Vinicio Espinal, allenatore del Catania, è intervenuto in sala stampa al termine della partita persa dai campani contro il Catania. Il tecnico rossoblù non gradisce molto la lettura dei giornalisti, che ritiene figlia del risultato finale. Per Espinal la Casertana avrebbe meritato qualcosa di più e pensa che questo gruppo possa togliersi delle soddisfazioni.
Casertana, Espinal: “Non guardiamo solo il risultato, ottimo secondo tempo”
Queste le parole di Espinal dopo Casertana-Catania: “La squadra va valutata non solo nell’immediato, ma anche a mente fredda. C’è stato l’episodio del rigore, che può cambiare le certezze di un gruppo. La squadra ha saputo soffrire ed ha risposto nella ripresa con una prestazione importante. Potevamo anche andare in vantaggio, ma non è successo. Il Catania nel finale fa il gol e questo cambia il vostro giudizio. Io non faccio il vostro lavoro, credo che devo analizzare quello che la squadra ha fatto. Nella ripresa abbiamo fatto quello che dovevamo”.
Per il tecnico non si può discutere l’ottimo lavoro fatto sin qui dai suoi ragazzi e dallo staff: “Credo molto nei miei giocatori, oggi arriva una sconfitta dopo che la squadra ha fatto buone cose anche cambiando la difesa. Io non metto in dubbio tutto per una sconfitta in 7 partite. Ho bisogno di vedere i giocatori che ho nelle partite che contano, i ragazzi mi stanno restituendo tanto, non è detto che chi era in panchina avrebbe fatto meglio o peggio. Ma so che avremo una crescita graduale di tutto il gruppo”.
Espinal: “Panchina a rischio? Credo in quello che faccio”
Durante la conferenza i toni sono accesi, nonostante l’apparente serenità di Espinal. Che risponde così ad una possibile messa in discussione del suo posto in panchina: “Non snocciolo numeri, credo in quello che faccio e i ragazzi mi danno le risposte. Pezzella non aveva problemi, decido io se gioca o non gioca. Non posso stare dietro alla volontà di vedere questo o quel beniamino in campo. Ho visto meglio un altro giocatore e gioca un altro. Altrimenti facciamo risparmiare il presidente e lavoriamo solo con 11 giocatori”.
Prosegue il tecnico: “La partita che ci siamo immaginati era quella che poi si è vista nel secondo tempo, gli inserimenti di Piovanello e Sandri servivano proprio a questo. Favale serviva anche per dare maggiore mobilità. Poi non tutto è andato come previsto, visto il rigore, dobbiamo lavorare dal punto di vista mentale. Siamo venuti fuori lentamente, col tempo. In altre partite hanno giocato altri, ma abbiamo fatto cose buone o meno buone. Abbiamo sofferto, anche se abbiamo sofferto con il Catania, non con il Canicattì (con tutto il rispetto)”.
Espinal: “Di Tacchio non è al meglio, Castelli si è rotto qualcosa”
Il focus si sposta poi su alcuni singoli: “Di Tacchio non è al suo massimo, come altri. Ma stiamo cercando di crescere. Castelli si è rotto qualcosa nella mano, Kontek si è sentito indurire il flessore e abbiamo dovuto cambiare. Potevamo fare più gol, ma il loro portiere è stato molto bravo. Non costruiamo dei casi, c’è stata voglia di fare bene”.
“Prendo atto della vostra rabbia, io stesso non sono contento. Dobbiamo credere nelle cose che facciamo da subito, anche se delle volte abbiamo fatto dei buoni primi tempi. Dobbiamo fare qualcosa in più sul piano mentale. Non possiamo aspettare gli schiaffi degli altri. Accetto i fischi della tribuna, ma credo nel percorso”, conclude Espinal.


