Valerio Antonini celebra la stagione da sogno di Trapani Shark. Il presidente del sodalizio granata ha parlato così ai microfoni di Repubblica: “Siamo andati oltre ogni più rosea previsione. È stata una stagione trionfale e quella del calcio non è ancora finita”.
Antonini ha parlato proprio dell’ultimo atto della stagione granata. Stiamo parlando di gara4 alla quale ha assistito dal vivo, a differenza di quanto accaduto nel match precedente: “Io credo di avere dato quelle motivazioni che sono state la benzina che serviva. Sono andato a Bologna per l’ultima partita perché me lo hanno chiesto i giocatori. Ho capito il lavoro fatto. Era quello che stava dando i frutti. Tutti si sono immedesimati e hanno recepito il messaggio che io avevo lanciato”.
Non manca una frecciata alla Fortitudo Bologna… “Avevamo un’avversaria presuntuosa e arrogante e ho voluto lanciare un messaggio di forza all’ambiente. Sapevo che avremmo vinto e volevo che l’obiettivo delle critiche fossi io e non i giocatori rimasti sereni”.
Fenomeno Antonini, tra Trapani e Shark
La stagione è stata trionfale su tutta la linea. Antonini ha vinto con il Trapani e con gli Shark. Ma quali sono state le differenze tra le imprese nel calcio e quelle nel basket? “Nel calcio è stato più facile. Eravamo troppo più forti. È stato bellissimo vincere il 7 aprile contro il Siracusa che è squadra forte con un presidente ambizioso come Ricci al quale auguro di vincere l’anno prossimo. Nel basket è stato diverso: per importanza della posta in palio, perché abbiamo vinto a Bologna. Insomma, una gioia che mai dimenticherò nella mia vita”.
Tra i protagonisti dell’ultima notte della stagione spicca Amar Alibegovic. Il suo impatto al Trapani Shark viene salutato così da Antonini: “È stato eccezionale. I 27 punti di Alibegovic li fa un campione. Se per Agnelli, Del Piero era Pinturicchio, per me Alibegovic è De Chirico: la metafisica dello sport al massimo”.
Adesso viene il bello
Ligabue cantava che “il meglio deve ancora venire”. Antonini è assolutamente d’accordo: “Essere arrivati in A è un risultato straordinario e ci dà una spinta enorme per fare il salto e, con una gestione finanziaria oculata, faremo una grande squadra. Solo dallo sbigliettamento abbiamo incassato un milione e 200mila euro che sono un bel viatico per programmare una stagione di vertice, puntare ai play-off e, in caso di semifinale, acquistare un giocatore che ci faccia vincere lo scudetto”.
Proprio così, quello scudetto che nel basket nessuno ha mai conquistato in Sicilia. Ed è proprio il senso di rivalsa in ambito isolano che spinge ancora di più Antonini: “La Sicilia intera merita di avere una soddisfazione di questo livello. Io non voglio giocare per salvarmi, ma per riempire i palazzetti”.
Antonini porta Trapani Shark a Palermo?
Tornando allo spirito isolano di Trapani Shark, Antonini ha fatto capire che non sarà solo la città granata a ospitare la sua squadra. In una specie di “carriera itinerante”, si potrebbe stazionare anche a Palermo per le eventuali future gare europee: “Trapani giocherà diverse partite nei palazzetti della regione. Dobbiamo portare un messaggio positivo che giunga in tutta Italia. Se il sindaco di Palermo ci aiuta con un palazzetto da 8-9 mila posti, faremo lì l’Eurolega”.
Ma cosa è rimasto della magica notte di Trapani Shark negli occhi di Antonini? La risposta è forse troppo facile: “Le persone che ci aspettavano in aeroporto alle 3 del mattino. Le lacrime della gente che alla fine ha fatto piangere anche me, Me lo porterò dentro per la vita”.

