Dominic Vavassori è senza dubbio l’uomo da copertina del Palermo. Un attaccante giovane, arrivato quasi in sordina, che a suon di gol ha conquistato la piazza. Lui stesso ammette di essere in mezzo a un momento magico. Queste le sue parole per il Giornale di Sicilia: “Sto vivendo uno dei momenti più belli della mia giovane carriera, ma non credo di essere diventato un calciatore diverso nel giro di qualche mese. Rispetto al passato ho acquisito maggiore consapevolezza nei miei mezzi, grazie alle mie prestazioni in campo e alla fiducia che sento intorno a me. I gol sono una soddisfazione importante, soprattutto quando contribuiscono alle vittorie. Sono molto contento di questo inizio, senza dimenticare che la stagione è ancora lunga e che ho ancora tanto da imparare e da dimostrare”.
Palermo, Vavassori sogna e segna
Vavassori ha parlato del suo inserimento a Palermo. Un ingresso silenzioso, prima dell’impatto devastante sul campo: “Il primo impatto con il mondo Palermo è avvenuto durante la tournée in Australia. Un’esperienza che mi ha fatto percepire immediatamente la dimensione internazionale che il club sta acquisendo e il significato di indossare questa maglia”.
Il giorno della sua conferenza stampa c’è stato un siparietto simpatico con Filippo Inzaghi. L’allenatore del Palermo ha fatto una comparsata, parlando di 15 gol da fare. Vavassori è a 6 e gode della fiducia del mister: “Inzaghi ha dimostrato fin dal primo giorno di credere in me e questo rappresenta uno stimolo enorme. Abbiamo costruito un ottimo rapporto e poter lavorare quotidianamente con un allenatore che ha scritto pagine importanti del calcio è un’opportunità preziosa per la mia crescita. Mi dà tantissimi consigli, soprattutto sull’attenzione ai dettagli e sulla capacità di farsi trovare pronti nei momenti decisivi. Cerco di ascoltarlo e mettere in pratica i suoi insegnamenti. I 15 gol sono uno stimolo importante, naturalmente spero di gnarne il più possibile, ma il traguardo che conta davvero è quello della squadra. Ogni mio gol deve essere prima di tutto un contributo al raggiungimento del nostro obiettivo”.
L’affetto dei tifosi
Vavassori è già diventato un beniamino dei tifosi del Palermo. L’attaccante arrivato dall’Atalanta si è fatto apprezzare per le sue doti calcistiche. E per un classe 2005 è qualcosa di molto bello: “Ricevere così tanto affetto è qualcosa di straordinario, ma so bene che la loro fiducia va meritata continuamente. Il modo migliore per ricambiarla è continuare a dare tutto per questa maglia”.
Sono tanti gli allenatori con cui Vavassori ha già lavorato in carriera. Da ognuno di loro ha tratto gli insegnamenti giusti per crescere e migliorare: “Sono grato a Gasperini e Modesto per quello che mi hanno trasmesso, così come a Palladino, che mi ha dato l’opportunità di esordire in prima squadra, a Bosi che per primo mi ha fatto giocare nel mio attuale ruolo e a Bocchetti. Da Bergamo porto con me soprattutto la cultura del lavoro e la consapevolezza che il talento da solo non basta per affermarsi ad alti livelli”.
Palermo, a chi somiglia Vavassori
In tanti hanno già fatto i primi paragoni grazie alle giocate fatte da Vavassori con la maglia del Palermo. Lui prova a tracciare un identikit dei calciatori a cui somiglia di più: “Fin da bambino ho ammirato grandi campioni come Messi, che è sempre stato il mio idolo, e oggi cerco di prendere spunto anche da calciatori come Lookman, che ho avuto la fortuna di conoscere, Douè e Olise che ammiro come giocano. Credo però che ogni calciatore debba costruire la propria identità, senza cercare necessariamente di assomigliare a qualcun altro”.
E sui riferimenti a mostri sacri come Miccoli e Dybala, Vavassori si fa piccolo piccolo. Lui stesso sa di dover ancora fare tanta strada. E sull’esultanza svela un aneddoto: “Fa certamente piacere che il mio nome venga accostato a quelli di Miccoli e Dybala, che hanno lasciato un segno così importante nella storia del Palermo, ma sarebbe fuori luogo fare paragoni. Io sono Dominic Vavassori e spero di riuscire a dimostrare le mie qualità attraverso il lavoro e le prestazioni in campo. La mask è un piccolo omaggio a Dybala, un’esultanza che mi piace e che ho voluto riproporre, senza che questo significhi volermi paragonare a lui”.
La scelta di Palermo non è stata difficile per Vavassori. Lui stesso ci ha messo poco a motivarla durante l’intervista: “Ho percepito fin da subito la volontà di costruire qualcosa di significativo e per un giovane calciatore è fondamentale trovare un ambiente nel quale poter crescere. Naturalmente ha pesato anche la presenza di Inzaghi. E poi c’è Palermo, una città che vive il calcio con una passione incredibile. Il Barbera riesce a trasmetterti un’energia unica e rappresenta uno stimolo in più per dare sempre il massimo”.
Under 21 e futuro
Si parla già di convocazione nell’Italia Under 21 per Dominic Vavassori. Un giusto premio per il grande inizio di stagione. Ma anche un possibile antipasto per la Nazionale maggiore: “Sono contento se arriverà l’Under 21, quella maggiore ovviamente è il sogno di qualsiasi bambino che comincia a giocare a calcio e naturalmente lo è anche per me. Sono consapevole che certi traguardi si raggiungono gradualmente soltanto attraverso il lavoro e la continuità delle prestazioni. La mia priorità è dare il massimo per il Palermo, convinto che sia anche il modo migliore per costruire il mio futuro”.
Il futuro di Dominic Vavassori è conteso tra Atalanta e Palermo. L’attaccante, com’è giusto che sia, fa capire che non vuole ancora pensarci: “Sono molto grato all’Atalanta per il percorso che mi ha permesso di compiere e per le opportunità di crescita che mi ha offerto in questi anni e sono sicuro che qualsiasi scelta futura sarà la migliore per la mia carriera. Oggi, però, tutti i miei pensieri sono rivolti al Palermo. Ho trovato un club che ha subito creduto in me, un gruppo che mi ha accolto benissimo e un ambiente nel quale sto vivendo emozioni straordinarie. Non avrebbe senso distrarmi pensando a quello che potrebbe accadere in futuro”.


