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Trapani Shark, Antonini: “Ford, Allen e un altro acquisto. Sulla cittadella dello sport…”

Nella lunga e variegata conferenza stampa di Valerio Antonini, c’è spazio anche per la Trapani Shark. La stagione 2025-26 rappresenta un capitolo importante, per confermare i grandi successi dello scorso anno. Ma tutto passa da vari progetti, non solo sportivi, che accresca il valore della società. E la questione cittadella dello sport non può passare in secondo piano.

Trapani Shark, Antonini: “Addio a Robinson, Repesa ha scelto i giocatori”

Queste le parole di Antonini sulla costruzione del Trapani Shark che verrà: “Alcuni giocatori sono andati via. Mi è stato chiesto il perché di questi allontanamenti, ma invito tutti ad essere più concreti e oggi questo romanticismo non esiste. Si cerca sempre ad arrivare un risultato, stimolato da trofei e impegni economici. Abbiamo deciso di acquistare a tempo record Jordan Ford e Timmy Allen, e tra poche ore annunceremo un terzo arrivo. C’è una grande concorrenza di Bologna e Milano. Le penalizzazioni saranno valutate nei prossimi giorni e i documenti che abbiamo potrebbero portare una riduzione. Ma siamo in Italia e la giustizia sportiva ha un altro regolamento e non so quante speranza ci sono. Noi faremo squadre importanti al netto delle penalizzazioni”.

Antonini ha operato a 360 gradi per cercare di dare una svolta alla gestione del Trapani Shark. Anche da punto di vista degli accordi. “Dopo l’ultima esperienza, ho deciso di preparare un format contrattuale con direttore sportivo e coach ed ho trattato personalmente queste condizioni. Repesa mi ha dato dei nomi, in funzione dei parametri. Jordan Ford è stata una mia idea, c’erano offerte da tutta Europa ma abbiamo fatto in modo di portarlo qui ad un prezzo vantaggioso. Justin Robinson va a Parigi”.

Antonini: “Pala Shark? Il Comune si è reso conto degli errori, aspettiamo convenzione”

Il presidente ammette che alcune cose in questi anni non sono andate come previsto. Ma ritiene ci siano delle attenuanti: “Ho fatto errori di valutazione sugli uomini, molto gravi, ma sono stato costretto dalle circostanze. Ho dovuto premere sull’acceleratore e mi sono affidato a persone che pensavo fossero credibili. Ma non lo erano, anzi, erano il male assoluto. Alcuni me li ha suggeriti il sindaco Tranchida. Oggi questo gruppo genera 20 milioni di fatturato, sappiamo a chi affidarci e cresceremo ulteriormente. Ci trasferiremo nell’ex sede della Liberty Lines, saremo tutti lì. L’errore che ho commesso è stato quello di dar fiducia”.

Antonini apre poi due grandi temi per il futuro del Trapani Shark, il primo dei quali è la convenzione del Palazzetto dello Sport: “C’è un lungo cammino come a Pietralcina per andare a trovare Padre Pio. L’amministrazione si è resa conto degli errori commessi, a cominciare dai lavori sull’impianto di condizionamento del palazzetto che serviva già da tempo. È stato grave inviarmi una bolletta di 138.000 euro della luce, quando si è scoperto che al contatore del palazzetto tiene conto dei consumi della piscina e dell’ATM. Alla fine noi forse gli dovremo circa 30.000 euro”.

Prosegue Antonini: “Ho la speranza nell’apertura data dal sindaco e dall’amministrazione di risolvere la problematica. Mi aspetto una concessione rivista nei parametri. Ho speso circa 2 milioni di euro nel palazzetto e gli ho mandato anche il bilancio. Siamo tutt’altro che una società a scopo di lucro, che fa profitti. Le normative ci obbligano a diventare una s.r.l., ma oggi il comune può iniziare un iter di ravvedimento per la convenzione. Mi auguro che si trovi un accordo a breve”.

Trapani Shark, Antonini: “Ecco cosa è successo con la cittadella dello sport”

Il patron della Shark elenca poi quanto accaduto col progetto Cittadella dello Sport. E anche in questo caso non risparmia delle critiche: “Nel settembre 2024 prospetto l’idea della Cittadella dello Sport e chiedo al sindaco se ci sono delle aree sul territorio per questo progetto. Mi si indica l’area di Milo senza specificare che tale area era di proprietà del demanio. Da qui la richiesta di iniziare l’iter con una lettera d’interessi. Solo dopo diversi mesi viene fuori questo aspetto. Tranchida si offre di fare da tramite col demanio, perché il comune aveva anche altri progetti in aree demaniali. Ma da ottobre 2024 a febbraio 2025 non arrivano notizie. A febbraio il sindaco dice di aver scoperto che una parte del terreno sia di competenza del demanio militare”.

Ancora Antonini: “A quel punto ho deciso di andare a fondo anche io per cercare di capire cosa si poteva fare. Perché, di fatto, si diceva che il progetto non poteva andare avanti. In realtà era già noto da tempo al Comune che c’era questa divisione. Inoltre il demanio civile aveva dato disponibilità al sindaco di cedere questa parte di sua competenza. Da qui la decisione di creare nei prossimi mesi un bando, fatto di cui il sindaco era a conoscenza, per cedere quest’area. A questo punto ho portato avanti direttamente i rapporti col demanio, dato che il comune si è dimostrata una parte inesistente. Per sette mesi gli abbiamo dato retta. Adesso aspettiamo il bando, sperando possa arrivare a settembre 2025. Poi ricominceremo a parlare col comune e a presentare il progetto che loro dovranno inserire in variante e dare l’ok. Ma abbiamo perso un anno per questi rallentamenti, e chissà ancora quanto dovremo aspettare”.

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Antonini: “I tifosi sono con me, gli abbiamo restituito la speranza”

Insomma sono questi ostacoli che hanno portato Antonini ad affiancare l’impegno sportivo a quello politico: “I rallentamenti sulla Cittadella dello Sport sono stati il primo campanello d’allarme che ho avuto. In altri posti sarei stato chiuso a chiave in una stanza fino a quando non ci fosse stato il progetto definitivo. Un’infrastruttura del genere aumenta il PIL e porta posti di lavoro. Questo territorio non vuole creare un reale sviluppo del territorio. Avevo due strade ma oggi dovevo fare all-in per non buttare i soldi che ho investito. Devo far fruttare gli oltre 18 milioni di euro che ho investito. Questo territorio è malato, si deve buttare giù chiunque voglia fare qualcosa”.

“Oggi i tifosi sono con me: chiedetegli se vogliono tornare in Serie B. Siamo la seconda società più menzionata d’Italia. Abbiamo avuto 6 partite tra le prime 10 per ascolti tra Dazn e D-Max. È un fenomeno legato al nome della città che dovrebbe essere felice di tutto questo. Invece si sollevano dubbi, anche sfruttando i media nazionali. Ormai ho deciso di fare all-in, sono come l’acciaio inossidabile. Voglio eliminare i personaggi sgradevoli che gravitano intorno a Trapani. Se molli vincono loro, ma qua trovano un muro invalicabile. Il movimento politico gli farà perdere il controllo in maniera definitiva. La città lo sa e oggi è pronta, con lo sport gli abbiamo aperto la speranza”, conclude Antonini.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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