Tra le città più appassionate del Sud Italia, Palermo sogna il grande ritorno. Non solo in Serie A, ma anche su quei palcoscenici europei che, seppur vissuti per un periodo limitato, hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia recente del club siciliano.
La parentesi europea del Palermo si concentra in un arco temporale ristretto, dal 2005 al 2012, anni in cui il Barbera ha ospitato squadre come Schalke 04, West Ham, Fenerbahçe e CSKA Mosca. Anni in cui la maglia rosanero era sinonimo di ambizione, talento e una chiara identità di gioco.
La prima volta non si scorda mai: stagione 2005-2006
Il debutto nelle competizioni UEFA arriva nel 2005, grazie allo storico sesto posto in Serie A conquistato sotto la guida di Francesco Guidolin. Il Palermo entra in Coppa UEFA dalla porta principale e supera agevolmente il primo turno contro l’Anorthosis Famagosta con un complessivo 6-1.
Nel girone eliminatorio, il Palermo si fa notare subito: vittorie convincenti contro Brøndby e Maccabi Petah Tikva, pareggi prestigiosi con Espanyol e Lokomotiv Mosca. Chiude il gruppo da imbattuta. Agli ottavi, dopo aver eliminato lo Slavia Praga, la corsa si arresta contro lo Schalke 04, ma il biglietto da visita è stato già consegnato all’Europa.
2006-2007: il West Ham, poi il black-out
La stagione seguente inizia con entusiasmo. Il sorteggio mette di fronte ai rosanero il West Ham: doppio successo (1-0 a Londra, 3-0 al “Barbera”) e pubblico in delirio. Ma la fase a gironi è tutt’altra storia. Nonostante un ottimo avvio, il Palermo incappa in tre sconfitte su cinque partite e viene eliminato, pagando inesperienza e qualche rotazione di troppo.
2007-2008: l’uscita amara ai rigori
Il terzo tentativo europeo è anche il più breve. Contro il Mladá Boleslav, il Palermo vince 1-0 in trasferta ma perde con lo stesso risultato in casa. Ai rigori, l’eliminazione è beffarda. È l’inizio di una pausa forzata dalle coppe internazionali, che durerà fino al 2010.
2010-2011: il ritorno, ma il gruppo è tosto
Dopo il quinto posto in Serie A, i rosanero tornano a respirare l’aria dell’Europa League. Superano i playoff contro il Maribor, ma il sorteggio del girone è impietoso: CSKA Mosca, Sparta Praga e Losanna. Nonostante una rosa ricca di talento, il Palermo chiude terzo e saluta ancora una volta la competizione troppo presto.
2011-2012: l’ultima apparizione
La finale di Coppa Italia persa contro l’Inter vale comunque un accesso ai preliminari della nuova Europa League. Ma l’entusiasmo dura poco: il Thun elimina i siciliani con un doppio pareggio (2-2 al “Barbera”, 1-1 in Svizzera). La regola dei gol in trasferta è fatale.
È l’ultima notte europea per il Palermo, almeno per ora.
Il presente: ricostruzione e sogni di gloria
Oggi il Palermo è una squadra ambiziosa, determinata a rientrare nella massima serie e, in prospettiva, tornare a confrontarsi con il calcio internazionale. L’ingresso del City Football Group ha segnato un punto di svolta: investimenti mirati, un’accademia moderna, una visione gestionale di lungo periodo.
Nel frattempo, i vertici del calcio europeo si preparano alla finalissima di Champions League tra Inter e Paris Saint-Germain. Due club dalle filosofie opposte – l’uno costruito con disciplina tattica e sostenibilità, l’altro alimentato da una potenza economica senza pari – ma entrambi capaci di imporsi ad altissimo livello. Un confronto che può offrire spunti anche a realtà come Palermo: andando ad analizzare e confrontare le quote Champions League, si colgono le differenze tra modelli sportivi e si intravedono le ambizioni future che società ben gestite possono nutrire, anche partendo da lontano.

