Il Palermo ha cominciato la stagione con la solita sfortunata tassa da pagare coi portieri. Negli anni scorsi sono stati Alfred Gomis e Francesco Bardi a iniziare le annate con degli stop praticamente immediati, per via di infortuni più o meno lunghi. Sorte che, nel 2026-27, è toccata sia a Jesse Joronen e Mattia Perin (per quest’ultimo però il problema muscolare è di poco conto). Faccia i giusti scongiuri Mattia Fortin, arrivato a Palermo come portiere di prospettiva e soprattutto come alternativa dell’eventuale titolare.
Alla fine, in queste prime gare il primo guardiano dei siciliani è stato proprio lui vedendo il minutaggio. Le prestazioni del numero 14 avranno però ricordato a mister Pippo Inzaghi come, dopo ogni temporale spunta sempre il sereno. E, delle volte, un arcobaleno che cambia le aspettative iniziali.
Palermo, Fortin si è giocato bene le sue carte: i numeri
Arrivato in estate, Fortin si è subito messo a lavorare duramente per alzare subito il livello in allenamento ed essere all’altezza del Palermo. Tra i tifosi serpeggiava un po’ di scetticismo sulla scelta di puntare su estremo difensore giovane e con poca esperienza in Serie B, visti i precedenti. Per di più in un’annata iniziata con l’intento dichiarato di tornare in A. Ma che Fortin sia uno pronto a prendersi le responsabilità lo si è visto ai tempi di Padova, vincendo da protagonista il campionato di Serie C (con 18 clean sheet stagionali).
Rimboccarsi le maniche e lavorare sodo è servito, perché sin da subito ha dovuto farsi trovare pronto. Già alla prima gara ufficiale, contro il Lecce in Coppa Italia, dove si è concesso qualche errore dettato forse dall’emozione ma ha mantenuto la sua porta inviolata. ciò è accaduto anche grazie ad alcuni interventi in cui ha messo in mostra una buona agilità tra i pali. Cosa poi ribadita nelle gare in cui è stato tirato in ballo. Basti pensare alle parate salva risultato fatte contro l’Avellino o l’ottima prestazione fornita contro il Padova.
E forse non è un caso che gli unici clean sheet ottenuti dal Palermo in avvio di stagione siano proprio di Fortin: ciò è successo, oltre che con il Lecce, anche contro la Juve Stabia in Serie B. Le reti subite sono 4, equamente distribuite tra campionato e Coppa Italia. Segno che ci sono margini per migliorare, ma anche che non c’è grande differenza oggi tra l’affidabilità che può offrire Perin e quella data da Fortin.
Ipoteca sul futuro già messa?
Intendiamoci, oggi non si può parlare di ballottaggio, o addirittura di dualismo, tra Perin e Fortin. Il secondo si è giocato al meglio le carte che il destino gli ha concesso, visti i problemi fisici dei colleghi più esperti. Ma il Palermo ha un diritto di riscatto sul giocatore di proprietà del Lens (squadra francese di Ligue 1). E un pensierino sul futuro si può già fare.
Fortin, come ha detto Stefano Sorrentino ai nostri microfoni, può crescere tantissimo guardando in allenamento un portiere che potrebbe giocare in ogni medio-grande di Serie A. Perin è sceso di categoria con la promessa di giocare con continuità e questo succederà. Ma Fortin ha già dato prova che in ogni momento è pronto a garantire ai rosanero il suo 100%. E se questa non è un’ipoteca di permanenza per il futuro in rosanero, ci si avvicina davvero tanto.

