Arrivano novità ed evoluzioni in merito a quella che è stata la trattativa per la cessione del Messina, avvenuta all’inizio del 2025. La Guardia di Finanza e la Digos, infatti, hanno svolto un’attività di sequestro degli atti e di acquisizione dei documenti relativi al passaggio di proprietà da Pietro Sciotto e AAD Invest Group. Quest’ultima ha, come è ben noto, ricevuto l’80% delle quote societarie dalle mani dell’imprenditore peloritano, il quale ha lasciato il timone del club della città dello Stretto dopo sette anni di gestione in solitaria.
Un passaggio di quote al quale però non è corrisposto un trasferimento di denaro dal Lussemburgo alle casse di Pietro Sciotto. Per la cessione del Messina, infatti, l’ex patron avrebbe dovuto acquisire 2,5 milioni di euro in due rate. Nessuna delle due trance, però, sono state emesse dalla holding amministrata da Doudou Cissè e Alexandre Chateaux. Per questo motivo la Procura della Repubblica di Messina ha avviato una serie di indagini sull’operato della società con sede in Lussemburgo.
Cessione Messina, acquisiti i documenti: attesa dal Lussemburgo
Le attività investigative sono condotte dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e dal sostituto Fabrizio Monaco. I due magistrati hanno delegato il procedimento di sequestro degli atti e di acquisizione dei documenti agli agenti della Guardia di Finanza e della Digos. Al momento sono stati resi disponibili gli incartamenti a disposizione di Pietro Sciotto. Decisamente più difficile sarà riuscire ad accedere alla documentazione attualmente in possesso di AAD Invest Group.
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Com’è noto, è attualmente in corso un procedimento contro ignoti, con le ipotesi di reato di truffa e minacce. Per questa inchiesta sono già stati sentiti Pietro Sciotto, il presidente dimissionario Stefano Alaimo e Alessandro Failla, quest’ultimo ancora in carica come segretario generale del Messina.

