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Palermo, Pohjanpalo: “Città fantastica ma non c’è privacy, non sono Maradona”

Joel Pohjanpalo è arrivato a Palermo ed ha trovato una piazza che ha riversato su di lui un amore dirompente. Mentre la punta continua ad incrementare i suoi numeri, tra i rosanero e la Finlandia (tripletta contro San Marino), si sta integrando con la realtà del capoluogo. Un lavoro non sempre facilissimo, ma che dà i suoi frutti.

Palermo, Pohjanpalo: “Al Sud le pressioni aumentano, voglio integrarmi”

Parlando ai microfoni del portale finlandese YLE, Pohjanpalo ha raccontato come si vive a Palermo il mestiere di calciatore: “Il ruolo di attaccante, o di finalizzatore, sembra conferire un certo status speciale qui. Allo stesso tempo, comporta una grande responsabilità. Bisogna dare il massimo in campo e fare bene. A Palermo non è insolito che i tifosi fischino i propri giocatori se la partita non sta andando bene”.

Il tutto però non ha impedito a Pohjanpalo di replicare quanto fatto in altre piazze della sua carriera. Infatti, la punta ama calarsi nella realtà che lo circonda: “Sto cercando di entrare nel ritmo di vita della città. Allo stesso tempo, voglio dimostrare ai tifosi che desidero integrarmi nella città e nel club. È un grande privilegio giocare a calcio, è il mio lavoro. Ma questo succede in campo, fuori invece ci sono tante altre cose importanti come la famiglia, gli amici e la conoscenza di nuove culture”.

Sin qui l’impressione del capoluogo siciliano è buona: “Palermo è un posto davvero fantastico in cui vivere. Non c’è bisogno di cercare il sole e il cibo è quasi il migliore del mondo”. Eppure definisce la città come “intensa” e sottolinea come fosse a conoscenza che “più si va a sud, più le pressioni aumentano”.

Pohjanpalo: “Delle volte difficile uscire di casa, per ora non mi dà fastidio ma…”

Per Pohjanpalo la città di Palermo rappresenta proprio l’esempio di come un calciatore possa vivere al Sud: “Quando esci per strada qui, devi essere pronto ad accettare di farsi le foto o parlare con i tifosi. Fa parte dell’essere un giocatore del Palermo. A volte è difficile uscire di casa. In spiaggia, i fan ti possono seguire in acqua con i cellulari per scattare foto. D’estate, mia moglie è andata in spiaggia diverse volte senza di me. Non mi ha dato fastidio sin qui, ma comincio a pensare che mi piacerebbe avere un po’ di privacy ogni tanto”.

“Conosco persone che hanno giocato a Palermo 10-15 anni fa e che ancora oggi, al loro ritorno, vengono fermate per strada e chiedono di fare foto. Un culto come Maradona? Non credo nascerà, o almeno spero di no. Alla fine siamo solo calciatori”, conclude Pohjanpalo.

Redazione Sporticily
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