è lavorato tanto – sul campo e nella mente – e i risultati si sono visti.
Cosa succederà nel calciomercato di gennaio di Palermo
Questa svolta dovrà avvenire sul campo, sfruttando al massimo le forze che hanno a disposizione. Ma la grande attesa si sposta anche sul tipo di calciomercato che il Palermo farà a gennaio. È chiaro che la squadra ha palesato alcune lacune: la rosa corta voluta a inizio anno sia da Filippo Inzaghi che dal d.s. Carlo Osti ha certamente dei vantaggi in termini di gestione del gruppo, almeno sin quando non arrivano gli infortuni a privarti di calciatori chiave come successo con Bani.
Servono colpi mirati e di alto livello per issare ancora l’asticella. Non solo in difesa, ma anche negli altri reparti, dove qualcosa a livello qualitativo si può fare. Ma soprattutto a livello di agonismo, di cattiveria da mettere in campo per azzannare (sportivamente) gli avversari. Quella scossa elettrica che ha fatto la fortuna dell’Inzaghi calciatore prima e allenatore poi. E questo potrebbe anche significare sacrificare qualche giocatore importante ma magari non più in scia con le esigenze della squadra.
Insomma, non una rivoluzione in tutto e per tutto ma la possibilità di aprire un nuovo ciclo con forze fresche e più adatte al traguardo a cui si mira.

